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MOSTRA

Beppe Avvanzino L’ETERNA PRIMAVERA

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E’ difficile osservare le opere di Beppe Avvanzino senza esserne rapiti e, in qualche modo, accolti. I colori e le atmosfere sono suadenti, musicali, luminosi; raccontano e descrivono, ma allo stesso tempo lasciano spazio all’interpretazione soggettiva e all’immaginazione, inducono una riflessione, avvolgono, non sommergono. Alcune tematiche si ripetono, ma ogni dipinto ha una propria e spiccata personalità che lo rende unico, nemmeno simile a un altro che, per soggetto o colori, era parso analogo.

Se nei primi periodi, antecedenti alla prima mostra personale, la ricerca della tematica indaga altre situazioni, come le giostre dei Luna Park, i venditori ambulanti e le marionette, ed è influenzata da suggestioni vagamente attinenti al sogno e alla fanciullezza, nei primissimi Anni Ottanta si determina quello che diventerà il leimotiv dell’intera produzione di Avvanzino: i paesaggi provenzali e italiani, le distese fiorite, interrotte solo in certi casi da un minuto orizzonte lontano, i campi di lavanda, i margini boschivi, le casette in mezzo ai campi; un’ode alla natura e alla sua bellezza, che esprime e vivifica con una gioia profonda e intensa la meraviglia, la sensibilità e la commozione che accompagnano e danno vigore ed energia a ogni gesto dell’artista.

I dipinti più grandi, così come quelli dalle misure più contenute, hanno una vita strettamente connessa all’ambite nel quale vengono accolti e, in una divertita danza con la luce, vibrano e riverberano con grazia autonoma, protagonisti di situazioni in vivace evoluzione.

Formatosi all’Istituto San Carlo di Torino, poi alla Scuola del Nudo di Filippo Scroppo e infine sotto la guida ispirata di Guido Bertello per l’acquerello, Beppe Avvanzino ha iniziato a esporre in mostre collettive dal 1963; nel 1981 ha allestito la prima personale al Piemonte Artistico Culturale, del quale è socio fondatore.

Nel corso della mostra presso la galleria L’estampe saranno esposti oltre trenta dipinti, dal 1974 fino ad opere più recenti, dei primi anni Duemila, del famoso pittore piemontese, soprattutto noto per i magnifici e aprichi paesaggi fioriti.

Orario di visita da Martedì a Sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19

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