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“Mi sono innamorato di te” del grande Luigi Tenco. A.D. 1962

Testo inviato da: Manuel Buccarella
Pubblico dominio
Photo credits: Pubblico dominio
La storia di una grande canzone d’amore.

«Non si vive per riuscire simpatici agli altri. A me i soldi, il successo, non interessano, li lascio a quelli più furbi di me in questo genere di cose.» (Luigi Tenco)

Nel 1962 il grande Luigi Tenco, cantautore genovese (d’adozione, era nato in un piccolo comune piemontese), pubblicava l’album Mi sono innamorato di te. Il disco conteneva il brano omonimo, conosciutissimo fino ai giorni nostri, scritto e interpretato da Tenco ed arrangiato dal maestro Giampiero Boneschi, che forte anche della formazione jazz, conferirà al brano tonalità non propriamente da musica leggera. Anche Tenco era un amante del jazz, tanto che i suoi esordi musicali abbracciavano questo raffinato genere. Uscì come singolo solo nel 1964. Il brano è meraviglioso, non solo per i testi ma anche per musica ed arrangiamenti. Il pianoforte suonato lentamente ed un po’ jazz, nei bassi come nelle note più alte e nel dipanarsi delle melodie, con l’ orchestra d’archi che accompagna la voce, calda e drammatica.

Il significato della canzone non fu capito da tutti, almeno nell’immediato, ciò a conferma del fatto che l’artista suonava a volte come un po’ “incompreso” nel panorama della musica leggera del tempo. Tenco, al pari di Fabrizio De André,suo grande amico ed estimatore, era un anticonformista ed un innovatore,era “uno che stava avanti”, insomma.

“Mi sono innamorato di te”, alla fine, come affermato dall’autore medesimo, “è una onesta dichiarazione d’amore, con tutte le sue verità”. Il testo è bellissimo, non un tentativo di sfuggire alla noia attraverso la ricerca di un donna, come disse qualcuno leggendo questi bellissimi versi: «Mi sono innamorato di te/perché non avevo niente da fare/ il giorno volevo qualcuno da incontrare/ la notte volevo qualcuno da sognare».

La canzone è stata tributata di diverse cover, tra le più significative quella di Ornella Vanoni nel 1969, quella di Johnny Dorelli, Mina, Tiziano Ferro etc.

Luigi Tenco ebbe breve esistenza e morì a neanche 29 anni nel 1967 in circostanze tragiche a Sanremo, dopo la sua apparizione al Festival. Era e rimane uno dei più grandi e rivoluzionari cantautori italiani di tutti i tempi.



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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Manuel Buccarella
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Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato (della domenica) di storia e di tutto quanto può accrescere la mia (molto carente) cultura.