Il debutto dei Melty Groove, Free Hands, non è solo un album, ma una dichiarazione di intenti. La band, con il suo approccio unico alla musica, si spinge oltre i confini dei generi per creare un’esperienza sonora che unisce diversi mondi musicali, dalla ritmica sincopata del funk al rock più energico, dal soul intenso al jazz improvvisato. Free Hands non è solo una fusione di stili, ma una reinvenzione del groove stesso, con ogni traccia che offre una visione nuova della libertà musicale.
L’album si apre con “Seven”, un brano che si fa notare per la sua atmosfera avvolgente. Il loop urbano e il groove bluesy si mescolano con influenze trip-hop, creando un sound che è moderno e retrò allo stesso tempo. La canzone parla di un desiderio e di una ricerca del femminile che si riflettono nella musica,.
Il messaggio di libertà è sottolineato in “Have no fear”, un brano funky che esprime il desiderio di lasciarsi andare e di essere finalmente liberi. La canzone è un inno alla possibilità di essere se stessi, senza paura del giudizio degli altri. Il ritmo accattivante e il ritornello orecchiabile sono accompagnati da una sezione strumentale con l’approccio unico dei Melty Groove, che mescolano sonorità diverse per creare qualcosa di innovativo e interessante.
L’album si conclude con “Proud”, un inno alla consapevolezza di sé e alla libertà di esprimere le proprie emozioni. La collaborazione con il Castagnole Community Choir aggiunge una carica emotiva che pervade l’intero brano, mentre il ritornello ripetuto “You can’t keep it inside” risuona come un mantra che invita a non trattenere mai ciò che si sente. Il brano segna la conclusione perfetta per un album che esplora la libertà in tutte le sue forme, sia musicali che emotive.
Free Hands è un album che non teme di sperimentare e innovare, un disco che travalica i confini dei generi e che celebra la libertà di espressione artistica in tutte le sue forme.








