Maurizio Ferrandini, Opera rock in tre atti

Synth vintage, orchestra e chitarre per un concept album che unisce suono e visione.
Maurizio Ferrandini
Photo credits: Maurizio Ferrandini

Maurizio Ferrandini, Opera rock in tre atti

Maurizio Ferrandini
Photo credits: Maurizio Ferrandini
Synth vintage, orchestra e chitarre per un concept album che unisce suono e visione.

MAURIZIO FERRANDINI presenta “QUELLO CHE NON C’È” Opera rock in tre atti.

Tra sogni svaniti, coscienza ritrovata e visioni da costruire
È disponibile QUELLO CHE NON C’È, il nuovo album di MAURIZIO FERRANDINI, cantautore, musicista e autore indipendente con all’attivo oltre dieci dischi originali. Un progetto ambizioso, intimo e spiazzante, che si sviluppa in tre atti –Il Presente, Il Passato, Il Futuro – e si muove tra l’assenza e la creazione, tra ciò che non c’è più e ciò che ancora può essere.

“QUELLO CHE NON C’È” non è solo perdita. È un vuoto fertile, da cui può nascere una nuova visione. Il disco è una riflessione esistenziale e poetica sul tempo, sull’identità, sulla disillusione e sul bisogno di ripartire. Ferrandini attinge al suo vissuto, ma anche alla memoria collettiva, in un racconto che alterna nostalgia, critica e speranza, accompagnato da una tavolozza sonora stratificata: chitarre, sintetizzatori storici, orchestra e suoni analogici dialogano in un equilibrio unico.

I tre atti

ATTO I – IL PRESENTE
Il punto zero. Lo smarrimento diventa consapevolezza. La mappa della vita mostra solo un punto: ZERO. Il presente è confuso, ma vitale. Brani come LA MARCIA DEGLI AUTOMI denuncia l’omologazione digitale, l’ipocrisia dell’apparenza e il conformismo del “non pensare, non cambiare, non voltarti”. Ma c’è anche la scintilla per costruire.

ATTO II – IL PASSATO
Evocativo, sospeso, misterioso. Qui si avverte la mancanza dell’infanzia, la scomparsa dei sogni, dei riferimenti, dell’innocenza. Un bambino amato, sereno, che ora non si riconosce più nel mondo che lo circonda.

ATTO III – IL FUTURO
Il futuro è una domanda aperta. Può essere utopia o illusione. Il Monarca del Vento, figura ambigua e affascinante, incarna le bugie vendute come verità. Ma dal vuoto può nascere qualcosa di nuovo:

QUELLO CHE NON C’È è anche ciò che può essere creato.

Un mondo sonoro e visivo
Il disco si accompagna a una forte componente visuale, che traduce in immagini la poetica dell’opera: un teatro, un bambino con una mappa, automi in marcia, un coniglietto bianco che riceve un dono. Simboli che tornano e si intrecciano in un racconto unico, coerente, profondo.

Il primo videoclip ufficiale CREARE CREARE CREARE è una piccola parte dell’opera, ma già carica della sua potenza evocativa e del suo messaggio universale.



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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Photo credits: Maurizio Ferrandini
Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

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