Marsiglia, Museo Regards de Provence, Mostra “Poesia e luce – Jean-Pierre Blanche”

Dal 1° dicembre 2023 al 21 aprile 2024 al Museo Regards de Provence.
Foto
Le cabine dei bagni a Marsiglia, 1997, pastello a olio e pietra nera su tavola 68 x 94 cm, Collezione del Museo Regards de Provence © Aleksander Rabczuk.

Marsiglia, Museo Regards de Provence, Mostra “Poesia e luce – Jean-Pierre Blanche”

Foto
Le cabine dei bagni a Marsiglia, 1997, pastello a olio e pietra nera su tavola 68 x 94 cm, Collezione del Museo Regards de Provence © Aleksander Rabczuk.
Dal 1° dicembre 2023 al 21 aprile 2024 al Museo Regards de Provence.

Nell’ambito della celebrazione del 10° anniversario del Museo Regards de Provence e del 25° anniversario della Fondazione e Associazione Regards de Provence nel 2023, il Museo Regards de Provence presenta la mostra “Poesia & Luce – Jean -Pierre Blanche”, dal 1° dicembre 2023 al 21 aprile 2024.

Il Museo Regards de Provence così rende onore un artista emblematico della scena artistica meridionale, la cui ricca produzione riunisce i ritratti, le sue visioni del Sud, della natura, del mare, della notte… Jean-Pierre Blanche (1927-2022) trascrive il paesaggio mediterraneo in tutte le sue forme la sua diversità, con un tocco sensibile segnato da un acuto senso del ritmo, dello spazio e dei colori. Unendo osservazione e memoria, coltivando la scelta del carboncino, del pastello o dell’olio per esprimere i toni della luce, l’artista ci trasporta nel suo universo profondo e poetico.

Jean-Pierre Blanche, instancabile geometra della campagna con la matita in mano, come il suo illustre padre di cessatori come Monticelli o Cezanne, è soprattutto un artista di studio. Traduce in linguaggio pittoriche le sue impressioni, le sue emozioni vissute di fronte ad un paesaggio e modella la sua visione soggettiva del natura. Pur essendo figurativa, questa visione che tende all’astrazione e alla sintesi, va ben oltre l’idea realismo, a beneficio dell’emozione che emana dalla percezione del mondo. Come nel caso di Cézanne, i paesaggi di Blanche sono crudi, tellurici, geometrici. Sono popolati di alberi imponenti che invadono lo spazio della tela e impediscono la fuga dello sguardo verso l’orizzonte. Essi sono minerale e incontaminato da qualsiasi presenza umana. Vanno all’essenza stessa delle cose, al di là di tutto aneddoto. Il suo viaggio a Vauvenargues assume quindi un valore simbolico.

Uno degli aspetti sorprendenti del lavoro di Jean-Pierre Blanche risiede nel suo stile molto personale, è di esplorare i territori più diversi, concentrandosi di tanto in tanto su un argomento specifico che poi verrà trattato instancabilmente reinterpretato. L’erba alta e gli alberi – primo fra tutti il cedro di 300 anni – Pont-Rout, la tenuta affogata in una notte che non è mai del tutto buia, sono motivi ricorrenti che lui cercherà di esaurire le risorse, a volte attraverso diverse dozzine di tabelle. Questa ricerca incessante dell’evoluzione della luce e dei colori di un singolo soggetto è in una certa misura parte dell’approccio impressionista, anche se il risultato è molto diverso. Cosa cambia la stagione, il tempo o l’ora del giorno? Il giorno e l’atmosfera, i toni cromatici si trasformano. Blanche è un grande viaggiatore, nei suoi diari di viaggio troviamo i dintorni di Aix, la Crau, le Alpilles e il Ventoux, le Salines de Camargue, e la Corniche di Marsiglia.

Verso la fine degli anni 2000, Jean-Pierre Blanche comincia ad interessarsi al tema della notte, in cui emergono nuove forme, pure, ridotte all’essenziale, che le permettono di rinnovarsi ricerche di paesaggista. Natura e architettura si incontrano lì. Una finestra trasparente proietta ombre sul terreno, rivelando una presunta influenza di Edward Hopper. Questo modo di ridurre il mondo reale presenta alcuni segni essenziali, che lo avvicinano al minimalismo e alla monocromia. “La vita è solo ritmo”, ha detto l’artista, evocando la sua simbiosi con il ritmo degli elementi della natura. Come osserva Pierre Wat: “La vita è solo un’esperienza di spazio e tempo, vissuta come godimento l’intervallo. L’arte di Jean-Pierre Blanche stabilisce una via di mezzo: un luogo tra verticalità e orizzontalità, tra piattezza e profondità, luce e notte, visibile e invisibile. Barriere, alberi retroilluminati, finestre persiane aperte e traslucide sono tanti ritmi trasparenti, linee su cui si annida il colore, dei rami tra cui sboccia il mare.La vita non è che ritmo, infatti, quando l’immobilità si apre ad un’altra forma di movimento, qualcosa come una danza silenziosa, tra l’erba alta, tra i rami, tra le pieghe di un tronco o le vele di due barche”.

Michel Hilaire, curatore della mostra, ha aggiunto “Era un uomo sopraffatto dalla luce, lui considerato uno spettatore sempre in apprendimento, difficilmente un professionista dell’arte così tanto nella sua vita fuso con la sua arte, sempre alla ricerca della bellezza e dell’armonia.»

Giovedì 30 novembre alle 14,30 presentazione della Mostra, alla presenza di Michel Hilaire, commissario e curatore generale del patrimonio e direttore del Museo Fabre di Montpellier, e degli eredi dell’artista.

Condividi su:

Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Le cabine dei bagni a Marsiglia, 1997, pastello a olio e pietra nera su tavola 68 x 94 cm, Collezione del Museo Regards de Provence © Aleksander Rabczuk.
Immagine di Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web designer presso PuntoWeb.Net, opero nel campo dell’editoria online fin dal 1996. Ideatore e curatore di vari prodotti editoriali, sono co-fondatore di LiquidArte.it, dove ricopro il ruolo di content manager. Coltivo un vivo interesse per la storia e per ogni ambito del sapere in grado di arricchire il mio orizzonte culturale.

Pubblica con noi

Uno spazio dedicato a celebrare il ruolo fondamentale delle donne nella storia e nell’evoluzione delle arti

@Liquidarteit