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Marino Marini: maestro della scultura italiana del 900

Ricordo del grande artista toscano famoso in tutto il mondo
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Marino Marini: maestro della scultura italiana del 900

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Ricordo del grande artista toscano famoso in tutto il mondo

Il 27 febbraio 1901 segna la nascita di Marino Marini a Pistoia, artista poliedrico noto principalmente per le sue sculture, ma anche per le sue attività di pittore e incisore. Nel 1917, Marini iniziò i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, città in cui ebbe modo di incontrare molti artisti influenti, sebbene non ci siano prove documentate di un incontro con Auguste Rodin, che era già deceduto nel 1917. La sua prima visita a Parigi risale al 1919, periodo in cui esplorò le nuove correnti artistiche, per poi rientrare in Italia e dedicarsi all’incisione e alla pittura, mantenendo un legame con la tradizione figurativa.

La svolta verso la scultura avvenne nel 1922, e già dal 1923 Marini iniziò a partecipare attivamente a mostre, tra cui la Biennale di Roma. Il 1926 vide l’apertura del suo studio a Firenze, ma fu nel 1929 che si trasferì a Milano, su invito di Arturo Martini, per insegnare presso la Scuola d’Arte ISIA di Monza, dove successivamente ottenne la cattedra di scultura.

Gli anni ’30 furono caratterizzati da soggiorni a Parigi, dove Marini entrò in contatto con esponenti del calibro di Picasso e Kandinsky, e da viaggi in Italia e all’estero per promuovere le sue opere. Nel 1936, la sua partecipazione alla Biennale di Venezia con tre sculture e una pittura rafforzò la sua reputazione, che gli valse ulteriori inviti negli anni successivi.

Durante gli anni ’40, Marini assunse il ruolo di professore di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Torino e, successivamente, presso quella di Brera a Milano. Il bombardamento del 1942 che distrusse il suo atelier lo costrinse a trasferirsi temporaneamente in Svizzera, dove continuò a lavorare ed esporre, come testimonia la sua mostra al Kunstmuseum Basel nel 1944.

Dopo la guerra, nel 1948, Marini tornò a Milano e alla sua attività didattica a Brera. Nello stesso anno partecipò alla Biennale di Venezia sia come giurato sia come artista. In quegli anni, l’acquisto di un suo “Cavaliere” da parte di Peggy Guggenheim contribuì a consolidare ulteriormente la sua fama internazionale.

Il decennio successivo vide Marini viaggiare negli Stati Uniti e in Europa, incontrando artisti del calibro di Dalí e Stravinskij, e ottenendo importanti riconoscimenti come il Gran Premio dell’Accademia dei Lincei di Roma nel 1954. Gli anni ’60 confermarono il suo successo internazionale con mostre in prestigiosi musei e gallerie.

Il culmine della sua carriera avvenne nel 1973 con l’inaugurazione del Museo Marino Marini presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano e con esposizioni significative come quella al Castello Sforzesco. La sua ultima grande mostra si tenne in Giappone nel 1978, poco prima della sua morte a Viareggio nel 1980.

Questa mia opera a grafite è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

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Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.