Il 28 luglio 1887 nasceva a Blainville-Crevon, in Francia, Marcel Duchamp, considerato tra gli artisti più influenti e significativi del XX secolo. Pittore e scultore, Duchamp attraversò inizialmente le esperienze del Fauvismo e del Cubismo, prima di affermarsi come l’ideatore del concetto di ready-made – il riutilizzo creativo di oggetti comuni – e diventare uno dei protagonisti assoluti del Dadaismo. Quest’ultimo, sorto a Zurigo nel 1916, si caratterizzava per espressioni artistiche provocatorie, dissacranti e profondamente anticonvenzionali.
Tra le opere più celebri di Duchamp si annoverano Il Grande Vetro, Nudo che scende le scale, Fontana (il celebre orinatoio) e L.H.O.O.Q. (una rielaborazione ironica della Monna Lisa). Duchamp è riconosciuto anche come precursore dell’Arte Concettuale e, grazie alla sua visione radicale e innovativa, ha esercitato una profonda influenza sulle generazioni successive.
Stabilitosi per lungo tempo negli Stati Uniti, giunse a un certo punto della sua vita ad abbandonare la pratica artistica per dedicarsi completamente agli scacchi, disciplina in cui raggiunse un livello tale da diventare capitano della squadra olimpica francese, nella quale militava anche il campione del mondo Alexander Alekhine. Duchamp morì nel 1968 a Neuilly-sur-Seine, in Francia.
Questa mia opera, realizzata a sanguigna, seppia e acquerello ed esposta nel 2021 nella mia mostra personale presso il Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa, è un omaggio alla sua memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa









