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MANIFESTO CANNIBALE di CollettivO CineticO a Santarcangelo Festival

Un progetto performativo che parte dalla dimensione vegetale (apparentemente immobile) e “criptata sotto la pelle degli abitanti della scena” verso una trasformazione dei corpi, un passaggio di stato della carne, mescolanza tra fasi di esistenza diverse.
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MANIFESTO CANNIBALE di CollettivO CineticO a Santarcangelo Festival

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Un progetto performativo che parte dalla dimensione vegetale (apparentemente immobile) e “criptata sotto la pelle degli abitanti della scena” verso una trasformazione dei corpi, un passaggio di stato della carne, mescolanza tra fasi di esistenza diverse.

CollettivO CineticO, “una tribù costantemente mobile, che si ridiscute continuamente, un’esplosione orizzontale di possibilità”  prosegue la sua indagine filosofica e fisica sul tempo: dopo aver presentato, qualche settimana fa a Inteatro Festival (Polverigi),  “O+< Scritture viziose sull’inarrestabilità del tempo”, porta ora a Santarcangelo Festival  MANIFESTO CANNIBALE, un progetto performativo che parte dalla dimensione vegetale (apparentemente immobile) e “criptata sotto la pelle degli abitanti della scena” verso una trasformazione dei corpi, un passaggio di stato della carne, mescolanza tra fasi di esistenza diverse.

Il repertorio musicale dei 24 Lieder del Winterreise di Franz Schubert, suonati in scena da Davide Finotti sulla voce registrata di Dietrich Fischer-Dieskau,  ” trattato come se fosse materiale coreografico, secrezione corporea” accompagna il risveglio degli attori in scena e, assieme, il risveglio della nostra coscienza/memoria .

Perchè questa scelta del Winterreise ((Il viaggio d’inverno) di Schubert?
In un momento complesso (ricorda  Francesca Pennini), dopo la chiusura per la pandemia, dopo le disavventure personali e le incertezze sul presente e sul futuro questa musica è importante per colmare il senso di vuoto e la solitudine dell’isolamento.

 Il canto (dal Lieder 1. Gute Nacht) recita:

“Per questo viaggio non m’è dato
di scegliere il tempo,
da me devo trovare la via
in quest’oscurità.
Mi accompagna
l’ombra della luna,
e sulla bianca terra
cerco la traccia di bestie selvagge”…

“Oggi vi sono passato davanti
nella notte oscura,
al buio ho chiuso
ancora gli occhi.
E i suoi rami mormoravano,
come per dirmi:
vieni da me, amico:
qui troverai la pace!”

Un invito ad uno sguardo tattile, ad un’immersione in silenzi ad alto volume.

“Viene ora l’inverno dei corpi

Corpi stranieri vanno dal chilometraggio al millimetrato

Antropoperiferie per spettatori del futuro

Fotosintesi articolari di una rivoluzione al microscopio

Pelle rovesciata / trasparentissima piega / dentroscopia infinita

 

Allora tu:

Trattieni il fiato fino alla fine di tutte le parole che hai in mano

Fai succedere qualcosa di segreto nella tua bocca

Qualcosa come:

La complessometria di un corpo tenero

Qualcosa che si disfa subito 

Calmati:

È solo qualcosa sul gusto di precipitare / abbacinare / calcagnare

Qualcosa sulla grazia del pericolare

Come confermare il callo fino allo zoccolo, per sentire quando arrivi

Come fare piano piano e guardare tutto dal punto di vista di un’orchidea

Come scommettere su un assetto non articolabile: qualcosa di onesto

Come separare con le dita la voce dalla gola 

Adesso:

Guarda. Guardati dentro ai vestiti, guardati la superficie degli occhi;

guarda qualcosa di abbastanza nero da farmi passare nelle tue pupille

Cosa daremo alla gola in cambio della voce?” ( Francesca Pennini ).

“[…] Questi e altri – saranno decine – sono gli sguardi che il pubblico può gettare sul mega-meccanismo, anzi sul dispositivo, anzi sull’organismo – organismo impressionante, accogliente, delicatamente, centrifugo ma non violento – di “Manifesto Cannibale”.

Dopo un intervallo che è  ancora teatro,  arriva Manifesto Cannibale come luogo comune, dalla coscienza alla creazione possibile, una comunità che conserva  originalità e diritto di scelta e che rovescia i termini di una “altro”  Manifesto Cannibale, quello di Francis Picabia –

Manifesto Cannibale (nell’oscurità) DADA (1920):
 “Siete tutti accusati; in piedi….

davanti a DADA che rappresenta la vita….

 Voi amate la morte che muoiono gli altri…
. Fra tre mesi, i miei amici ed io vi venderemo i nostri quadri per qualche franco”.

In questa riflessione comune che CollettivO CineticO ci propone le musiche che accompagnano la nostra coscienza al risveglio parlano di vita , di mondo, di amore,  da “Passacaglia Della Vita” a “Io sto bene”, da “Il Mondo” a “To Hendel With Love” e “The Man Who Sold The World”…

MANIFESTO CANNIBALE

Esercizi di pornografia vegetale

Un progetto performativo di CollettivO CineticO

Ideazione sito: Francesca Pennini – CollettivO CineticO
Cura e organizzazione materiali: Matilde Buzzoni, Teodora Grano
Realizzazione sito web: Eugenio Ciccone
Testi e materiali multimediali delle residenze artistiche a cura di:
Simone Arganini, Vasco Brondi, Matilde Buzzoni, Alberto Favretto, Davide Finotti, Teodora Grano, Carmine Parise, Angelo Pedroni, Francesca Pennini, Emma Saba.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giancarlo Garoia
ID: 380643
Licenza di distribuzione:
Picture of Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.