Il 18 novembre 1976, a Parigi, si spegneva il grande artista Man Ray. Nato nel 1890 a Filadelfia, negli Stati Uniti, con il nome di Emmanuel Radnitzky, proveniva da una famiglia di immigrati russi. Pittore, fotografo, grafico, scultore e autore di film d’avanguardia, fu uno dei maggiori esponenti del movimento dadaista.
All’età di 18 anni iniziò a lavorare come disegnatore e grafico a New York. Nel 1912 adottò lo pseudonimo di Man Ray e, nel 1915, strinse un’amicizia e una collaborazione artistica con Marcel Duchamp, con il quale nel 1919 fondò il ramo americano del movimento Dada.
Nel 1921 si trasferì a Parigi con Duchamp, dove entrò in contatto con i più importanti artisti d’avanguardia dell’epoca e dove iniziò a esporre, ottenendo presto successo, soprattutto come ritrattista. Conosciuto principalmente come fotografo surrealista, Man Ray fu il primo a portare la fotografia nell’ambito del nuovo movimento surrealista, nato nel 1924.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, essendo di origine ebraica, fu costretto a tornare negli Stati Uniti, dove insegnò fotografia e pittura in un college di Los Angeles. In seguito tornò a Parigi, continuando a dipingere e fotografare fino alla fine della sua vita, esponendo anche alla Biennale di Venezia.
Man Ray è celebre per aver creato un originale stile fotografico caratterizzato da immagini deformate da particolari effetti di luce, che chiamò “rayografie” (o “rayographs”).
Questa è una mia opera realizzata a seppia acquerellata ed acquerello in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








