Il 3 febbraio ricorre l’anniversario della nascita di Luigi Dallapiccola, compositore e pianista di grande rilievo nel panorama musicale del XX secolo. Nato nel 1904 a Pisino, allora parte dell’Impero Austro-Ungarico (oggi in Croazia), Dallapiccola fu tra i primi a introdurre la dodecafonia in Italia alla fine degli anni Trenta.
La sua infanzia fu segnata dall’internamento della famiglia in un campo di concentramento a Graz durante la Prima Guerra Mondiale, a causa delle tensioni nazionalistiche dell’epoca. Questo periodo lo avvicinò profondamente al mondo dell’opera, in particolare alla musica di Wagner, che lo influenzò nella decisione di diventare compositore.
Dopo gli studi a Trieste e Firenze, si dedicò con fervore alla musica e scoprì il Manuale di armonia di Arnold Schönberg, un testo che ebbe un impatto determinante sulla sua evoluzione stilistica. Negli anni Trenta e Quaranta, oltre a insegnare, manifestò una chiara opposizione al regime fascista e alle leggi razziali, componendo opere dal forte valore simbolico, come i Canti di prigionia e l’opera Il prigioniero.
La sua fama si consolidò negli anni Quaranta e Cinquanta, portandolo a ottenere riconoscimenti internazionali e a ricevere inviti per insegnare in prestigiose istituzioni, tra cui il centro musicale di Tanglewood (Massachusetts, USA) e l’Università della California.
Nel 1968, la sua opera Ulisse, ispirata all’Odissea, venne rappresentata a Berlino e fu considerata il culmine della sua carriera. La sua ultima composizione, Commiato (1972), segna l’epilogo di un percorso artistico di straordinaria profondità espressiva.
Dallapiccola ricevette numerosi premi e onorificenze, tra cui il Premio Feltrinelli per la musica e la laurea honoris causa da prestigiose università. Le sue opere si distinguono per un lirismo intenso e una forte carica spirituale e ideale.
Morì a Firenze nel 1975 e fu sepolto nel cimitero di Trespiano, lasciando un’eredità musicale di inestimabile valore.
Questa mia opera realizzata con la tecnica della “Computer Art” è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa









