Il 13 dicembre 1964 nasceva a Buffalo, nello stato di New York (USA), il bluesman Lucky Peterson, all’anagrafe Judge Kenneth Peterson. Figlio di James Peterson, anch’egli musicista blues e proprietario di un night club molto frequentato da importanti artisti del genere, Lucky iniziò ad esibirsi sul palco del locale paterno all’età di soli cinque anni. Fu proprio in quel periodo che venne scoperto dal leggendario Willie Dixon. Grazie al supporto di Dixon, il giovanissimo musicista ottenne visibilità e venne invitato a partecipare a famosi programmi televisivi come The Tonight Show e The Ed Sullivan Show. Sempre in quegli anni, incise il suo primo album, segnando un precoce debutto nella scena musicale.
Durante l’adolescenza, Peterson affinò ulteriormente il proprio talento frequentando la Buffalo Academy for Visual and Performing Arts, dove studiò il corno francese. In seguito, ampliò le sue competenze musicali imparando a suonare chitarra e tastiere, strumenti che gli permisero di collaborare con artisti di calibro internazionale come la leggendaria Etta James.
Negli anni ’90 la sua carriera raggiunse l’apice, grazie a contratti con prestigiose etichette discografiche come Alligator Records e Verve, che contribuirono a consolidare la sua reputazione nel panorama musicale. Nel 2013, la sua versatilità e innovazione gli valsero una nomination al Blues Music Award. Lo stile di Lucky Peterson si distingue per una peculiare fusione di blues contemporaneo con elementi di R&B, soul, gospel e rock’n’roll, rendendo il suo approccio unico e riconoscibile.
Lucky Peterson si spense a Dallas, in Texas, nel 2020, lasciando un’eredità musicale indelebile nel mondo del blues.
Questa mia opera a penna è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








