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“LO SQUALO”: Spielberg e le dinamiche della conflittualità

Breve analisi dei contrasti tra i personaggi del film.
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Jaws.JPG

“LO SQUALO”: Spielberg e le dinamiche della conflittualità

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Breve analisi dei contrasti tra i personaggi del film.

Steven Spielberg è un regista che non ha bisogno di presentazioni, tuttavia, quando dirige “Lo squalo”, nel 1975, tratto dal romanzo omonimo di Peter Benchley, non è ancora noto al grande pubblico ed ha al suo attivo soltanto due film: “Duel” (1972) e “Sugarland Express” (1974). Sarà soltanto due anni dopo, nel 1977, che inizierà uno dei due filoni per i quali è divenuto famoso, la fantascienza, con “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e soltanto qualche anno più tardi inizierà il filone storico che lo ha portato a dirigere capolavori come “Schindler’s List”, “Amistad” e “Il ponte delle spie”, oltre al fortunato filone commerciale di Indiana Jones.

“Lo squalo”, sembra invece rientrare in un filone cinematografico molto in voga nel cinema americano degli anni Settanta: il filone catastrofico, che però a Spielberg sta stretto; infatti, rifiuterà di dirigere il sequel de “Lo squalo” (“Lo squalo 2”) che verrà invece diretto da Jeannot Szwarc, né nessun altro dei numerosi sequel che furono realizzati negli anni seguenti.

Nel film “Lo squalo” la prima dinamica conflittuale che troviamo è quella tra l’uomo e l’animale, che però, dopo la parte iniziale, rimarrà sullo sfondo fino alle sequenze finali del film, per lasciare spazio ai conflitti tra i personaggi. Guardando “Lo squalo”, si ha l’impressione di assistere a due film montati uno dietro l’altro. Il film si divide, infatti, in due parti.

Nella prima parte, ambientata sull’isola di Amity, dopo l’uccisione delle due vittime (la ragazza e il bambino) da parte dello squalo, entra in gioco il primo elemento di conflittualità tra i personaggi “umani” della storia: da una parte il capo della Polizia locale (interpretato da Roy Scheider), arrivato da poco da New York e quindi non pratico della vita sull’isola, che cerca invano di vietare la balneazione per tutelare l’incolumità dei bagnanti; dall’altra il Sindaco (Murray Hamilton, un caratterista già noto al grosso pubblico per avere interpretato il marito della signora Robinson ne “Il laureato”), che è, al contrario, preoccupato di salvaguardare l’andamento della stagione turistica appena iniziata, evitando allarmismi, soprattutto in occasione della festa americana del 4 luglio. Il primo duello avviene fra loro e sarà il sindaco a spuntarla, con la conseguenza che il capo della Polizia verrà poi schiaffeggiato dalla madre del bambino che lo accusa di non avere preso in tempo i provvedimenti del caso che avrebbero salvato la vita a suo figlio. In questa prima parte fanno il loro ingresso nel film altri due personaggi che rimangono inizialmente ai margini della narrazione filmica, per diventare poi protagonisti nella seconda: lo studioso (Richard Dreyfuss, che si era rivelato due anni prima in “American Graffiti”) e il vecchio pescatore e cacciatore di squali (l’attore britannico Robert Shaw) che si offre di uccidere lo squalo per la cifra di diecimila dollari, ma finirà, invece, per essere la sua ultima vittima.

La seconda parte del film, lascia l’isola di Amity ed è ambientata in mare aperto, per la precisione sulla barca del cacciatore di squali. Il sindaco esce di scena definitivamente, mentre, ad affiancare il capo della Polizia, sono invece il cacciatore di squali e lo studioso. Qui, la dinamica conflittuale vede dividersi i protagonisti in due opposte fazioni: da una parte il capo della Polizia e lo studioso che vogliono uccidere lo squalo, ma senza correre inutili rischi, e dall’altra il cacciatore di squali che, forte della sua esperienza, non bada al pericolo ed è convinto di poter fare tutto da solo, al punto che arriverà a distruggere la radio di bordo per impedire al capo della Polizia di chiamare in aiuto la Guardia Costiera. Dopo un lungo duello fra gli uomini e lo squalo (che per certi versi richiama quello tra l’automobilista e il camionista in “Duel”), sarà lo studioso che tenterà di ucciderlo entrando in una gabbia che lo squalo stesso distruggerà facilmente. Fallito anche il suo tentativo, lo squalo passa ad affondare la barca e a divorare l’uomo che gli sta dando la caccia. Soltanto a questo punto, torna la conflittualità tra l’uomo e l’animale e sarà il capo della Polizia a sparare la fucilata letale che farà esplodere la bombola nella bocca dello squalo, dopo di che, il capo della Polizia e lo studioso tornano a riva a nuoto. La loro vittoria sta a significare che l’intelligenza ha prevalso sulla forza bruta, non solo dello squalo, ma anche di quello che inizialmente doveva essere il suo cacciatore.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
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Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.