- Casa editrice: Vertigo Edizioni
- Collana: Approdi
- Genere: Romanzo storico/epistolare
- Pagine: 470
- Prezzo: 17,90 €
«D’Annunzio arricchì l’entrata in guerra dell’Italia con motivazioni ideali che esaltavano il senso della Nazione come quando a Roma, ormai certo dell’entrata in guerra dell’Italia, dal balcone del Campidoglio, urlò: “L’onore della Patria è salvo. L’Italia è liberata. Le nostre armi sono nelle nostre mani. Non temiamo il nostro destino, ma gli andiamo incontro cantando (…) Ben questo coraggio, ben questo impeto, ben questo vigore sono le vere virtù della nostra razza. Tutto il resto è infezione straniera propagata in Italia dall’abbietta giolitteria…”»: il primo conflitto mondiale fa da sfondo all’emozionante romanzo “Fronte del cuore. L’amore ai tempi delle trincee” di Licio Di Biase. Un’opera epistolare in cui seguiamo le vicissitudini dell’amore a distanza tra Gabriele De Marinis e Antonietta Franceschini, due figure realmente esistite e la cui fitta corrispondenza in tempo di guerra, fatta di lettere e cartoline illustrate, è ora conservata presso il Museo della Lettera d’Amore di Torrevecchia Teatina (Chieti). L’autore inserisce integralmente nel suo libro circa un centinaio di queste missive, spedite dai due amanti tra luglio 1917 e dicembre 1919; tale corrispondenza non ci dà solo la misura del grande amore che era nato tra loro e delle traversie che hanno dovuto superare prima di riunirsi, ma ci offre anche uno spaccato veritiero di quel periodo storico, rievocando episodi importanti della Grande Guerra e narrando delle figure che furono centrali durante il conflitto, come quella di Gabriele D’Annunzio. Il Vate, tra i più ferventi interventisti, celebrò l’entrata in guerra dell’Italia con opere di propaganda che esaltavano il patriottismo; egli fu inoltre il diretto responsabile dell’impresa passata alla storia come la “Beffa di Buccari”, uno dei suoi tanti coup de theatre messo in scena per risollevare il morale dei militari dopo le vicende di Caporetto, e anche dell’impresa di Fiume, da lui capeggiata con lo scopo di proclamare l’annessione della città all’Italia. La figura di D’Annunzio troneggia nell’opera anche perché essa è in parte ambientata a Pescara, città natale del poeta, e perché il protagonista maschile del romanzo, Gabriele De Marinis, era il nipote prediletto del Vate in quanto figlio dell’amata sorella Anna. Gabriele si arruola a soli diciassette anni come volontario, suscitando l’orgoglio dell’illustre zio, e parte per l’Albania; lì però contrae la malaria: durante i mesi di convalescenza trascorsi a Pescara, egli incontra Antonietta, proveniente dalla vicina Castellammare, ed è amore a prima vista. Licio Di Biase racconta la loro romantica vicenda, vissuta attraverso la scrittura di lettere appassionate che li fecero sentire uniti nonostante la distanza.
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