Informazione creata ad arte (e cultura)

Leggere un libro, fin da piccoli, rende intelligenti

«Chi abbia letto una sola tragedia greca, una sola invettiva dantesca, un verso della Ginestra, saprà ascoltare, saprà riconoscere i propri limiti e il valore altrui, ma passivamente obbedire mai». (Massimo Cacciari)
pleasant looking female child with curious expression, reads interesting book together

Leggere un libro, fin da piccoli, rende intelligenti

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«Chi abbia letto una sola tragedia greca, una sola invettiva dantesca, un verso della Ginestra, saprà ascoltare, saprà riconoscere i propri limiti e il valore altrui, ma passivamente obbedire mai». (Massimo Cacciari)

Dai primi libri illustrati fino alla storie divertenti: i libri aiutano i bambini a capire il mondo e stimolano la loro intelligenza. Inoltre, leggere una storia ogni sera può diventare un utile rituale per la buonanotte.

I libri ti mettono in comunicazione con la storia, ti collegano, anche senza wi-fi, con il mondo intero, trasmettono senza sosta pensieri diversi, del presente e del passato, raccontano la vita da punti di vista vicini e lontani, sono la memoria della specie umana. La lettura, conquistata o regalata, lascia una traccia …”. (La scrittura nella scuola primaria, a cura di Monica Colli e Grazia Mauri, Progedit 2012).

La lettura può rendere più intelligenti agendo in modo specifico su alcuni funzionamenti mentali e psichici. Secondo il modello Raymond Cattel l’“intelligenza cristallizzata” (la capacità di utilizzare competenze e conoscenze acquisite con l’esperienza), sull’”intelligenza fluida” (la capacità di comprendere e risolvere problemi che non dipende da conoscenze pregresse), sull’“intelligenza emotiva” che secondo Peter Salovey e John D. Mayer è la capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie e altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni e la “capacità associativa” il collegamento rapido per associazione psichica di ricordi, fatti, emozioni per cui, secondo la psicoanalisi, la memoria psichica non è un dato totalmente precostituito, essa non si ricorda semplicemente ma si costruisce.

Secondo Mednick proprio nella capacità associativa delle idee, risiederebbe la caratteristica del “pensiero creativo” che “il mettere insieme, in modo utile, idee di solito lontane l’una dall’altra”. La lettura consente alle persone di costruire la loro intelligenza cristallizzata. L’intelligenza cristallizzata è tutta la conoscenza fattuale, le figure e i dati, che una persona conosce. È l’enciclopedia della mente. Man mano che le persone leggono di più, le informazioni si aggiungono alla loro “banca dati” di informazioni di base.

L’intelligenza fluida è più astratta. Implica la capacità di risolvere problemi, rilevare schemi e giungere a una comprensione globale indipendentemente dall’intelligenza cristallizzata. La lettura e l’intelligenza fluida hanno una relazione reciproca; la lettura addestra il cervello delle persone per rilevare meglio schemi più significativi e man mano che le persone fanno queste connessioni, capiscono meglio cosa leggono. Alla capacità di fare associazioni è anche legata l’intelligenza emotiva. Le ricerche attuali su come la lettura influenzi la mente, mostrano come leggere sia particolarmente importante nei bambini e negli adolescenti che per loro natura sono in continua crescita e sviluppo.

Anne E. Cunningham e Keith E. Stanovich scrivono che la lettura produce dividendi significativi per tutti, non solo per i bambini intelligenti o per i lettori più abili. Spesso gli insegnanti si adoperano in tutti i modi per aumentare le capacità dei loro studenti, con grande dispendio di energie, ma c’è almeno un’abitudine modulabile a seconda dell’età che è di per se in grado di migliorare le abilità, ed è proprio la lettura che inizialmente può anche essere proposta come ascolto di una lettura da parte degli insegnanti e proseguita a casa con letture fatte dai genitori. Letture anche brevi ma che veicolano affetto, attenzioni, cure e sapere in un sol colpo!

Uno studio pubblicato sulla rivista Child Development conferma che l’abilità nella lettura favorirebbe un migliore sviluppo non solo dell’intelligenza verbale, ma anche delle capacità cognitive ad essa correlate. La ricerca è stata condotta dall’università di Edimburgo e dal King’s College di Londra e ha coinvolto quasi 1.900 gemelli identici (monozigoti) facenti parte del Twins Early Development Study in corso nel Regno Unito. Tutti i bambini sono stati sottoposti a vari test cognitivi e di lettura ripetuti a 7, 9, 12 e 16 anni. A fare la differenza sulla “qualità” dell’intelligenza, più di ogni altra abilità, sembrerebbe l’avere preso presto in mano un libro: bambini che a sette anni sapevano già leggere bene si mostravano più intelligenti anche nel progredire degli anni.

«I risultati del nostro studio – dichiara il primo autore, Stuart Ritchie – dimostrerebbero che leggere influenza l’intelligenza in modo causale la quale può essere potenziata non solo da una propensione genetica ma anche dalle esperienze del bambino maturate all’interno della scuola o dal tipo di educazione ricevuta».

Una informazione preziosa soprattutto per la didattica: «Se l’abilità a leggere può essere continuamente migliorata, porre rimedio precocemente a ogni eventuale disturbo di questa capacità, potrebbe portare all’aumento generale di abilità cognitive fondamentali per lo svolgimento di ogni attività nei diversi ambiti del quotidiano, consolidandole nel tempo e per tutta la vita».

LAURA NOVELLO, SCRITTRICE DI LIBRI PER BAMBINI E RAGAZZI SI PRESENTA E PROPONE IL SUO ULTIMO LAVORO “LA STREGA V”

Mi è sempre piaciuto inventare storie e scriverle nei miei quaderni fin da piccolissima. Un giorno è venuto nella mia classe delle elementari un maestro simpatico con la giacca marrone che si è seduto tra i banchi in mezzo a noi su di una seggiola piccola, invece che sulla cattedra e ci ha fatto giocare con le parole. Era Gianni Rodari. Con i suoi occhi azzurri ha guardato me, la bambina timidissima che faceva fatica ad alzare lo sguardo e far uscire le parole dalla bocca. A me sì che piaceva lasciare libera la fantasia e viaggiare con lei, lo facevo già quando la sera per addormentarmi mi raccontavo da sola storie avventurose. Crescendo ho continuato a inventare e scrivere racconti che regalavo ai miei amici.

Fino agli undici anni avevo le idee chiare su quello che avrei fatto da grande: la scrittrice come Anna Frank, poi me lo sono dimenticata. Al liceo scientifico mi è venuta la passione per la matematica che ho coltivato anche all’Università a Venezia seguendo l’indirizzo quantitativo di economia aziendale. Ho iniziato a lavorare in ufficio nell’area amministrativa e qualità, e ho imparato a scrivere manuali, contratti e lettere di tutti i tipi, ma non mi sentivo troppo soddisfatta… Poi sono diventata mamma e ho ritrovato un mondo a cui non pensavo più da tanto tempo, quello dei bambini.

Ho ripreso a scrivere storie di fantasia, era facile per me, si inventavano da sole come se fosse merito della penna che stringevo fra le dita, mentre i miei figli e i loro amici si divertivano ad ascoltarle, a impersonare i personaggi, a rivivere le avventure. Così ho scritto tanto, davvero tanto… e ho avuto tanti figli! Quattro. Ho fatto volontariato nelle scuole dell’infanzia, ricordo che a quel tempo pensavo di iscrivermi a scienze della formazione per diventare educatrice. Ho scritto per sei anni in un giornale locale, seguendo la rubrica dedicata ai bambini, nel frattempo iniziavo a pubblicare dei veri libri! I miei interessi sono sempre stati tanti, la passione per la natura, l’erboristeria e la cura mi hanno spinto a iscrivermi al corso di Naturopatia presso l’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano che ho concluso nel 2017, ma già praticavo e studiavo yoga, ho preso un diploma in Hata Yoga per il Fitness, e nel luglio del 2021 ho ricevuto da Dona Holleman il diploma che mi certifica teacher di Centered Yoga Beginners, dopo un percorso di formazione triennale. Mi piace anche molto l’acroyoga!

Il luogo più lontano in cui sono andata è il Nepal, Kathmandu nel 2016. Ho visitato i templi antichi e meditato nei monasteri con i monaci, ascoltando i loro mantra. Tornata a casa, ho capito che volevo insegnare yoga. Altro luogo importante per me è stato la Sacra di San Michele vicino a Torino, un viaggio catartico. Non so cosa mi inventerò andando avanti, ogni tanto penso che vorrei imparare altre lingue, come il tedesco o lo spagnolo, oppure la lingua dei segni o magari mi iscriverò a un corso di arpa celtica. Non so che luoghi visiterò, mi affascinano le cascate e i vulcani e vorrei vedere il deserto che finora ho solo immaginato.

Se vi chiedete cosa c’entra tutto questo con la scrittura, posso dirvi che ciò che scrivo si arricchisce di ogni mia esperienza, delle abilità che apprendo, di quello che divento giorno, dopo giorno, magari anche di ciò che scopro di me, quello che sono già e non so di essere, perché ogni volta che si scrive si mette sulla carta una parte di sé.

LA STREGA V

Un racconto frizzante e avventuroso condito di: stelle, folletti, gatti e ranocchie, fiori misteriosi, portali tra mondi e mappe celesti. Al centro di tutto una missione importante: una persona da salvare. La storia di una vera strega e della sua apprendista Questo racconto è un viaggio nella natura e un percorso tra le emozioni, in particolare la rabbia e la tristezza per ritrovare l’equilibrio e la gioia.
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IN APPENDICE: Il piccolo manuale di erboristeria per la strega e il mago apprendista

Uno sguardo al testo
La Strega V vive nella sua casa di pietra, vicino al Bosco dei dodici alberi e al Laghetto dalle cento ninfee, preparando ogni giorno tisane e pozioni, finché una ragazza non bussa alla sua porta per diventare la sua apprendista. Siria ha un motivo importante per imparare l’arte della magia: guarire sua madre. Per l’incantesimo di guarigione serve un fiore prezioso e raro che si trova nel folto della foresta. Un viaggio nella natura incontaminata dove gli uomini non mettono piede da lungo tempo aspetta la strega V e Siria… e anche il passato che ritorna, fra antichi segreti e misteri irrisolti.

Fonti e sitografia:
https://www.medicitalia.it/blog/psichiatria/8279-leggere-rende-piu-intelligenti.html
• Derek Beres, How reading rewires your brain for greater intelligence and empathy – https://bigthink.com/21st-century-spirituality/reading-rewires-your-brain-for-more-intelligence-and-empathy
• Christopher Bergland, Reading Fiction Improves Brain Connectivity and Function. Reading a novel has the power to reshape your brain and improve theory of mind – https://www.psychologytoday.com/intl/blog/the-athletes-way/201401/reading-fiction-improves-brain-connectivity-and-function
• Patrick C. Kyllonen e Raymond E. Christal, Reasoning ability is (little more than) working-memory capacity – https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0160289605800121?via%3Dihub
• Kristen Twardowski, Does reading make you smarter? – https://bookriot.com/2018/02/27/does-reading-make-you-smarter/
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/leggere-fin-da-piccoli-rende-piu-intelligenti


Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Gentilin Maria Cristina
ID: 388556
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.