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Le sorelle GIUSSANI: le femministe del fumetto italiano

Negli anni Cinquanta/Sessanta le creatrici di Diabolik erano già super emancipate. Conosciamo la loro storia.
Angela Giussani (a sinistra) e Luciana Giussani (a destra) negli anni sessanta

Le sorelle GIUSSANI: le femministe del fumetto italiano

Angela Giussani (a sinistra) e Luciana Giussani (a destra) negli anni sessanta
Negli anni Cinquanta/Sessanta le creatrici di Diabolik erano già super emancipate. Conosciamo la loro storia.

Le sorelle Giussani, Angela (1922-1987) e Luciana (1928-2001) nacquero a Milano da madre svizzera e padre italiano imprenditore del settore tessile e calzaturiero. La madre le avrebbe volute entrambe maestre elementari, una delle poche professioni all’epoca concesse alle donne, ma ben presto seguirono strade diverse.

Angela, diplomata con una tesi sul filosofo Immanuel Kant (dal quale prenderà il nome uno dei suoi personaggi), si sposa con il pubblicitario ed editore Gino Sansoni titolare della casa editrice Astoria, dal quale si separerà in seguito. Molto emancipata per la sua epoca, non soltanto prenderà la patente di guida per le automobili (cosa non tanto comune per una donna) ma conseguirà addirittura il brevetto di pilota di aerei.
Insieme al marito fonda, nel 1961, la casa editrice Astorina che gestirà però da sola.

Inizialmente, Angela pubblica per circa due anni l’edizione italiana di un fumetto americano, “Big Ben Bolt” con protagonista un pugile, che però riscuote scarso successo. Durante un viaggio in treno, trova una copia del romanzo noir francese “Fantomas” ed ha l’intuizione di realizzare un prodotto in formato tascabile con storie appassionanti, destinato ai tanti pendolari che all’epoca si spostavano giornalmente per lavoro a Milano e in altre grandi città. Nel 1962 pubblica così il primo numero di “Diabolik”, il personaggio da lei inventato e del quale è autrice dei testi.

Sembra che il nome del personaggio derivi da un fatto di cronaca nera avvenuto realmente a Torino nel 1958: fu ucciso un uomo e l’assassino, rimasto impunito, lasciò sul luogo del delitto una lettera in cui si firmava Diabolich. Angela sostituì il ch con la k per variarne il nome. Ma Diabolik è legato anche ad un altro mistero: il disegnatore del primo numero, Angelo Zarcone, dopo aver consegnato le tavole alla casa editrice, scomparve misteriosamente e non è mai stato ritrovato. Nel 1963 il principale disegnatore di “Diabolik” diventa Enzo Facciolo. Nel 1964, si unisce allo staff anche Luciana Giussani. Forse meno emancipata della sorella, lavorava come impiegata per una fabbrica di aspirapolveri. Decise di lasciare il posto fisso per diventare anch’ella soggettista e sceneggiatrice di “Diabolik”.

Le due sorelle scrivevano le sceneggiature separatamente, però si confrontavano su tutti gli aspetti prima di procedere alla pubblicazione, dalla trama ai dialoghi. Angela Giussani lavora per “Diabolik” fino alla sua morte, avvenuta nel 1987. Sarà quindi Luciana Giussani che deciderà di portare avanti la casa editrice, anche se inizialmente pensa di venderla. Nel 1992 ne lascia però la conduzione, pur continuando a scrivere sceneggiature per il personaggio fino al 2001, anno della sua morte.

La casa editrice passò quindi a Mario Gomboli che collaborava con le sorelle Giussani già dal 1966 e che dal 1999 ne era direttore generale. Il successo di Diabolik è arrivato fino ai giorni nostri. Il personaggio di Diabolik è un anti-eroe ed è in controtendenza rispetto ai personaggi del fumetto tradizionale. È un cattivo e un assassino che non è ben visto dai genitori dei giovani lettori, ma questo aspetto contribuisce ad aumentarne la popolarità. I personaggi che lo affiancano sono l’Ispettore Ginko, che tenta invano di catturarlo, e la sua compagna e complice Eva Kant (che, come già detto in precedenza, fu chiamata così in omaggio al noto filosofo).  A partire dagli anni Settanta, però, le caratteristiche negative del personaggio vengono attenuate. Diabolik ed Eva Kant, col tempo, diventano i portavoce di battaglie sociali per l’emancipazione femminile e per altri temi sociali come il divorzio e la chiusura dei manicomi.

Il personaggio di Diabolik ha avuto anche trasposizioni cinematografiche, sia in cartoni animati che con attori.
Nel 1968, Diabolik è il protagonista di un film di Mario Bava. Nel 2021 anche i Manetti Bros., già autori di fortunate serie televisive di genere giallo tra le quali l’“L’Ispettore Coliandro”, ne riprendono il personaggio. Diabolik ha avuto anche delle fortunate e divertenti parodie in programmi televisivi, come il personaggio di Dorelik, interpretato dal cantante e attore Johnny Dorelli e Diaboldik, interpretato dal comico Massimo Boldi. Ha avuto anche una parodia nel mondo dei fumetti col personaggio di Paperinik, trasformazione di Paperino in eroe mascherato, creato dallo sceneggiatore italiano della Disney Guido Martina.

Anche Diabolik, come Tex Willer e alcuni personaggi Disney creati in Italia, è quindi un’eccellenza del fumetto made in Italy.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Angela Giussani (a sinistra) e Luciana Giussani (a destra) negli anni sessanta
Raimondo Banchetti

Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.