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Le mostre di primavera al Mart Rovereto

“Allegoria della felicità pubblica”, “Arte e fascismo”, “Felice Tosalli. Animali di un altro sogno”. Da un’idea di Vittorio Sgarbi.
Acrylic painting artwork

Le mostre di primavera al Mart Rovereto

Acrylic painting artwork
“Allegoria della felicità pubblica”, “Arte e fascismo”, “Felice Tosalli. Animali di un altro sogno”. Da un’idea di Vittorio Sgarbi.

Allegoria della felicità pubblica
da un’idea di Vittorio Sgarbi

a cura di Giulia Colletti e Gabriele Lorenzoni
28 marzo 2024 – 30 giugno 2024

La mostra affronta il tema della felicità pubblica, intesa come l’urgenza del singolo a travalicare il proprio interesse privato con l’obiettivo del bene collettivo.
Attraverso una compenetrazione di epoche, soggetti, matrici culturali, il percorso espositivo favorisce la coesistenza di ricerche artistiche che si interrogano sulla felicità non solo come principio di autodeterminazione della persona ma come interesse pubblico. Tra riti sociali e linguaggi culturali, curatori e artisti invitano a sperimentare nuove forme di socialità e a concepire la felicità pubblica come condizione di benessere raggiungibile attraverso pratiche quotidiane di resistenza e di partecipazione attiva.

Artisti: Mounira Al Solh, Hangama Amiri, Gianfranco Barucchello, Mirella Bentivoglio, Alighiero Boetti, Piermario Ciani, Betty Danon, Gino De Dominicis, Hannes Egger, Anna Esposito, Daniel Gonzalez, Diango Hernandez, Tamara Janes, Eva Koťátková, Barbara Kruger, Ketty La Rocca, Mohamed-Ali Ltaief, Yarema Malashchuk & Roman Himey, Lucia Marcucci, Jacopo Mazzonelli, Alina McDonald, Bruno Munari, Jackson Nkumanda, Anna Oberto, Ahmet Öğüt, Ozmo, Pietro Terzini, The Living Theatre, Chiara Ventura, Zapruder e altri.

La mostra è inserita nel programma di Trento Capitale Europea del Volontariato 2024 e prevede, oltre all’esposizione negli spazi della Galleria Civica, un panel di progetti sul territorio (performance, interventi di arte pubblica, laboratori).

 

Arte e fascismo
da un’idea di Vittorio Sgarbi

a cura di Beatrice Avanzi e Daniela Ferrari
14 aprile – 1 settembre 2024

La mostra analizza i vari e complessi modi in cui il regime fascista influenzò la produzione figurativa.

Durante il Ventennio, accanto al persistere di ricerche di avanguardia legate al Futurismo, si delineò nettamente in Italia una linea di “ritorno all’ordine”, che confluì nel movimento del Novecento italiano, creato da Margherita Sarfatti. Il ritorno all’antico, funzionale all’affermazione della grandezza della tradizione italiana, trovò varie declinazioni, dal rinnovato sguardo ai maestri antichi dei protagonisti di Novecento, all’arte sospesa nell’incanto del Realismo magico, fino a più radicali affermazioni di un’arte di propaganda volta alla costruzione del consenso. Lo stesso modello di una ritrovata armonia tra tradizione e modernità avrà il sostegno da parte del regime, alla ricerca della definizione di un’arte di stato. Allo stesso tempo, i nuovi luoghi del potere divengono strumento di affermazione attraverso un linguaggio classicista e razionalista che coinvolge architettura, scultura e arte murale, rinate sotto l’impulso di una rinnovata volontà celebrativa.

La mostra rievoca le principali occasioni in cui gli artisti diedero voce all’ideologia, ai temi e ai miti del fascismo, ma anche alle proprie personali attitudini slegate dai temi imposti, attraverso la partecipazione alle Biennali, alle Quadriennali alle mostre sindacali, a concorsi e a commissioni pubbliche. Le diverse sezioni in cui l’esposizione sarà suddivisa intendono ripercorrere i temi e le istanze più rilevanti della ricerca artistica durante il Ventennio, a partire dall’ideologia futurista.

 

Felice Tosalli.
Animali di un altro sogno
da un’idea di Vittorio Sgarbi
a cura di Alfonso Panzetta con Beatrice Avanzi
29 marzo – 23 giugno 2024

Pietro Gaudenzi
da un’idea di Vittorio Sgarbi

a cura di Manuel Carrera e Alessandra Tiddia

14 aprile – 1 settembre 2024

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giancarlo Garoia
ID: 392228
Licenza di distribuzione:
Picture of Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.