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“Lasciare andare” di Max Deste: dare ordine al caos dell’esistenza

Romanzo in versi dove si intraprende un viaggio all’interno della vita di un uomo, trasportati dalla metrica in endecasillabi scelta dall’autore per sistematizzare il disordine dell’esistenza del suo protagonista.

“Lasciare andare” di Max Deste: dare ordine al caos dell’esistenza

Romanzo in versi dove si intraprende un viaggio all’interno della vita di un uomo, trasportati dalla metrica in endecasillabi scelta dall’autore per sistematizzare il disordine dell’esistenza del suo protagonista.
  1. Casa Editrice: Gruppo Albatros Il Filo
  2. Collana: Nuove Voci – Le piume
  3. Genere: Poesia
  4. Pagine: 144
  5. Prezzo: 9,90 €

 

Nel romanzo in versi “Lasciare andare” di Max Deste, a cui lo scrittore e musicista ha dedicato anche un album dal titolo “Omaggio al poeta”, si intraprende un viaggio all’interno della vita di un uomo, trasportati dalla metrica in endecasillabi scelta dall’autore per sistematizzare il disordine dell’esistenza del suo protagonista. Già dal primo dei sette capitoli di cui è composta l’opera, intitolato “Inciampai in uno zaino dell’Invicta”, si comprende il tono con cui verrà narrata la vicenda: nel linguaggio poetico si alterna dramma e ironia, e si cerca di mettere sempre in primo piano l’esperienza emotiva del protagonista, il quale affronta tragedie e dolori già da ragazzino. Egli perde la madre improvvisamente, e questo evento segnerà profondamente la sua esistenza; caratterizzato da una grande sensibilità, non riuscirà mai a integrarsi perfettamente con quelli della sua età: l’autore insiste molto sul tema del disagio giovanile, e sulle difficoltà a cui si va incontro in quella fase della vita – «Inciampai in uno zaino dell’Invicta, umani in alto e io disteso per terra; ragazzi sorridenti come cloni comunicavano restando muti. Nell’aria vibrazioni di sarcasmo, restai da solo nell’ultimo banco; poi ci furono dei botta e risposta, mani alzate e ipotesi di rissa». Questo periodo è segnato non solo dal lutto per la madre e dall’allontanamento emotivo del padre, che si consola bevendo ingenti quantità di alcol, ma anche dalla solitudine; sono anni complicati ma anche ricchi di scoperte: il giovane sviluppa la passione per la poesia ma è difficile emergere quando hai da gestire un forte tormento, che annichilisce le tue energie. Max Deste ci accompagna nella crescita del protagonista, lirica dopo lirica, sofferenza dopo sofferenza, creando una narrazione interessante ed emozionante in cui è soprattutto l’amore a venire analizzato: il trauma vissuto in giovane età, infatti, non permette al protagonista di abbandonarsi a delle relazioni sane e durature – «Trascorrevo il mio tempo in solitudine, senza un terreno per le mie radici, i silenzi erano come voragini che si aprivano davanti ai miei piedi». Ed è così che la vita scorre, tanto veloce da non accorgersene; il passato lo tormenta come un capriccioso fantasma, non permettendogli di guardare al futuro: nei versi dell’autore sperimentiamo l’angoscia esistenziale del protagonista, ci avviciniamo a lui e lo seguiamo mentre cerca di darsi una possibilità, mentre cerca di salvarsi. E alla fine di quest’opera poetica, dopo aver guardato insieme a lui l’abisso, partecipiamo alla sua rinascita, all’accensione di una piccola speranza, al miracolo della vita che, ostinatamente, continua a riservarci sorprese.

 

 

Contatti

  1. https://www.instagram.com/maxdestemusic/
  2. https://www.facebook.com/maxdestefanis

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Mariangela Lisi
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