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La Villa Reale di Marlia a Capannori (LU)

Diana Millan

La Villa Reale di Marlia a Capannori (LU)

Diana Millan
La Villa Reale è un complesso monumentale situato a Marlia, nel comune di Capannori, in provincia di Lucca. La visita alla Villa Reale di Marlia, con il suo maestoso parco, consente di immergersi in un antichissimo passato che affonda le sue radici nell’epoca medioevale a cui risale l’inizio della costruzione del complesso: vediamolo più nel dettaglio.

Sono tanti i motivi per cui vale senz’altro la pena visitare questa splendida Villa della Lucchesia, tanti quante le meraviglie che lì albergano e aspettano solo di essere viste.

La Villa Reale di Marlia, si trova nel comune di Capannori, in provincia di Lucca, ed è una delle più importanti ville storiche della zona. Situata in un ampio parco, è stata oggetto di interventi stratificati dei proprietari nel corso dei secoli. Già in epoca Longobarda, nel IX sec., esisteva un fortilizio abitato dal Duca di Tuscia, passato poi alla famiglia Avvocati e successivamente ai Buonvisi a partire dal 1517 fino al 1651: si deve a queste ricche famiglie lucchesi, la trasformazione della fortezza in palazzo signorile. Quando l’impresa commerciale dei Buonvisi fallì nel 1651, essi furono costretti a vendere gran parte delle proprietà familiari. La villa venne rilevata dai nobili lucchesi Olivieri e Lelio Orsetti, che rifecero il palazzo e realizzarono uno splendido giardino barocco, caratterizzato da giochi d’acqua, ninfei, vasche, statue e precise simmetrie geometriche. Il giardino era chiuso da una cancellata elegante che oggi non esiste più. Olivieri e Lelio Orsetti costruirono anche la “Palazzina dell’Orologio”, destinata ai servizi, con una facciata principale caratterizzata da un portico e loggia sovrapposti, e al centro un orologio. Sempre a loro, si devono inoltre “Il giardino dei limoni” e “Il teatro di verzura”.

Il periodo Napoleonico

Nel 1806 la villa fu acquistata da Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone e principessa di Lucca e Piombino, rimasta subito conquistata dalla bellezza della villa e dei suoi giardini. Elisa la ottenne dopo numerose pressioni sul conte Orsetti, che non voleva vendere, arrivando a pagare una somma davvero ingente. Fu lei a rinominare la villa in “Reale”, acquistò inoltre anche l’attigua “Villa del Vescovo”, il cui giardino includeva anche il Ninfeo cinquecentesco con la Grotta di Pan, riccamente decorata. Fuse così le due proprietà, e iniziò immediatamente i lavori di ristrutturazione in stile neoclassico degli edifici e l’ampliamento del parco antistante la villa che raddoppiò la sua dimensione: il modello che adottò fu quello della Malmaison, residenza privata di Napoleone e Giuseppina vicino Parigi. Anche gli interni subirono ammodernamenti, secondo il gusto dell’epoca – stile impero: Elisa, infatti, commissionò le decorazioni ad artisti italiani e francesi. Tra il 1811 e il 1814 il parco fu ricostruito in stile all’inglese: questo comportò la demolizione di gran parte degli arredi barocchi, soprattutto nell’area della villa del Vescovo. La più significativa modifica al parco fu la dilatazione prospettica dello spazio di fronte al palazzo, caratterizzata da un leggero pendio che esalta il movimento del paesaggio, così come suggeriva il gusto romantico. Vennero inoltre introdotte, appositamente portate da un botanico inviato presso il reale parco di Napoli, numerose piante – tra cui le splendide camelie che ornano i viali ma anche faggi, pini, lecci, querce, tigli, platani, aceri, ginkgo biloba, ippocastani. Inoltre il parco è attraversato da ruscelli e da viottoli ombreggiati. Chiude l’insieme un laghetto in asse prospettico con la villa, con giochi d’acqua e una terrazza restrostante decorata da tre statue. – nonché animali quali daini, capre e pecore merinos.

La principessa, durante il suo governo, fu molto attenta alla cultura e all’arte, e la villa di Marlia divenne un importante centro culturale, frequentato da artisti, intellettuali e personaggi di spicco dell’epoca tra cui Metternich che descrisse in termini entusiastici il Giardino all’inglese e Niccolò Paganini. Ricordiamo, inoltre, che la prima della Fedra di Racine avvenne proprio a nel teatro di Verzura.

Nel 1814, con la caduta di Napoleone, Elisa, al nono mese di gravidanza, dovette fuggire, cacciata dalle truppe britanniche. Il Principato di Lucca divenne Ducato e fu assegnato a Carlo Ludovico di Borbone. La Villa Reale di Marlia divenne allora la sede estiva della nuova corte, che si dilettò nell’organizzare splendide feste da ballo, ospitando spesso personaggi illustri, principi e sovrani. Dopo i Borbone, nella seconda metà dell’800, la villa passò a diversi proprietari. Entrata nel patrimonio della Corona, fu donata dal re Vittorio Emanuele II alla vedova di Carlo di Borbone principe di Capua, Penelope Carolina. Quando la nobildonna morì, nel 1882, il complesso di Marlia passò ai figli, Vittoria Augusta e Francesco Carlo: quest’ultimo soffriva di una malattia mentale per cui era conosciuto come il “Principe Matto”. Alla morte della sorella, il principe si riempì di debiti e fu affiancato da un tutore che si occupò della gestione dei beni: fu così che Villa Reale di Marlia fu venduta e molti beni mobili andarono all’asta, mentre tanti alberi secolari del Parco furono abbattuti per produrre legname.

Dal Novecento ad oggi

Nel 1923 la villa fu acquistata dalla famiglia dai conti Pecci-Blunt. L’anno successivo, il conte e la contessa affidarono a Jacques Greber, famoso architetto francese, il restauro del Parco e dei giardini, con l’intento di unire tradizione e innovazione: si andarono ad aggiungere quindi, non solo vari elementi bucolici che arricchirono ulteriormente il parco in sintonia con il suo spirito romantico – boschi, ruscelli, addirittura un lago – ma il Padiglione dei giochi, che attualmente ospita la caffetteria aperta al pubblico, un’area per lo sport di cui rimane la piscina. Questo complesso colpisce per i suoi insoliti spogliatoi in stile liberty, il trampolino in legno e i colori sgargianti. La piscina è a tutt’oggi dotata di un potente termosifone originale, atto al riscaldamento delle acque. Sul suo patio trascorsero spensierate giornate personaggi illustri come il pittore Salvador Dalì o lo scrittore Alberto Moravia, il quale si dilettava anche con il croquet. Innumerevoli ospiti celebri furono accolti dalla famiglia Pecci Blunt: grazie in particolar modo alla contessa Anna Laetitia, detta Mimì, grande mecenate e scopritrice di talenti, Villa Reale di Marlia attraversò periodi di intenso fermento culturale, annoverando tra i suoi ospiti Jean Cocteau, Paul Valery e il pittore Afro, solo per citarne alcuni. Il vivace salotto mondano di Mimì attrasse anche membri della nobiltà e del jet set internazionale come Jacqueline Kennedy o i Duchi di Windsor.

La famiglia Pecci-Blunt, ha inoltre trasportato nella Palazzina dell’Orologio, i ricordi del proprio antenato Gioacchino Pecci, papa Leone XIII. Vi si possono ammirare le pareti rivestite di libri, i cartolari della corrispondenza privata, le porcellane con lo stemma, un ingegnoso secretaire a forma di cupola con mille scomparti segreti che si aprano muovendo le cornici, gli abiti personali, tra i quali quello rosso cardinalizio di foggia settecentesca con il quale si era presentato al papa suo predecessore Pio IX.

Nel 2015, infine, la Villa Reale di Marlia ormai trascurata, è stata venduta dai conti ad una coppia svizzera, Henric e Marina Grönberg. Gli attuali proprietari, innamoratisi della Villa, hanno accettato la sfida di ricondurla al suo antico splendore, facendo importanti opere di restauro e ristrutturazione nonché di risanamento del parco e scrupolosa cura del verde, affinché essa potesse essere aperta al pubblico e tutti potessero godere delle meraviglie che questo luogo cela.

Tanto altro occorrerebbe raccontare su questo meraviglioso luogo, uno scrigno che racchiude innumerevoli tesori, sia dal punto di vista strutturale, artistico, architettonico sia da quello vegetale, floreale e paesaggistico. Non resta che recarsi sul posto per ammirare con i propri occhi questi sorprendenti tesori.

Contatti:
Villa Reale di Marlia
Via Fraga Alta, 2
55014 Marlia, Capannori (LU)
ITALIA

Tel: +39 0583 30108 – mail: info@villarealedimarlia.it

Per info su aperture al pubblico e itinerari consigliati il sito ufficiale è https://villarealedimarlia.it/ oppure su http://www.villeepalazzilucchesi.it dove è possibile trovare anche altre ville e palazzi della zona.

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Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.