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La Villa comunale di Napoli

La Villa comunale di Napoli è uno dei giardini storici cittadini. Scopriamone cenni storici e curiosità…
Villa comunale di Napoli
Foto di Baku – Opera propria, CC BY-SA 4.0

La Villa comunale di Napoli

Villa comunale di Napoli
Foto di Baku – Opera propria, CC BY-SA 4.0
La Villa comunale di Napoli è uno dei giardini storici cittadini. Scopriamone cenni storici e curiosità…

La Villa Comunale di Napoli è un vasto giardino piantato a lecci, pini, palme ed eucalipti. Si estende per oltre 1 Km tra Piazza Vittoria e Piazza della Repubblica, ed è fiancheggiato dalla Riviera di Chiaia e da Via Caracciolo.

La prima idea e fondazione della Villa Comunale di Napoli risale al 1697, quando il vicerè duca di Medinacoeli fece piantare lungo la Riviera di Chiaia un doppio filare di alberi, che venne abbellito da tredici fontane. Questa costruzione vicereale volle dare alla città di Napoli una prima idea di passeggiata che dalla porta di Chiaia arrivava fino alla Crypta Neapolitana.

Ma la vera trasformazione di questa passeggiata, e della spiaggia lungo la riviera, avvenne per volere di Ferdinando IV di Borbone. Il sovrano tra il 1778 e il 1780 diede l’incarico a Carlo Vanvitelli, figlio del celebre Luigi Vanvitelli, di trasformare in parte la passeggiata, in un vero e proprio giardino urbano, molto in voga in quegli anni. Carlo Vanvitelli prese esempio sia dai giardini francesi, sia dal Salon del paseo del Prado di Madrid creato dal re Carlo III in Spagna. Il Vanvitelli sviluppò diversi progetti, ricorrendo all’aiuto e ai consigli del botanico Felice Abbate, giardiniere reale. Lunghi viali paralleli abbelliti da statue e fontane, con un’estensione senza una conclusione prospettica. Il disegno architettonico dava molta importanza e risalto alla vista del golfo di Napoli. All’ingresso principale, sul lato dell’attuale Piazza Vittoria, erano stati posizionati due casini simmetrici, che ospitavano caffè e botteghe di classe. Il giardino venne inaugurato l’11 luglio 1781, sorvegliato da guardie, e con accesso consentito esclusivamente alle persone ben vestite.

Per volere di Giuseppe Bonaparte nei primi anni del XIX secolo la villa fu ingrandita e ridisegnata dagli architetti Stefano Gasse e Paolo Ambrosino. Incaricato per la scelta delle essenze arboree fu il tedesco Friedrich Dehnhardt, direttore dell’orto botanico. Nello stesso periodo si discuteva anche del rinnovamento della strada che affiancava il giardino, e si riaprì il dibattito sulla Villa e la creazione di una nuova strada. Le discussioni portarono alla creazione di Via Caracciolo, iniziata nel 1872 e terminata nel 1883, secondo il progetto di Alvino. Ma il giardino, con il prolungamento della strada, perse uno degli elementi che lo contraddistingueva, ossia il rapporto esclusivo con il mare.

Nel 1872 si iniziò la costruzione della Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’acquario di Napoli più famoso ed antico d’Europa. Il naturalista seguace di Darwin, volle creare un centro che ancora oggi è luogo di eccellenza che cura e analizza gli animali che provengono tutti dal golfo di Napoli. Anni dopo iniziarono anche i lavori per la realizzazione della Cassa Armonica.

Nel 1900 la parte occidentale della villa venne utilizzata per l’allestimento di padiglioni provvisori per l’esposizione Nazionale dell’Igiene, caratterizzati da uno stile eclettico con molti richiami allo stile liberty.

Nel 1924, fu eseguita in prima assoluta la Turandot per banda di Giacomo Puccini.

La Villa Comunale di Napoli ospita anche diverse statue e monumenti, tra cui una statua di Dante Alighieri, e una serie di busti dedicati a personaggi illustri della storia napoletana e italiana. Durante il periodo borbonico, la Villa Comunale era nota anche come “Real Passeggio di Chiaia” e costituiva un luogo di ritrovo per l’aristocrazia e la borghesia napoletana. Nel corso degli anni, la Villa Comunale ha ospitato diverse manifestazioni ed eventi culturali, contribuendo a renderla un punto di riferimento culturale e sociale della città di Napoli.


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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Barbara De Blasi
Foto di Baku – Opera propria, CC BY-SA 4.0
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Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.