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La Toscana e il Cinema

In Toscana, nella prima metà del Novecento, sorsero due degli stabilimenti cinematografici tra i maggiori in Europa. Vediamo quali e in quali zone.
Stabilimenti Pisorno nel 1938

La Toscana e il Cinema

Stabilimenti Pisorno nel 1938
In Toscana, nella prima metà del Novecento, sorsero due degli stabilimenti cinematografici tra i maggiori in Europa. Vediamo quali e in quali zone.

Ormai pochi lo ricordano ma nel 1919 a Rifredi, nei pressi di Firenze, venne fondata la Montalbano Film, ad opera del conte e imprenditore fiorentino Giovanni Montalbano, in collaborazione col regista Mario Volpe e col giornalista Valentino Soldani. La Montalbano Film produsse quattro pellicole, tutte dirette da Volpe. Due di questi erano film per bambini interpretati dal figlio del conte Montalbano, che all’epoca aveva otto anni, ma ebbero scarsa circolazione e scarsi giudizi dalla critica. Il terzo film uscì il 28 ottobre 1923. Si trattava di un film celebrativo della marcia su Roma, nel primo anniversario dell’evento, ma nonostante il tentativo del Regime di imporlo nelle sale cinematografiche, ebbe critiche negative e fu ben presto ritirato. Lo stesso destino subì il quarto film dal titolo “Il grido dell’aquila”. 

Montalbano decise allora di unirsi alla CITO Cinema per costituire la Dante Film con l’obiettivo di realizzare un film celebrativo di Dante Alighieri in occasione del sesto centenario della scomparsa del Sommo Poeta. A tale scopo, nel 1921, costruì nuovi teatri di posa su un terreno di 64.000 metri quadrati. Tuttavia la realizzazione del film fu abbandonata a causa dei costi eccessivi. Montalbano, nel tentativo di salvare la sua società, la trasformò nella V.I.S. (Visioni Italiane Storiche) per produrre un film su Marco Visconti ma purtroppo, a causa degli elevati costi di produzione, fu costretto a licenziare i suoi dipendenti e a vendere i diritti di questo film a un’altra azienda. 

La società cessò definitivamente l’attività nel 1927 e sia Montalbano che Volpe furono arrestati per truffa ai danni di giovani aspiranti attori che avevano coinvolto nell’istituzione di una scuola di cinema in realtà inesistente. Gli studi cinematografici di Rifredi vennero utilizzati saltuariamente per alcuni anni dalla M.G.M. che vi girò due film che richiedevano ambientazioni nella Firenze medievale. Gli stabilimenti furono quindi rilevati dalla I.C.S.A., una società nel cui consiglio di amministrazione figurava anche il padre di Luchino Visconti. La società ampliò ulteriormente gli studi di 50.000 metri quadrati, dei quali 30.000 per le riprese in esterni. Il primo film prodotto dalla I.C.S.A. fu “Frate Francesco”, uno dei pochi film italiani ad essere distribuito anche all’estero.

La società aveva in programma altri film, tra i quali un colossal su Sisto V, ma in seguito all’acquisto di stabilimenti situati a Roma e a Venezia, e per difficoltà finanziarie dovute anche al fatto che stava prendendo piede il cinema sonoro che richiedeva un adeguamento degli impianti, la I.C.S.A., nel frattempo diventata Suprema Film, chiuse i battenti, dopodiché gli impianti di Rifredi furono utilizzati un’ultima volta nel 1930 per il film “Antonio di Padova, il santo dei miracoli”, ed in seguito demoliti.

Nel 1932 venne fondata la cittadina di Tirrenia (in provincia di Pisa), una delle nuove città volute dal Regime. In realtà il Regime prese un abbaglio nella scelta del nome, in quanto Tirrenia è bagnata non dal Mar Tirreno ma dal Mar Ligure; comunque sia divenne la seconda località balneare del Litorale Pisano. Prima di essa, esisteva soltanto Marina di Pisa, celebrata da Gabriele D’Annunzio ne “La Pioggia nel Pineto”. L’anno seguente, da un’idea di Giovacchino Forzano e su progetto dell’architetto Antonio Valente, furono costruiti gli stabilimenti cinematografici denominati Tirrenia Film, che furono rinominati Pisorno nel 1935 dallo stesso Forzano.

Forzano, che era drammaturgo, librettista e regista, era anche amico personale di Mussolini dal quale ricevette pieno appoggio. Il Duce, infatti, affermava che “L’arma migliore è il cinema” (oggi direbbe la televisione o, meglio ancora, internet) e il suo scopo era quello di servirsi degli stabilimenti di Tirrenia per la produzione di film di propaganda, film, tanto per citarne alcuni, come ad esempio “Camicia nera”, “Sei bambine e il Perseo” e “Il re d’Inghilterra non paga”, diretti da Forzano con le scenografie realizzate da Valente.

La Pisorno è stata la prima vera e propria città del cinema in Italia, disponendo del teatro di posa più grande d’Europa e di una vasta area per le riprese in esterni. Tuttavia, forse per tenere la produzione cinematografica più strettamente sotto il controllo del Regime, nel 1937, furono fondati gli stabilimenti di Cinecittà a Roma e, da quel momento, le produzioni più importanti furono realizzate nella capitale, portando gli stabilimenti di Tirrenia verso un progressivo declino. 

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, gli stabilimenti Pisorno furono utilizzati come deposito dall’esercito degli Stati Uniti che, proprio a pochi passi, costituì la base militare denominata Camp Darby, ancora oggi esistente. Nel 1961 gli studi furono acquistati dalla società Cosmopolitan Film di proprietà del produttore Carlo Ponti, che li rinominò con lo stesso nome della sua società. Alcuni degli attori italiani e stranieri più noti degli anni Sessanta lavorarono negli studi di Tirrenia, che però erano utilizzati principalmente per produzioni di film che all’epoca erano considerati di serie B. 

Ad esempio, il grande Totò che, come è noto, fu rivalutato dalla critica soltanto dopo la sua scomparsa, girò a Tirrenia “Il coraggio” a fianco di Gino Cervi, che viene ricordato principalmente come interprete televisivo del commissario Maigret. Gli studi Cosmopolitan furono chiusi definitivamente nel 1969 in quanto ormai la produzione cinematografica nazionale veniva realizzata interamente a Roma.

Negli anni Ottanta, gli stabilimenti furono aperti al pubblico ed utilizzati dal Partito Comunista Italiano come sede della Festa Nazionale dell’Unità nel 1982 e della Festa Nazionale delle Donne nel 1986, alle quali parteciparono alcuni dei politici più famosi dell’epoca tra i quali Enrico Berlinguer, Giulio Andreotti e Achille Occhetto, attrici cabarettiste come Angela Finocchiaro e Maria Grazia Scuccimarra e cantanti del calibro di Claudio Baglioni,  Riccardo Cocciante, Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Ma l’evento musicale di maggior rilievo fu il concerto dei Genesis capitanati da Phil Collins che ebbe luogo nel settembre del 1982 nel grande spazio aperto già utilizzato in passato per le riprese in esterni.

Infine, gli spazi della Pisorno vennero utilizzati per le riprese di “Good Morning Babilonia” dei fratelli Taviani. I registi pisani, vi costruirono il set per le riprese in esterni di questo film del 1987 che fu candidato all’Oscar. Questa è stata l’ultima volta in cui gli stabilimenti cinematografici di Tirrenia sono stati utilizzati per una produzione cinematografica. 



Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
Stabilimenti Pisorno nel 1938
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Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.