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La leggenda del Grinchero

Chi o cosa è il Grinchero?
Roberto Serrano
Photo credits: Roberto Serrano

La leggenda del Grinchero

Roberto Serrano
Photo credits: Roberto Serrano
Chi o cosa è il Grinchero?

C’è chi dice siano un gruppo di ragazzini in vena di far scherzi, chi un senzatetto che vaga di città in città vivendo di espedienti, e chi invece creda sia Roberto Serrano, il giovane spagnolo morto nel 2011 in Spagna la vigilia di Natale. Roberto Serrano è il più piccolo dei tre figli di Joaquin Serrano, importante imprenditore del mercato immobiliare spagnolo. Nonostante le numerose possibilità economiche della famiglia, Roberto decide però di trovare la sua strada da solo, rinunciando a qualsiasi tipo di aiuto da parte dei genitori, coi quali i rapporti si logorano pian piano fino a perdersi del tutto.

A 21 anni si trasferisce a Madrid dove studia Teologia presso la Facultad de Teología SEUT arrotondando facendo il fattorino. Roberto è un ragazzo introverso, buono e credulone, e proprio per questo spesso preso in giro dai suoi colleghi di università. I primi due anni di università sono un incubo per lui: non ha amici, i voti sono bassi, non sente la famiglia da anni…

In vista delle festività del 2011 i colleghi della facoltà gli organizzano un pessimo scherzo. Gli parlano di una festa in maschera, segreta per gli studenti fuorisede, che si terrà la vigilia di Natale in una villa abbandonata ma in ristrutturazione da parte di uno dei suoi amici, nelle campagna La Berzosa, paesino a pochi km dalla città. La villa è in piena campagna, isolata così da poter fare tutto il casino che vogliono; gli accennano di musica, di scambiarsi regali, e anche di qualcosa di proibito. Roberto è inizialmente indeciso se andare o meno, ma pensa che finalmente possa esser accettato dal gruppo, e tra la prospettiva di passare l’ennesimo natale da solo e una festa con i suoi nuovi amici sceglie la seconda ipotesi.

Pochi giorni prima della festa Roberto fa persino gli straordinari a lavoro per far qualche soldo in più, e utilizza grossa parte dei suoi risparmi per comprare dei doni da dare durante la festa. Decide anche di comprare il costume, cosa che non voleva fare, e pensando fosse anche qualcosa di ironico decide di prendere uno da grinch. Il pomeriggio della vigilia di Natale, alle 18 è già buio, sta nevicando fortemente e Roberto si reca alla villa poco distante dalla città, ma abbastanza isolata tanto da non aver ricezione sul cellulare. Non sa che i suoi finti amici in quella casa non arriveranno mai, ma che al contrario sono già con le loro famiglie al caldo, circondati da cibo, regali e risate.

La casa è una vecchia villa del 1900 su tre piani, in fase di ristrutturazione, circondata da un immenso giardino e quasi invisibile dalla strada. L’interno è spoglio, mancano sia i mobili che le finestre. Al piano terra un’unica immensa sala con un camino con evidenti segni di lavori in corso e una scala di marmo imponente, al piano superiore qualche stanza sempre vuota e infine l’ultimo piano con il tetto in parte sfondato e il pavimento stranamente preoccupante. La casa è freddissima, non c’è né corrente elettrica né acqua.

Convinto di aspettare gli amici in ritardo, magari dovuto alla forte nevicata, Roberto, col telefono che non prende, decide di esplorare la villa abbandonata. Non sappiamo se il pavimento fosse già sfondato o se si sia sfondato al suo passaggio, ma Roberto precipiterà dal secondo piano fino alla sala grande e li rimarrà per 5 giorni. Roberto infatti sarà trovato 5 giorni dopo nella villa abbandonata in ristrutturazione dagli operai della ditta incaricata, vestito da grinch con indosso ancora la maschera, la mandibola fracassata, 2 costole inclinate e la gamba destra spezzata in più punti davanti al camino dell’abitazione.
Non sappiamo per quanto tempo Roberto sia rimasto lì, immobilizzato a terra, bruciando nel camino parte dei suoi doni che aveva comprato per i suoi falsi amici per provare a tenersi al caldo, ma poi il freddo, la fame e gli stenti hanno prevalso ponendo fine alla sua vita a soli 21 anni.

Roberto era una persona buona. Troppo buona. La sua morte è stata cancellata dai giornali dall’importante padre, accusato di aver per anni ignorato il figlio. Un disonore per lui, che proprio sul concetto di case per la famiglia aveva tirato su il suo impero immobiliare…

La storia del giovane Roberto, taciuta dai giornali, ha iniziato a rimbalzare tra i colleghi di università che il primo anno, per ricordare la sua morte, decisero di vestirsi da grinch in una festa in suo onore. Purtroppo la festa finì male, si susseguirono strani avvenimenti per tutta la serata e un enorme incendio costrinse tutti a scappare. Fu la prima e ultima commemorazione in onore di Roberto Serrano.

Negli anni però strani avvistamenti si sono verificati e ripetuti non solo in Spagna ma anche in Francia, Italia, Norvegia, Inghilterra e Polonia. Molti giurano di aver visto un ragazzo vestito da grinch aggirarsi per casa, altri lamentano la scomparsa di doni, altri ancora hanno trovato tracce di regali bruciati nel camino. C’è chi dice di avere le prove (photoshop?), c’è chi invece dice siano semplicemente ragazzi vestiti da grinch che onorano il ricordo di Roberto Serrano, sta di fatto che la leggenda del Grinchero, il ragazzo vestito da grinch natalizio, è ormai entrata nella nostra cultura.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Matteo Bassi
Photo credits: Roberto Serrano
ID: 382703
Licenza di distribuzione:
Picture of Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.