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La Cisterna Basilica, conosciuta anche come Palazzo Sommerso, a Istanbul

Eretta da Giustiniano I per rifornire il Gran Palazzo, misura 140 per 70 metri e può contenere fino a 100.000 metri cubi d’acqua.
Kurmanbek - Opera propria, CC BY-SA 4.0
Foto di Kurmanbek – Opera propria, CC BY-SA 4.0

La Cisterna Basilica, conosciuta anche come Palazzo Sommerso, a Istanbul

Kurmanbek - Opera propria, CC BY-SA 4.0
Foto di Kurmanbek – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Eretta da Giustiniano I per rifornire il Gran Palazzo, misura 140 per 70 metri e può contenere fino a 100.000 metri cubi d’acqua.

La Cisterna Basilica venne eretta da Giustiniano I per rifornire il Gran Palazzo. Deve il suo nome al fatto che venne realizzata nei sotterranei di una antica basilica di cui oggi non restano tracce.
Le cisterne risalgono al VI secolo d.C.. Furono costruite per fornire acqua al palazzo imperiale e agli edifici circostanti. Le luci diffuse, il tremolio dell’acqua, la penombra delle numerose colonne sommerse, i piccoli ed enormi pesci che scivolano nell’acqua, creano un’atmosfera speciale.

La Basilica Cisterna è anche chiamata il “Palazzo Sommerso” perché le colonne di marmo che la compongono si innalzano dall’acqua e sembrano incommensurabili. Fu costruito durante il regno di Giustiniano I e rappresenta un tratto di un’imponente rete di bacini realizzati in quel periodo per rifornire d’acqua la città. La basilica ha 336 colonne (98 sono in stile corinzio e il resto in stile dorico) alte 9 metri e disposte in 12 file di 28 colonne ciascuna. Ha una massiccia forma rettangolare, lunga 140 metri e larga 70 metri.

L’attrazione principale della Cisterna Basilica è rappresentata dalle due teste di medusa disposte in modo piuttosto strano: una girata, l’altra disposta lateralmente.

La Cisterna Basilica è stata restaurata molte volte nel corso del tempo, l’ultima delle quali tra il 1985 e il 1987 dal Municipio di Istanbul, durante la quale furono costruiti corridoi per consentire l’accesso ai turisti e i pesci furono portati a nuotare nel bacino per affascinare i visitatori.
Per riempire la cisterna venivano usati gli acquedotti di Valente e di Adriano, che portavano acqua dalla Foresta di Belgrado, a circa 20 chilometri da Costantinopoli.

La cisterna di Yerebatan (Yerebatan Sarnıcı, in turco) misura 140 per 70 metri e può contenere fino a 100.000 metri cubi d’acqua.

Le sue 336 colonne, alte 9 metri, sono molto diverse tra loro in quanto a stile, perché vennero impiegati materiali provenienti da antiche strutture e monumenti.

Il suggestivo percorso turistico si snoda lungo passerelle, collocate sull’acqua alla fine del XX secolo, prima delle quali era necessario utilizzare le imbarcazioni.

Le teste di Medusa

Tra le sue colonne, due richiamano particolarmente l’attenzione, poiché la loro base è un’enorme testa di Medusa, la creatura mitologica capace di pietrificare chiunque la guardasse.

Sono diverse le teorie sul significato di queste teste di gorgoni, anche se quella più accettata si basa su una spiegazione pratica, ovvero la riutilizzazione di materiali già esistenti come base per le colonne.

Le cisterne erano depositi d’acqua costruiti affinché la città avesse delle riserve d’acqua in caso di assedio.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giancarlo Garoia
Foto di Kurmanbek – Opera propria, CC BY-SA 4.0
ID: 387254
Licenza di distribuzione:
Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.