Il 20 aprile 1893 nasceva a Barcellona, in Spagna, Joan Miró, artista di rilievo internazionale noto principalmente come pittore, scultore e ceramista. Spesso associato al Surrealismo, Miró sviluppò tuttavia un linguaggio artistico personale, autonomo rispetto ai movimenti del Novecento.
Tra il 1912 e il 1915 frequentò l’Accademia Galí a Barcellona, dove ricevette una formazione improntata alla sperimentazione e alla libertà espressiva. Nel 1920 si trasferì a Parigi, dove entrò in contatto con Pablo Picasso e il gruppo dadaista guidato da Tristan Tzara. In questo contesto, cominciò a delinearsi il suo stile inconfondibile.
Se inizialmente fu influenzato dal Dadaismo, Miró si avvicinò in seguito all’astrazione, ispirandosi anche ai poeti e agli scrittori surrealisti. Le sue opere mantengono tuttavia un tono giocoso e una dimensione quasi infantile, tratti distintivi della sua poetica visiva.
Nel 1926 collaborò con Max Ernst alla scenografia di Romeo e Giulietta, mentre nel 1928 ottenne un primo significativo riconoscimento con una mostra personale presso la galleria Georges Bernheim. L’anno successivo si sposò e si trasferì a Palma di Maiorca, dove iniziò a esplorare nuove tecniche espressive, tra cui litografia, acquaforte, scultura e pittura su vetro.
Nel 1954 ricevette il Premio per la grafica alla Biennale di Venezia e, nel 1958, il Premio Internazionale Guggenheim. In questi anni, intraprese numerosi viaggi e partecipò a esposizioni negli Stati Uniti, contribuendo a consolidare la sua fama internazionale.
In età avanzata realizzò i celebri “Murales del Sole e della Luna” per la sede dell’UNESCO a Parigi. Nel 1972 fondò la Fundació Joan Miró a Barcellona e, nel 1981, fu inaugurata la Fundació Pilar i Joan Miró a Palma di Maiorca. Joan Miró si spense nel 1983, all’età di novant’anni, a Palma di Maiorca.
Questa mia opera eseguita con la tecnica ad acquerello è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








