Iil 17 luglio del 1967, a New York, U.S.A., moriva il grande sassofonista e compositore jazz John Coltrane. Nato nel 1926 a Hamlet, nella Contea di Richmond, Carolina del Nord, U.S.A., il suo nome completo era John William Coltrane. È considerato uno dei più grandi sassofonisti della storia del jazz. In particolare, negli anni ’60 fu un caposaldo del jazz mondiale, interpretando con grande originalità e creative intuizioni lo stile “be-bop” e stimolando le prime aperture al “free-jazz”. Fu un punto di riferimento per le generazioni future.
Alla metà degli anni ’50 fece parte del mitico quintetto del grande trombettista Miles Davis (Miles Davis, tromba; John Coltrane, sax tenore; Red Garland, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria) con il quale rappresentò l’avanguardia dell’”hard bop”. Tuttavia, furono anche gli anni in cui iniziarono le sue dipendenze da eroina e alcol, che segnarono profondamente la vita di John Coltrane.
Nel 1960 formò il suo primo quartetto con McCoy Tyner al piano, Steve Davis al contrabbasso ed Elvin Jones alla batteria, con il quale mise in risalto le sue originali ed intense improvvisazioni, spesso in dialogo con il batterista Elvin Jones, dotato di straordinaria energia swing. Con un’impostazione pienamente “modale”, si approcciò anche ai riferimenti etnici africani, mantenendo un rapporto “spirituale” con le proprie intuizioni musicali. Questo ispirò uno dei suoi pezzi più celebri: “A Love Supreme”, un brano dedicato con umiltà a Dio, riferimento assoluto che Coltrane avvertì profondamente e riconobbe come suo ispiratore e salvatore.
Ha ricevuto molti premi e onorificenze postume, tra cui la canonizzazione da parte dell’”African Orthodox Church” con il nome di “Saint John William Coltrane”. La chiesa di San Francisco a lui dedicata, la “Saint John William Coltrane African Orthodox Church”, utilizza ancora oggi preghiere e musiche di John Coltrane nelle proprie liturgie.
Questa mia opera realizzata con la tecnica della “computer art” nei primi anni 2000 è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa









