Il 17 febbraio 1986, ad Ojai, in California, si spegneva il pensatore, oratore e mistico Jiddu Krishnamurti. Nato nel 1895 a Madanapalle, Andhra Pradesh, India, Krishnamurti abbandonò presto i vincoli delle appartenenze religiose, organizzative e nazionali, dichiarandosi cittadino del mondo. Cresciuto nell’ambito della Società Teosofica, fu inizialmente presentato come il “Veicolo” del futuro Maestro Spirituale del mondo, ma rifiutò questo ruolo, abbandonando la Società per perseguire un cammino spirituale autonomo.
Krishnamurti dedicò la sua vita al dialogo e all’insegnamento, viaggiando incessantemente fino all’età di 90 anni. Fondò numerose scuole e sostenne un’educazione basata sulla comprensione profonda di sé e sulla liberazione da paure, condizionamenti e autorità dogmatiche. Il suo insegnamento enfatizzava la necessità di una trasformazione interiore libera da influenze esterne e ideologie.
La sua visione spirituale includeva profondi stati meditativi e un’indagine sulla natura della coscienza, del tempo e della realtà. La sua interazione con scienziati del calibro di David Bohm evidenziò paralleli tra le sue intuizioni e concetti fisici come la meccanica quantistica e la relatività. Nel 1984, Krishnamurti tenne dialoghi significativi con scienziati presso il Los Alamos National Laboratory, esplorando l’intersezione tra scienza e spiritualità.
Krishnamurti sosteneva che la divisione tra l’osservatore e l’osservato è una dualità interna che alimenta conflitti e sofferenze. Promuoveva un approccio alla vita radicato nella percezione diretta e nell’unità di esistenza, opponendosi a qualsiasi forma di divisione o dogmatismo. La sua celebre affermazione sulla “verità come terra senza sentieri” sottolinea il suo rifiuto di qualsiasi percorso prestabilito o organizzazione religiosa, promuovendo un’esplorazione individuale e incondizionata della realtà.
Questa visione profondamente personale e radicale della spiritualità ha ispirato innumerevoli individui a intraprendere un viaggio di auto-indagine e di liberazione dai confini imposti da tradizioni e credenze consolidate. Jiddu Krishnamurti rimane una figura influente nel campo della filosofia spirituale.
Questa mia opera a grafite è in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








