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“In riva al mare” di Vincent Bioulès Mostra al Museo Regards de Provence, a Marsiglia

Fino al 21 maggio 2023.
Vincent Bioulès
Photo credits: Vincent Bioulès

“In riva al mare” di Vincent Bioulès Mostra al Museo Regards de Provence, a Marsiglia

Vincent Bioulès
Photo credits: Vincent Bioulès
Fino al 21 maggio 2023.

In riva al mare di Vincent Bioulès Mostra al Museo Regards de Provence, a Marsiglia.
Fino al 21 maggio 2023.

La mostra “Au bord de l’eau par Vincent Bioulès” rende omaggio a una figura di spicco dell’arte contemporanea, e rivela il travaglio dell’artista che racconta l’atmosfera e la salvezza dei paesaggi mediterranei. Nelle sue visioni della costa marsigliese, della costa dell’Occitania (Carnon, Palavas, Grau du Prévost, l’Etang de l’Or), o del Golfo di Saint Tropez (La Ponche), Bioulès mette in luce le architetture che le incorniciano e le atmosfere che emergono da esse, mescolando una tavolozza audace che dispone come un virtuoso del colore e della luce in formati generosi.

Tutti questi paesaggi sono luoghi familiari, legati all’infanzia, che assumono per l’artista ricordi talvolta malinconici, legami familiari, sensazioni ed emozioni particolari. Bioulès afferma “il nostro mare tanto amato è quello di Palavas e dello stesso Carnon, palpitante, instancabile”. Esplora la simbiosi degli elementi – acqua, aria, terra, fuoco – che genera emozioni artistiche nell’artista, dove condivide pienamente la sensualità e il godimento del naturale. Il suo lavoro è governato dalla sua costante ricerca del piacere e dell’emozione provata sul campo.
Il paesaggio occupa un posto decisivo nell’opera dell’artista, dove forgia il proprio linguaggio pittorico attraverso la storia dell’arte segnata dai Fauves, Matisse, Derain, Bonnard, Dufy. Vincent Bioulès è al crocevia tra la modernità e il contemporaneo, per il quale la pittura è inseparabile da una certa arte di vivere.
Nelle sue vedute marsigliesi, Bioulès si libera dai misteri di una certa tradizione pittorica consolidata, quella della marina marsigliese incarnata da Courdouan, Olive o Garibaldi, e inventa un altro sguardo, dove il suo unico obiettivo è quello di “fare somiglianza”. come dice lui stesso e costruire lo spazio attraverso il colore e la luce. C’è qualcosa di sperimentale e nostalgico nel suo approccio, e tutta la sfida sta nel rispettare la particolarità di un luogo e delle sue forme, la realtà di una confusione visiva che riproduce il disordine della vita. Per Yves Michaud, il pittore “si trova costretto in una narrazione primitiva. Deve nominare ciò che c’è da sborsare dettagli, in breve abbandonare le risorse dell’impressionismo. Non c’è altra ragione per la sorprendente commistione di raffinatezza pittorica e primitiva ingenuità nei suoi paesaggi”.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giamcarlo Garoia
Photo credits: Vincent Bioulès
ID: 370377
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.