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Il San Barlaam di Silvia Ronchey letto da Tommaso Braccini

“Storia di Barlaam e Ioasaf. La vita bizantina del buddha” a cura di Paolo Cesaretti e Silvia Ronchey (Einaudi, 2012)

Il San Barlaam di Silvia Ronchey letto da Tommaso Braccini

“Storia di Barlaam e Ioasaf. La vita bizantina del buddha” a cura di Paolo Cesaretti e Silvia Ronchey (Einaudi, 2012)

Quando mi sono trasferita ad Asciano definitivamente nel settembre 2022 non sapevo che si trovava un museo particolarmente interessante come il Museo di Palazzo Corboli che ho visitato il 9 ottobre. Nella sala di Aristotele, Cristoforo di Bindoccio e Meo di Pero creano la ruota di Barlaam che centralmente riporta l’apologo di Barlaam sulla vanità delle cose mondane. Tutto intorno otto storie in otto cerchi che raffigurano la fine violenta dei personaggi celebri dell’antichità: l’imperatore Nerone che si suicida, l’esecuzione di Pompeo sulla barca egiziana, la morte di Priamo, la morte di Scipione l’Emiliano, la decapitazione di Ciro il re di Persia, la fine di Assalonne, la morte di Agamennone, e la lapidazione di Falaride, tiranno di Agrigento. Jacopo da Varazze raccoglie nella Legenda Aurea gli apologhi di Barlaam, il suo destino tra l’unicorno, il drago, i topi e il miele: hic est omnis homo decieptus ad arbore mundo. Sull’altra parete della sala c’è la descrizione delle virtù aristoteliche: la giustizia salomonica, il sogno di Nabucodonosor interpretato da Daniele. Il 31 marzo di quest’anno sul Corriere Fiorentino Luca Scarlini ha pubblicato un articolo dal titolo “Il Buddha bizantino di Asciano”, “Nella sala di Aristotele di Palazzo Corboli l’opera dedicata a San Barlaam, con avvertimento morale”. In effetti San Barlaam ad oggi è proprio conosciuto per essere la versione bizantina del buddha. Barlaam e Ioasaf che erano venerati come santi nell’antichità sono i protagonisti di un romanzo agiografico, molto popolare in età medievale, intono al Mille la loro storia viene raccontata in manoscritti tra il Caucaso e il Monte Athos. “Storia di Barlaam e Ioasaf. La vita bizantina del buddha” a cura di Paolo Cesaretti e Silvia Ronchey (Einaudi, 2012) che ha scritto anche l’introduzione alla nuova versione curata considerando le acquisizioni scientifiche di Robert Volk (2006), ha chiarito l’evoluzione del nucleo narrativo dalle origini orientali della narrazione e l’attribuzione autoriale in età bizantina fino alla fortuna della storia dei due santi e dei loro apologhi in età moderna (Paolo Cesaretti lo chiarisce dettagliatamente nella nota al testo). Del testo greco Ronchey e Cesaretti avevano già fornito nel 1980 la prima edizione italiana quando si ignorava chi fosse l’autore dell’opera (spesso si faceva riferimento a Giovanni Damasceno), e anche sulla datazione c’era incertezza. Tommaso Braccini nella recensione al volume pubblicata su l’Indice dei libri del mese N 7/8 scrive “si tratta di una vicenda così esemplare ed edificante che, nonostante i dubbi di ecclesiastici ed eruditi (Roberto Ballarmino e Leone Allacci) sulla veridicità, il principe e il suo mentore furono innalzati alla gloria degli altari”. Dopo le ricerche di Volk si è giunti alla conclusione che la Storia bizantina di Barlaam e Ioasaf è una opera di Eutimio il Georgiano (955-1028), lui tradusse in greco la versione georgiana del racconto a sua volta tradotta dall’arabo, derivato da un originale indiano. Ad oggi il racconto, revisionato nella traduzione anche da Cesaretti, è il risultato di una opera spirituale che rimanda alle suggestioni indiane, greche, arabe, buddiste, caucasiche, cristiane. Nella versione Einaudi del 2012 dopo l’Introduzione di Silvia Ronchey, segue l’Avvertenza di Paolo Cesaretti, i principali riferimenti bibliografici, la nota al testo di Paolo Cesaretti, le sigle e le abbreviazioni, la Storia di Barlaam e Ioasaf divisa in due parti (la prima dal prologo a I-XXI, la seconda dal capitolo XXII al XL), l’epilogo, la postfazione scritta da entrambi gli autori e infine il repertorio dei “loci paralleli” biblici. La postfazione scritta dagli autori dopo una citazione da Origene rende l’idea di quanto sia affascinante questa fiaba, al punto da ispirarmi una sezione per il mio libro di poesia “Dal lato del marito”, ancora inedito. Ho suddiviso i miei interventi su questo testo in diversi articoli che saranno pubblicati in vari blog nei mesi a venire.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da: Sabatina Napolitano
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Sabatina Napolitano

Poetessa, scrittrice, articolista, freelance, critica, appassionata d’arte, studiosa dell’opera di Nabokov. Nasce a La Maddalena, il 14 maggio 1989. Vive ad Asciano, nelle Crete Senesi. Ha cominciato a scrivere poesie da bambina, e durante l’adolescenza scriveva su un blog su splinder. La sua prima raccolta poetica è del 2010. Ha pubblicato otto libri di poesia, e un romanzo. Nel 2019 comincia la sua attività critica con le recensioni. Collabora con varie testate, a dicembre 2021 pubblica il suo primo romanzo dal titolo Origami.