Il Prof. Ernesto Solari racconta Leonardo da Vinci

Studioso ed esperto di Leonardo da oltre un quarantennio, affronta il mondo inesplorato della scultura di Leonardo da Vinci al Festival Dominus Mundi, rassegna artistica e culturale internazionale dedicata al grande maestro che si terrà a Brescia dal 15 al 25 maggio 2025.
Ernesto Solari - fonte museosolari.net
Photo credits: Ernesto Solari – fonte museosolari.net

Il Prof. Ernesto Solari racconta Leonardo da Vinci

Ernesto Solari - fonte museosolari.net
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Studioso ed esperto di Leonardo da oltre un quarantennio, affronta il mondo inesplorato della scultura di Leonardo da Vinci al Festival Dominus Mundi, rassegna artistica e culturale internazionale dedicata al grande maestro che si terrà a Brescia dal 15 al 25 maggio 2025.

AL FESTIVAL DOMINUS MUNDI DI BRESCIA, IL PROF. ERNESTO SOLARI.

Studioso ed esperto di Leonardo da oltre un quarantennio terrà una “lectio magistralis” il 17 Maggio alle ore 15, presso il Centro Paolo VI di Brescia, dal titolo:

“Leonardo: dall’eterna vernice alla scultura”

“Un occasione straordinaria” afferma il presidente di CIS – Centro internazionale Studi Leonardo da Vinci, Ente organizzatore del Festival “ il Prof. Solari ci porterà nel mondo della scultura leonardesca, non meno importante della pittura.”

Solari mostrerà e illustrerà il dipinto più giovanile di Leonardo fino ad oggi ritrovato e presentato a Roma nel 2018, presso la stampa estera, alla vigilia dell’anno leonardesco (2019). Si tratta di una preziosa maiolica d’eterna vernice, realizzata tra Montelupo e Bacchereto (dove i nonni paterni del vinciano avevano una fornace per la produzione di maioliche), autografata e datata 1471. Leonardo era giovanissimo, aveva appena 18/19 anni, ed iniziava allora la sua attività di artista ormai svincolata dalla bottega del suo maestro Verrocchio.

La quadrella in maiolica dipinta a lustro/o d’eterna vernice, come Leonardo stesso nel suo trattato sulla pittura la definisce, raffigura l’Arcangelo Gabriele. Solari presenterà anche alcune opere plastico/scultoree, in parte attribuite e in parte solo proposte come appartenenti all’opera di Leonardo e scuola.

La prime fonti ufficiali di riferimento alla scultura leonardesca sono l’Anonimo Gaddiano e lo storico Giorgio Vasari che riconobbero la scultura come una delle attività principali svolte dall’artista fiorentino: è Leonardo stesso a sostenere la superiorità della plastica rispetto alla scultura in marmo, e la sua parentela stretta con la pittura.

Ma allora, ci si deve chiedere, dove sono finite tutte le sue sculture se tanti studiosi non ne hanno riconosciuta nessuna fino ad oggi?
Può sembrare paradossale, ma l’approccio a Leonardo come scultore, a fronte di una buona quantità di documenti e di una consistente tradizione letteraria, non può che essere quello che si riserva a un nome senza opere. Molti studiosi infatti si sono limitati ad accantonare tacitamente il problema, e tutt’al più ad analizzare i disegni sicuramente destinati a opere di scultura ( in particolare i progetti per i monumenti Sforza, Trivulzio e Amboise); una minoranza si è invece esplicitamente occupata di Leonardo scultore, senza arrivare però a risultati definitivi o almeno largamente condivisi.

L’unica opera, fra quelle possibili, che ha trovato in Carlo Pedretti un sostenitore della paternità leonardesca, è stata Horse and Rider, il modello in cera del monumento a Charles D’Amboise, Governatore di Milano, il cui originale venne attribuito a Leonardo dal compianto professore nel 1985. Fu lo stesso Pedretti a fare realizzare uno stampo in lattice del modello in cera per ottenere la prima copia in bronzo. Nella primavera del 2017 questa venne presentata da Solari ad Ulisse assieme al conduttore del programma, Alberto Angela.

Nella mostra di Milano dell’autunno del 2016, assieme ad Horse and Rider, venne esposta la Testicciola, opera in terracotta, di chiara scuola verrocchiesca (A. Paolucci), attribuita a Leonardo da Solari nel 2014; attribuzione, quest’ultima, confermata dal ritrovamento su un foglio del codice Ashburnham (2037 f10 Recto) della sigla LV (presente anche in Horse and Rider e in altre opere plastiche provenienti dalla bottega Leonardesca milanese).

La terracotta cinquecentesca della testicciola potrebbe essere la stessa di cui parlò il pittore Lomazzo poiché presenta la caratteristica del “puer et senex”, così come lui scrisse a proposito di una testa di Cristo giovane realizzata da Leonardo e di sua proprietà. Oltre alle tre opere citate la tesi di Solari propone un itinerario che illustra anche altre opere plastiche proposte come leonardesche da alcuni studiosi che hanno affrontato, prima di Solari, questo scottante tema (Alessandro Parronchi, F. Malaguzzi Valeri, Pedretti, Kemp, Marani..).



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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Photo credits: Ernesto Solari – fonte museosolari.net
Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

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