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Il Parco archeologico sommerso di Baia riceve il riconoscimento UNESCO

Gianni Lepre: “Nel Mare Nostrum sono conservati millenni di storia da preservare e promuovere”.
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Il Parco archeologico sommerso di Baia riceve il riconoscimento UNESCO

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Gianni Lepre: “Nel Mare Nostrum sono conservati millenni di storia da preservare e promuovere”.

Il Parco sommerso di Baia è il primo sito sommerso italiano a ricevere il riconoscimento Unesco come “buona pratica” per la conservazione del patrimonio culturale subacqueo. Un grande risultato quello del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che qualche giorno fa a Parigi, nell’ambito della riunione degli Stati Membri della Convenzione Unesco 2001 per la protezione del patrimonio culturale subacqueo, ha portato a casa l’ambito riconoscimento.

“Il sito italiano e partenopeo in particolare – ha sottolineato Gianni Lepre, economista e consigliere del ministro Sangiuliano con delega al made in Italy – è stato riconosciuto tra le buone pratiche mondiali, come modello, non solo di tutela, ma anche di gestione e valorizzazione di un patrimonio così particolare come sono i resti sommersi di età romana conservati tra Baia e Pozzuoli”.

Il noto economista, che tra l’altro è presidente della Commissione Economia della Cultura dell’ordine nazionale dei Dottori Commercialisti ed esperti Contabili, ha poi continuato: “La nostra grande tradizione culturale e l’immenso patrimonio artistico e storico, anche sommerso, rappresentano un volano eccezionale per la nostra economia, soprattutto in questo momento storico. Infatti, a causa della guerra del cuore dell’Europa, i Paesi stanno scoprendo e nazionalizzando le proprie peculiarità, e noi, grazie alla grande intelligenza e sensibilità del ministro Sangiuliano, ci siamo ritrovati tra le mani un patrimonio che in pochi sospettavano essere tanto vasto e inestimabile”.

Il prof. Lepre ha poi sottolineato: “Il risultato che abbiamo raggiunto in sede Unesco è stato reso possibile anche dal prezioso lavoro svolto dal Parco archeologico dei Campi Flegrei e della proficua collaborazione con i numerosi operatori che svolgono quotidianamente attività nell’area accompagnando migliaia e migliaia di turisti alla scoperta di questo paesaggio unico al mondo”.

Lepre ha poi concluso: “Alla politica e alle Istituzioni locali adesso il compito di rendere più agevole l’onere del Parco archeologico dei Campi Flegrei, che dal 2016 gestisce il Parco sommerso di Baia, rendendo il sito un’attrazione turistica sempre maggiore al fine di esportare nel modo migliore l’immagine della Campania e anche di creare un indotto a supporto dei siti sommersi rendendo l’economia localizzata più snella e capace di attirare investimenti. Non dobbiamo mai dimenticare che la Cultura, l’Arte, l’immenso patrimonio del Sistema Paese, non è solo il nostro biglietto da visita, ma anche il nostro portafogli”.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Rosario Lavorgna
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.