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Il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa

Il Museo dell’Opera del Duomo offre un’ampia panoramica sull’arte e l’architettura legate al Duomo di Pisa e ai suoi monumenti adiacenti. Attraverso una selezione accurata di sculture, dipinti, arredi liturgici, tessuti e oreficerie, i visitatori hanno l’opportunità di esplorare e apprezzare l’evoluzione artistica di Pisa nel corso dei secoli, con un focus particolare sulla figura di Giovanni Pisano e la sua influenza significativa sull’arte dell’epoca.
La Porta di San Ranieri, Bonanno Pisano (1180ca.)
Foto di Federigo Federighi – Opera propria, CC BY-SA 4.0

Il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa

La Porta di San Ranieri, Bonanno Pisano (1180ca.)
Foto di Federigo Federighi – Opera propria, CC BY-SA 4.0
Il Museo dell’Opera del Duomo offre un’ampia panoramica sull’arte e l’architettura legate al Duomo di Pisa e ai suoi monumenti adiacenti. Attraverso una selezione accurata di sculture, dipinti, arredi liturgici, tessuti e oreficerie, i visitatori hanno l’opportunità di esplorare e apprezzare l’evoluzione artistica di Pisa nel corso dei secoli, con un focus particolare sulla figura di Giovanni Pisano e la sua influenza significativa sull’arte dell’epoca.

Il Museo dell’Opera del Duomo è un importante museo a Pisa. È dedicato all’arte e all’architettura del Duomo di Pisa, e dei suoi monumenti adiacenti come il Campanile, noto come la Torre Pendente di Pisa, e il Battistero.

Il museo è collocato all’interno del complesso della Piazza del Duomo, conosciuta anche come Piazza dei Miracoli, che è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987. Il museo ha una posizione privilegiata, proprio di fronte al Duomo e accanto alla Torre Pendente, attirando così molti visitatori.

Il Museo dell’Opera del Duomo ospita una vasta collezione di sculture, dipinti e altri manufatti che sono stati originariamente creati per adornare il Duomo e i suoi monumenti circostanti. Questi pezzi d’arte sono stati rimossi e conservati nel corso dei secoli per preservarli dai danni e dagli agenti atmosferici.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo del Museo dell’Opera del Duomo si apre con solennità al pianterreno, dove i visitatori sono accolti dalla Porta di Bonanno. La prima sala è dedicata al Duomo in età romanica, mostrando i marmi della facciata e gli arredi interni. Successivamente, ci si sofferma su alcune opere d’arte provenienti da paesi stranieri, che sono importanti per comprendere l’arte pisana di quel periodo. Si passa poi al Battistero e al suo decoro scultoreo di stile gotico.

Nel percorso espositivo si nota l’influenza di Nicola Pisano, evidente nelle teste e nei mezzi busti della Deesis, che lascia spazio alle statue a figura intera di suo figlio Giovanni. Quest’ultimo diventa il protagonista delle due sale successive, mostrando i ritratti e il favoloso bestiario delle gradule, oltre ai magnifici gruppi della Madonna col Bambino accompagnata in modi diversi. La qualità scultorea e la disposizione architettonica delle opere sono state considerate per offrire ai visitatori la migliore fruizione delle stesse.

Questo approccio si dimostra particolarmente efficace nella sala dedicata ai seguaci di Giovanni, come Tino di Camaino e Lupo di Francesco, e nella sala di Andrea e Nino Pisano, dove l’introduzione di importanti e imponenti capolavori ha conferito un nuovo valore anche alle opere precedenti. Man mano che si prosegue nel percorso, diventa evidente che, nell’arte del Rinascimento, l’influenza di Pisa cede il passo a quella di Firenze, anche nella scultura in marmo.

Nella sala dedicata alla Torre, il gruppo di mezze figure dello scultore fiorentino Andrea Guardi introduce lo stile di Donatello in uno dei capolavori dell’architettura medievale, creando un dialogo con i resti di un intarsio di ispirazione araba e un eccezionale capitello romanico. Se la maggior parte delle opere dei maestri finora esplorati proviene dall’esterno degli edifici, nell’ultima sala del pianterreno viene allestito un ambiente sacro in cui marmi e bronzi manieristi onorano il Crocifisso in legno dipinto del primo Quattrocento, anticipando così le opere esposte al piano superiore.

Una volta saliti le scale, il visitatore si trova di fronte agli arredi del coro ligneo della Cattedrale. Questi mobili intagliati e intarsiati sono stati realizzati per ospitare il clero durante la preghiera comune. La sala successiva è dedicata alle immagini, tra cui un’opera scultorea di età romanica e un dipinto di Spinello Aretino, che rappresenta l’importanza della pittura nel tardo Medioevo. Accanto a queste immagini monumentali si trovano due reliquiari limosini, la cui preziosità viene amplificata dai capolavori di piccole dimensioni realizzati da Giovanni Pisano e altri maestri esposti nella sala successiva.

Proseguendo, si incontrano tessuti e oreficerie legate alle insegne e al drappo funebre dell’imperatore Arrigo VII, che rappresentano il ruolo cruciale di queste tecniche nell’arte del passato. Da qui in avanti, ci sono tre sale dedicate alle vesti liturgiche e altrettante dedicate ai vasi sacri, che mostrano la varietà di soluzioni e di lavorazione conferite a queste tipologie apparentemente serie da artisti anonimi e non. Questi spazi si intrecciano con quelli che ospitano i libri liturgici, tra cui i rari rotoli dell’Exultet e i più comuni codici d’altare e da coro. Poiché è possibile esporre solo parzialmente questo ricco e delicato materiale, le moderne tecnologie vengono utilizzate per soddisfare le curiosità dei visitatori, consentendo loro di srotolare gli Exultet e sfogliare le pagine dei codici.

Il percorso museale non termina qui. Uscendo nel loggiato, il visitatore è invitato a gettare uno sguardo sulla Torre prima di scendere al pianterreno. Nel chiostro, lo attende un’ultima grande manifestazione della scultura pisana al suo apice. Alcuni dei colossali busti che adornano la sommità del Battistero sono allineati lungo la parete sinistra, inseriti in nicchie che suggeriscono un intenso dialogo tra queste statue e l’architettura circostante. L’autore di queste opere è il giovane Giovanni Pisano, già incontrato più volte lungo il percorso, che si conferma come protagonista assoluto di questo museo.

Il Museo dell’Opera del Duomo è una tappa obbligata per chi visita Pisa, offrendo una preziosa opportunità di esplorare e comprendere l’arte e la storia di questa affascinante città.

Informazioni sulla pubblicazione

Foto di Federigo Federighi – Opera propria, CC BY-SA 4.0
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Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.