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IED presenta IDENTITY. L’installazione dei fashion designer del Gruppo IED incrocia arte e moda

Dieci progetti in dialogo negli spazi dell’ex Teatro dell’Oriuolo presentano la ricerca di un’identità consapevole attraverso l’ibridazione di linguaggi diversi. La curatela è dell’artista multidisciplinare Michel Comte. Polo IED delle Arti Digitali e Visive – Ex Teatro dell’Oriuolo | Via dell’Oriuolo 31, Firenze. L’installazione sarà aperta al pubblico dalle ore 14.00 alle ore 20.00.
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Photo credits: fonte AdnKronos

IED presenta IDENTITY. L’installazione dei fashion designer del Gruppo IED incrocia arte e moda

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Dieci progetti in dialogo negli spazi dell’ex Teatro dell’Oriuolo presentano la ricerca di un’identità consapevole attraverso l’ibridazione di linguaggi diversi. La curatela è dell’artista multidisciplinare Michel Comte. Polo IED delle Arti Digitali e Visive – Ex Teatro dell’Oriuolo | Via dell’Oriuolo 31, Firenze. L’installazione sarà aperta al pubblico dalle ore 14.00 alle ore 20.00.

L’Istituto Europeo di Design presenta al pubblico internazionale di Pitti IDENTITY, la prima installazione allestita negli spazi del nuovo polo formativo IED delle Arti Digitali e Visive, ex Teatro dell’Oriuolo. Dieci i progetti frutto del lavoro di un team di dodici studenti e studentesse selezionati da tutte sedi del Gruppo fra Italia, Spagna e Brasile. La curatela progettuale è di Michel Comte, artista multidisciplinare, in grado di esprimere l’arte attraverso i diversi linguaggi da lui utilizzati nel corso della sua carriera professionale, come fotografo, filmmaker, foto-giornalista, attento ai temi culturali e sociali, all’impiego di materiali innovativi e ai processi di upcycling.

L’Artista ha guidato lo sviluppo progettuale invitando i giovani designer a riflettere sul tema dell’identità: in tempi in cui i dispositivi elettronici hanno superato la moda in termini di desiderabilità, come possiamo rappresentare chi siamo attraverso ciò che indossiamo? E come possiamo comunicare all’esterno i messaggi che la nostra identità racchiude? La moda resta uno dei mezzi principali per rappresentare chi siamo, la nostra identità.

“In un mondo consumato dal fast fashion, scelgo il denim giapponese come simbolo di uno stile sostenibile. Questa filosofia guida la mia curatela dell’installazione IED a Firenze, dove dieci spazi di uguali dimensioni fungono da piattaforme per un’opera d’arte collettiva, fondendo personalità diverse in pura magia” dichiara Michel Comte.

“Il progetto Identity ci invita a riflettere sul rapporto fra identità individuale e collettiva, la quale si consolida soltanto attraverso i processi di consapevolezza identitaria valoriale e culturale. È attraverso la convergenza degli individui verso un’idea di bene comune in cui riconoscersi – commoning – che si può costruire una collettività che guarda al futuro con ottimismo. Il rapporto tra bene comune e differenze individuali è fondamentale: il bene comune non è la somma di identità diverse ma la sua sintesi. È naturale per IED che l’evoluzione del segmento di Lauree Magistrali con il ciclo Design For Commons segua proprio questo pensiero, dove il Design diventa strumento nelle mani dei giovani che osservano il pianeta con lo sguardo dei Commons” afferma Riccardo Balbo, Direttore Accademico Gruppo IED.

“La moda è sempre stata la principale forma d’espressione di chi siamo e di che tipo di mondo vogliamo. Ma la moda di oggi ha perso questo potere simbolico e il suo ruolo è spesso giocato dalla tecnologia, la quale può essere indossata e ha superato la moda in desiderabilità – sostiene Danilo Venturi, Direttore IED Firenze – Allora, come rappresentiamo chi siamo attraverso ciò che indossiamo? Dobbiamo abbandonare la velocità, la finitezza e l’insignificanza. Le sculture di vestiti create dai nostri studenti, strategicamente posizionate in un ex teatro del ‘700 all’ombra del Duomo, sono una forma d’espressione contemporanea che apre un dialogo temporale con lo spazio che le circonda. Sono un modo per ragionare sulla nostra identità, per sviluppare maggiore consapevolezza, e forse anche per dare vita alla moda del futuro” conclude Venturi.

Il team di designer ha unito le competenze delle aree di fashion design e styling con quelle di interior design per sviluppare un progetto in grado di raccontare quale il processo di scoperta e ridefinizione della propria identità. Identity racchiude questo percorso, è uno spazio comune, dentro il quale ogni studente ha inserito il risultato di una personale ricerca della propria espressione identitaria prima e poi di una identità autoriale e quindi consapevole. Nasce così un’installazione che si compone di capi concettuali alternati a sculture contemporanee, in dialogo con l’iconica struttura dell’ex Teatro dell’Oriuolo e con il centro storico di Firenze. L’installazione inoltre amplia il terreno della moda includendo elementi performativi, disegni, immagini fotografiche e video: i progetti diventano lo strumento attraverso cui esprimere i rispettivi punti di vista su temi urgenti del contemporaneo.

Il concept visivo di Identity porta in scena le peculiarità e l’identità dell’ex Teatro dell’Oriuolo, prendendo forza dal brutalismo e dagli errori di uno spazio lasciato incompleto ma proprio per questo unico nel suo genere e nel suo fascino decadente. Per meglio esaltare alcuni elementi materici della location è stato sviluppato un visual fotografico multisoggetto che esalta i particolari d’epoca e l’autenticità del luogo.

I progetti di Identity sono:

• A Passo d’Uomo installazione sensoriale di Eleonora Gentile – IED Torino
• Etere capsule collection di abbigliamento monocapo versatile di Giovanni Toniolo – IED Firenze
• Io video e outfit di Sabrina Salem – IED Milano
• Venus of Things scultura multimaterica di Leonardo Fizialetti – IED Roma
• Piccole cose installazione di Alessia Basilico – Accademia Aldo Galli di Como
• Olympia abito e scultura di Gaizka Albizu – IED Kunsthal Bilbao
• Masculinity in Bloom installazione e capsule collection di abiti uomo di Ana Montesa Lopez – IED Madrid
• Jugar a ser dolent no està tan malament capsule collection di Daniel Barris Sanjaime – IED Barcellona
• Metagnize capsule collection di abiti no gender e live performance di Anastasia Pandelli – IED Cagliari
• Tramóia capsule collection di abiti in denim ispirata all’upcycling di Diana Arbex – IED Rio de Janeiro

IED FASHION SHOWS 2024
Sono più di 800 i diplomandi della Scuola di Moda del Gruppo IED prossimi alla discussione dei progetti di tesi e protagonisti con le loro collezioni dei Fashion Show in programma nei mesi di giugno e luglio. Installazioni, performance e sfilate diventano un palcoscenico pronto a raccontare al pubblico le contaminazioni, le interpretazioni e il linguaggio dei designer di domani. Il calendario di eventi si è aperto il 10 giugno nell’iconica sala da ballo La Paloma con la 20a edizione della sfilata Fashioners of the World di IED Barcellona Fashioners of the World e la consegna per la prima volta del premio IEDxCommons Impact Award. L’installazione Identity – con la curatela dell’artista multidisciplinare Michel Comte – presenta a Firenze tutto il Gruppo IED in occasione di Pitti Uomo. Il 26 giugno IED Madrid celebra i 30 anni della sede nell’ex carpenteria Jorge Juan, con il Fashion Show ispirato al concept celebrate the future. Il 26 e 27 giugno la sede di Milano porta il suo evento graduate – IED Avant Défilé – a Palazzo Giureconsulti, condividendo con la città la visione dei suoi migliori diplomandi, con 10 collezioni che formano un racconto al contempo personale e collettivo. Infine, il 10 luglio il giardino della sede IED Roma ospita la sfilata di fine anno con il contributo anche delle Scuole di Design, Arti Visive e Comunicazione, mentre IED Cagliari chiude il calendario l’11 luglio con la sfilata negli spazi di Villa Satta in occasione dell’Open Day.

Con il patrocinio di: Comune di Firenze e ADI – Delegazione Toscana

• A Passo d’Uomo installazione sensoriale di Eleonora Gentile – IED Torino
L’installazione sottolinea l’importanza del tatto nella nostra società moderna, sempre più guidata dalla tecnologia. Il coinvolgimento con il mondo fisico attraverso i nostri sensi è sempre più vitale, dato che le interazioni digitali spesso ci allontanano da ciò che ci circonda e da noi stessi. L’atto di sentire la consistenza dei materiali naturali favorisce il legame con la terra e con la nostra stessa presenza fisica. A Passo d’Uomo riflette su questo tema attraverso l’uso di filati di seconda mano, dell’uncinetto e di una tecnica lenta e artigianale che segue il ritmo umano. L’installazione trasforma le trame tipiche della montagna in tessuti lavorati a maglia, creando un paesaggio ricco e tattile.

• Etere capsule collection di abbigliamento monocapo versatile di Giovanni Toniolo – IED Firenze
ETERE rappresenta la fine della geografia, in cui le distanze non contano più e l’idea di un confine geografico è difficile da sostenere. I confini tra gli Stati e le barriere culturali stanno gradualmente scomparendo e appaiono come semplici effetti collaterali della velocità e della mobilità del mondo postmoderno. Il soggetto del progetto è quindi una tuta bianca, versatile, funzionale, unisex e veloce. È pensata per gli abitanti del primo mondo, che vivono in un perenne presente e una vita che li impegna a pieno, quasi pronta a soffocarli. L’idea è quella di dare la possibilità di usare questa tuta bianca come una tela da personalizzare perché si possono cambiare i colori, le parti, i tessuti, aggiungere scritte e stampe.

• Io video e outfit di Sabrina Salem – IED Milano
Attraverso una profonda analisi dell’identità umana si arriva inevitabilmente alla conclusione che la nostra personalità è in parte costituita da ciò che le altre persone ci fanno provare, in quanto la nostra vita è influenzata fortemente dalle relazioni: alcune persone sono come figure sullo sfondo della nostra vita, altre ci lasciano ferite profonde dalle quale ripartiamo per costruire la nostra personalità.

• Venus of Things scultura multimaterica di Leonardo Fizialetti – IED Roma
Venus of Things è una scultura moderna che esplora il complesso rapporto tra persone e oggetti, caratterizzata da una figura umana centrale immersa in un cappotto gigante, con una lavorazione che conferisce familiarità e disordine all’opera. Alla base della figura centrale c’è una pila di oggetti familiari disposti con cura, che sostiene la struttura. In Venus of Things, gli oggetti rappresentano le diverse sfaccettature della vita moderna e il ruolo centrale che essi svolgono nell’esistenza contemporanea, in una relazione di dipendenza reciproca. L’istallazione invita a una riflessione profonda su come gli oggetti plasmino le nostre vite, influenzino le nostre identità e ci colleghino gli uni agli altri in modi inaspettati.

• Piccole cose installazione di Alessia Basilico – Accademia Aldo Galli di Como
Nel mondo caotico, instabile e frenetico in cui viviamo, dobbiamo imparare a prestare attenzione alle piccole co-se, tornare alla nostra essenza, alla nostra vera natura. In un mondo invaso da un consumismo che spesso ci acceca, dovremmo uscire dalla nostra impostazione di base, dal nostro “pilota automatico”, per poter arrivare all’essenza delle cose, guardandole con meraviglia e senso di novità. Spesso, infatti, indossiamo sempre qualcosa di diverso per non annoiarci e solo per soddisfare una frivola esigenza estetica, indotta dalle leggi del mercato. Dobbiamo, invece, tornare a considerare l’abbigliamento per la sua funzione più vera, quella di proteggere e curare il nostro corpo, tornare ad apprezzare questa piccola cosa. Avere un abbigliamento che si prende cura del nostro corpo può influenzare il nostro essere nel mondo. Per questo motivo è necessario iniziare a progettare con più gentilezza.

• Olympia abito e scultura di Gaizka Albizu – IED Kunsthal Bilbao
Cuore di questo progetto è la rappresentazione del momento esatto in cui siamo costretti a riflettere sulla distanza tra i nostri archetipi, la nostra concezione e la realtà dell’altro. Olympia mostra infatti la distruzione e la distorsione di un oggetto del desiderio, un corpo artificiale – come una bambola – vestito con un abito a corsetto, che cade lentamente a pezzi, mostrando il suo interno vuoto e la fragilità dell’illusione. L’opera è composta da un abito della collezione realizzata da Gaizka Albizu per il progetto di tesi e da una scultura dalle sembianze vagamente umane che lo indossa.

• Masculinity in Bloom installazione e capsule collection di abiti uomo di Ana Montesa Lopez – IED Madrid
Nel regno dell’espressione, la moda emerge anche come quintessenza della nostra identità: un mezzo attraverso il quale dipingiamo i nostri desideri, le nostre aspirazioni e il nostro stesso io. All’interno di questo panorama di trasformazione Masculinity in Bloom esprime una nuova visione dell’abbigliamento maschile, uno spazio in cui la mascolinità fiorisce, dove i confini si confondono e dove l’identità sboccia in un tripudio di colori, forme e profumi. L’identità maschile, un tempo confinata da norme e stereotipi rigidi, ora si dispiega in una miriade di forme, creando un’identità rigogliosa a partire dall’emblema senza tempo della moda maschile: la camicia.

• Jugar a ser dolent no està tan malament capsule collection di Daniel Barris Sanjaime – IED Barcellona
Al giorno d’oggi molte forme di creazione cercano di essere curate e piacevoli agli occhi del pubblico: non devono causare dolore o sofferenza se vogliono essere ben accolte e accettate, in quanto la cultura dell’immagine contemporanea è stata influenzata dall’imperativo morale che vieta la negatività quando è essenziale. Nonostante ciò, la ferita rimane l’origine del cambiamento, ci invita a interrogarci, ci rende vulnerabili e accende il nostro pensiero, permettendoci di utilizzare gli abiti come linguaggio per verbalizzare il nostro mondo interiore, e non solo come pezzi senza significato che indossiamo ogni giorno, ma dandogli noi un significato attraverso la soggettività che apre a nuove possibilità di esistere. Jugar a ser dolent no està tan malament esplora pertanto l’immagine del “bravo ragazzo” come soggetto che agisce sulla trasformazione della sua realtà.

• Metagnize capsule collection di abiti no gender e live performance di Anastasia Pandelli – IED Cagliari
Metagnize rappresenta l’esplorazione immersiva dell’identità e dell’espressione del sé attraverso il potere trasformativo degli interventi stilistici, che punta alla risoluzione del conflitto interiore e al raggiungimento dell’equilibrio personale, potente simbolo di integrazione e di completezza, che sia rappresentato come l’unione di mente, corpo e spirito o come la convergenza di passato, presente e futuro.

• Tramóia capsule collection di abiti in denim ispirata all’upcycling di Diana Arbex – IED Rio de Janeiro
In un’epoca in cui l’abbigliamento diventa altamente obsoleto, Tramóia – parola brasiliana che si riferisce all’inganno, all’illusione, all’artificio e al trucco – è una collezione di moda progettata per riutilizzare vecchi pezzi di denim che altrimenti verrebbero lasciati nelle discariche. La collezione dà l’impressione che i tessuti non siano mai stati scartati, sembrano nuovi. L’uncinetto fatto a mano con perline è utilizzato per dare ai capi in denim – recuperati da negozi dell’usato, fiere, guardaroba di parenti e amici e donati da produttori di jeans – una nuova identità.

MICHEL COMTE
Michel Comte nasce a Zurigo, in Svizzera, e studia in Francia e in Inghilterra. Inizia a lavorare come restauratore specializzato nell’arte contemporanea: tra i suoi restauri figurano opere di Andy Warhol, Yves Klein e Joan Miró. Nel 1979 conosce Karl Lagerfeld, che gli affida i primi incarichi commerciali da fotografo per Chloe e poi per Chanel. Sin dagli esordi collabora con Vogue Italia, Vanity Fair e Interview, entrando in contatto con brand come Dolce & Gabbana, Gianfranco Ferré, Calvin Klein, BMW, Ferrari, LVMH e molti altri. Oltre agli impegni professionali, si reca spesso in zone di conflitto per raccogliere fondi che destina a progetti umanitari come People and Places with No Name. Nel 2008 conosce sua moglie Ayako Yoshida e decide di dedicare più tempo all’arte e ai progetti personali. Insieme producono il loro primo film in 3D dal titolo The Girl from Nagasaki. Nell’autunno del 2016, Comte inaugura la mostra “Neoclassic” presso il Palazzo del Governatore di Parma, in cui espone la sua personale interpretazione della parabola neoclassica. Diverse sono anche le mostre dedicate alla serie Light, dal Museo MAXXI di Roma alla Triennale di Milano, fino alle gallerie d’arte Galerie Urs Meile di Pechino, Dirimart di Istanbul e Grieder Contemporary di Zurigo. Con Light, Comte esplora l’impatto del declino ambientale sui ghiacciai e i paesaggi glaciali del pianeta: è uno studio degli ambienti naturali attraverso grandi sculture, fotografie, installazioni video e proiezioni.

ISTITUTO EUROPEO DI DESIGN – IED
IED è un Gruppo internazionale, il più grande Network di Alta Formazione in ambito creativo ad aver mantenuto dal 1966 uno sguardo globale e una matrice culturale profondamente italiana. È presente con 11 sedi in 3 paesi: in Italia a Milano, Cagliari, Firenze, Roma, Torino e a Como con l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli; in Spagna a Barcellona, Madrid e Bilbao e in Brasile a Rio de Janeiro e San Paolo. In Italia, IED opera attraverso la capogruppo che nel 2022 è stata trasformata in una Società Benefit con l’obiettivo di formalizzare il suo impatto positivo sulla società e sul pianeta. IED è una scuola inclusi-va e transdisciplinare che utilizza il design come linguaggio universale per il cambiamento.

Ogni anno avvia progetti di innovazione in ambito formativo nelle discipline del Design, della Moda, della Comunicazione e del Management, delle Arti Visive, dell’Arte e del Restauro, sviluppando forme di apprendimento e nuovi modelli per interpretare il futuro. L’offerta formativa comprende corsi Undergraduate (Diplomi Accademici di I° Livello, Título Superior en Diseño, Diploma de Bacharelado, Diplomi BAH e Diplomi IED), Postgraduate (Master di Primo Livello e Master IED) e Corsi di Formazione Continua. IED può contare su una rete di oltre 3.000 docenti, attivi nei rispettivi settori di riferimento, con cui col-labora costantemente per assicurare il perfetto svolgimento delle attività di formazione delle sue sedi.

EX TEATRO DELL’ORIUOLO – IL NUOVO POLO PER LE ARTI DIGITALI E VISIVE IED FIRENZE
L’Istituto Europeo di Design ha vinto il bando del Comune di Firenze per l’ex Teatro dell’Oriuolo, chiuso da quasi 30 anni e al termine di un complesso intervento di restauro da parte del Comune di Firenze che ha triplicato l’area non edificata a vantaggio di verde e spazi aperti grazie alla demolizione di 2200 metri cubi, principalmente nell’area della ex platea, e può contare su alcuni locali, liberi da divisori, al piano terra di Palazzo Bastogi per un totale di 500 mq. Abbattute le strutture fatiscenti, negli spazi riqualificati trova ora posto una nuova piazza-giardino ‘zen’, in attesa dell’apertura del nuovo Teatro delle arti digitali.

A 300 metri dal Duomo, IED realizza un polo destinato alla condivisione e conoscenza delle Arti Digitali e Visive, grazie ad una consolidata esperienza formativa nei settori delle arti contemporanee e del design, così come della moda e della comunicazione e ai tanti professionisti e mentor internazionali che vi collaborano. Un luogo di scambio interdisciplinare e interculturale dove la teoria incontra la sperimentazione pratica, che prende forma nelle zone espositive, conservando la vocazione originaria del luogo pubblico.

Suddiviso in due grandi aree funzionali, formativa ed espositiva, oltre al giardino, il nuovo Polo prevede laboratori digitali, project room e aree didattiche, insieme a due ampi spazi riservati a mostre, eventi e workshop. Il programma delle attività sarà legato allo svolgimento didattico dei corsi multimediali (Graphic Design, Illustrazione, Design per la Comunicazione, Con-tent Creation and Publishing) e di quelli del sistema arte (Museum Education, Curatorial Practice e Arts Management) con laboratori, mostre d’arte contemporanea, workshop presieduti da artisti emergenti. Lo spazio vivrà anche attraverso altri eventi in collaborazione con la Città già parte di uno scambio didattico e professionale con IED, che rispondono ad un conte-sto di forte internazionalizzazione e di esperienze radicate nel territorio.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Mariella Belloni
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ID: 399544
Licenza di distribuzione:
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.