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I masi più antichi in Alto Adige

Mura che hanno attraversato secoli di storia
Manuela Tessaro
Photo credits: Manuela Tessaro

I masi più antichi in Alto Adige

Manuela Tessaro
Photo credits: Manuela Tessaro
Mura che hanno attraversato secoli di storia

Esistono in Alto Adige edifici quasi millenari, che, con il trascorrere del tempo, sono stati testimoni di incredibili cambiamenti: paesaggi adeguati alle esigenze dell’uomo, tipologie di governo, mezzi di locomozione, attrezzature, sistemi di riscaldamento, abbigliamento, metodi di coltivazione e di allevamento. Oltre alla struttura architettonica tipica dei masi dell’epoca medievale, con i soffitti a volta, le mura spesse – che chissà quante storie potrebbero raccontare! – e le finestre piccole, molti masi che appartengono al Gallo Rosso conservano al loro interno anche meravigliosi affreschi e oggetti antichissimi.
In questi masi, dove l’antico passato è ancora presente, è possibile alloggiare, calandosi in un’atmosfera d’altri tempi e trascorrendo quindi una vacanza fuori dall’ordinario. Vivendo nel passato, si potrà lasciare alle spalle il peso della quotidianità.

I “masi storici” di Gallo Rosso sono, come gli altri, degli agriturismi; pertanto, gli alloggi sono appartamenti o camere, dotati di ogni comfort, situati nella stessa struttura in cui vive anche la famiglia di contadini, proprietari del maso. Su richiesta, sarà disponibile anche una abbondante e ricca colazione contadina con i prodotti del maso, freschi e buonissimi.

I masi “storici” però, perché siano definiti tali, devono rispettare alcuni requisiti:

• lo stile architettonico deve essere tipico del luogo (ad esempio, i caratteristici soffitti a volta);
• avere muri perimetrali risalenti almeno al diciannovesimo secolo o ad epoche precedenti;
• in caso di nuovi elementi strutturali o fabbricati annessi, questi devono distinguersi chiaramente dal vecchio edificio storico, formando con esso un insieme armonioso;
• il corpo originario dell’edificio può essere risanato, ma non rinnovato;
• i pavimenti non possono essere rivestiti di moquette o in plastica;
• per l’intero arco dell’anno, il maso deve disporre di frutta e verdura di propria produzione, o di specialità prodotte nel maso stesso;
• i contadini proprietari devono dare risalto a prodotti e piatti tradizionali della cultura contadina altoatesina;
• deve essere disponibile la documentazione che presenti la storia del maso, vecchi usi e costumi, leggende e la vita quotidiana di un tempo e di oggi all’interno del maso stesso.

Il controllo di tutti questi criteri viene effettuato da Gallo Rosso.

La maggior parte dei masi storici di Gallo Rosso risale al Medioevo; quello più antico è l’Ansitz Schloss Gravetsch a Villandro, di cui si hanno testimonianze già dal 1150. Il nome “ansitz” indica che l’antica destinazione dell’edificio era una riserva di caccia di nobili signori. L’aspetto esteriore è di un antico castello (Schloss), con la corte, la cappella (in stile barocco, dedicata a San Ulrico, con dipinti storici alle pareti) e l’edificio padronale. Nei secoli, è stato abitato da diverse famiglie nobili fino al 1900. Schloss Gravetsch conserva anche un antico arco sopra il portone di legno, dove si trova un affresco che rappresenta Gesù Cristo con una corona, insieme a due angeli che reggono una fascia con la data 1510.
Dal 1902 è diventato di proprietà della famiglia Pupp, che lo ha risollevato da uno stato di abbandono e che attualmente lo gestisce, coltivando la terra di appartenenza e affittando agli ospiti i tre appartamenti ricavati, modernamente arredati, tutti con vista meravigliosa: sul convento di Sabiona, sulla bellissima Valle Isarco e sulle Dolomiti. Gli ospiti potranno anche curiosare nel piccolo museo con antichi attrezzi della vita contadina. Il maso è sotto la tutela delle Belle Arti.

Ansitz Ranui Hof è un’ex residenza nobiliare a Funes, ai piedi delle Odle. È uno dei più antichi masi della Val di Funes (1370). Nei secoli, è passato attraverso varie proprietà, fino a quando, nel 1744, diventò della famiglia Runggatscher, che ancora oggi, dopo 278 anni, lo gestisce. Il Ranui Hof, attualmente, è un maso tipico di montagna, con mucche, maiali, conigli e gatti. Una vacanza in questo maso significa quindi combinare l’atmosfera rurale ad un ambiente principesco. Ognuna delle 5 camere, infatti, racconta la propria storia attraverso incantevoli dettagli: letti a baldacchino, tessuti pregiati, arredi in profumato legno di cirmolo. L’antica stube e le pareti con storici affreschi completano l’atmosfera che ricorda i secoli passati. La chiesetta barocca di San Giovanni a Ranui, nel prato di fianco al maso, fa parte della proprietà, con il suo piccolo campanile a cipolla in rame, coronato da una stella, il tetto a doppia falda ricoperto di scandole e un coro a tre lati. La facciata dell’ingresso presenta ricchi decori pittorici e un affresco raffigurante San Giovanni Nepomuceno. All’interno, nella volta a botte si trova un altro affresco con il Santo, mentre un ciclo di 9 dipinti sulle pareti laterali conferisce allo spazio un aspetto solenne. L’ornamento più bello della chiesa è l’altare in legno marmorizzato con due opere pittoriche.

È del 1363 lo Schmid Oberrautner, un maso che, sebbene non abbia il riconoscimento di “maso storico”, presenta degli elementi di grande rilievo appartenenti all’epoca medievale. Il maso si trova molto vicino al centro della città di Bolzano, ma, al suo interno e nel meraviglioso giardino, sembra davvero di essere catapultati a secoli di distanza. La tenuta è di proprietà della famiglia Schmid da ben 21 generazioni. I merli sul muro esterno della dimora padronale la associano ad un piccolo castello, l’antico stemma, la cantina, lo spessore delle mura e l’appartamento in cui vivono Florian e Judith, i contadini proprietari, rievocano i fasti di un antico passato. La combinazione tra questi elementi e i tre bellissimi appartamenti ristrutturati per gli ospiti, modernissimi e arredati con grande gusto, da cui affiorano in alcuni punti le pietre e le travi in legno dell’antica costruzione, rendono lo Schmid Oberrautner un luogo incantevole in cui trascorrere una vacanza indimenticabile.

Tutti i masi “storici” di Gallo Rosso si trovano sul sito:

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Nadia Scioni
Photo credits: Manuela Tessaro
ID: 367354
Licenza di distribuzione:
Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.