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GIUNGLA 2024 – Radicale

3-5 maggio, Mercato del Carmine Lucca. GIUNGLA, festival di arte contemporanea giunto alla sua quinta edizione, quest’anno si interroga intorno al concetto di RADICALE e alle sue derive di senso, chiamando a esprimersi artisti e ricercatori al mercato del Carmine di Lucca.
Josse Renda, Mas Anjello, 2022

GIUNGLA 2024 – Radicale

Josse Renda, Mas Anjello, 2022
3-5 maggio, Mercato del Carmine Lucca. GIUNGLA, festival di arte contemporanea giunto alla sua quinta edizione, quest’anno si interroga intorno al concetto di RADICALE e alle sue derive di senso, chiamando a esprimersi artisti e ricercatori al mercato del Carmine di Lucca.

Un progetto espositivo a più voci, che coinvolge gli artisti Bertrand Dezoteux, David Lucchesi, David Paolinetti, Josse Renda, Gözde Mimiko Türkkan, Tatiana Villani ed il progetto Five Radio Stations (con Keren Cytter, Benedikt H. Hermannsson, Hylozoic/Desires, Daniel John Jones e Seb Emina, Emeka Ogboh), ognuno con il proprio linguaggio espressivo, sul tema proposto dalla curatrice Irene Panzani.

Radicato e radicale derivano da radice, eppure rimandano a due significati distanti.

Radicato ricorda l’appartenenza a una terra, ad un luogo fisso, ad un’identità, ad un qualcosa di stabile e saldo. Radicale ha per sinonimi innovatore, liberal, libertario, progressista, rimanda a chi affronta i problemi alla loro radice.

Trovare oggi un equilibrio tra l’attaccamento alla propria terra e alle proprie tradizioni, e il desiderio di migrare, di rompere con il proprio passato per costruirsi un futuro altrove è sempre più forte ovunque nel mondo. Ai flussi migratori di popoli in fuga da condizioni di povertà e guerra, si aggiungono gli expats, i remote workers e chi ha voluto rompere con la propria routine.

Lucca continua ad essere tra le province con il più alto tasso di emigranti in Toscana, seconda a Firenze, ed è proprio qui che GIUNGLA Radicale vuole interrogare temi che vanno dalle migrazioni al digital divide, dalle pratiche artigianali a quelle artistiche del presente.

Per farlo, ha scelto, non a caso, il mercato del Carmine, il cui nome deriva da Carmelo, che significa vigna, frutteto, per esteso giardino. Da qui prendono nome i Carmelitani scalzi, che avevano la loro casa nel centro di Lucca, nel monastero che nell’800 fu trasformato in mercato cittadino. La continuità semantica è il fil rouge tra gli antichi abitanti di questo edificio e i futuri mercanti, entrambi rivolti alla terra, ai doni della natura, alla coltivazione di un giardino, di uno spazio fatto di scambio e condivisione, di radici e di preghiere.

Dalla ricerca spirituale all’effervescenza culturale di un mercato, oggi il Carmine, peraltro in gestione alla società 4223, composta essa stessa da lucchesi fino a ieri expat, che oggi hanno deciso di ritornare nella loro terra per dare vita a un progetto innovativo, ci riporta a questa storia e in continuità con essa guarda all’arte come esplorazione della complessità umana, riflesso sia del rapporto con i beni della terra propri di un mercante di frutta e verdura, che con la ricerca di significato che caratterizza la spiritualità carmelitana.

Tra reinterpretazione delle radici e di un’identità culturale passata, lotta con la terra e per la terra, immaginazione che sublima il reale, l’esposizione apre al commercio di pensieri che GIUNGLA promuove dal 2020.

 

Un progetto di S.O.F.A. in collaborazione con il mercato del Carmine.

 

Per questa quinta edizione, il festival si sviluppa in un primo momento espositivo al mercato del Carmine di Lucca, dal 3 al 5 maggio, per poi proseguire dal 14 al 17 novembre 2024 con incontri e laboratori come in una vera e propria palestra.

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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Elena Pardini
Josse Renda, Mas Anjello, 2022
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Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.