Oggi, 29 luglio, ricordiamo la scomparsa di Giorgio Gaslini, avvenuta in questo giorno del 2014 a Borgo Val di Taro, in provincia di Parma. Compositore, pianista e arrangiatore jazz tra i più rilevanti del Novecento italiano, Gaslini era nato a Milano nel 1929. Iniziò a suonare il pianoforte all’età di sette anni, appassionandosi presto al jazz, genere che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita.
Fin dall’adolescenza si esibì nei club milanesi più in voga dell’epoca, partecipando a jam session infuocate accanto a musicisti destinati a diventare grandi protagonisti del jazz italiano, come Franco Cerri e Gorni Kramer. Ancora giovanissimo, entrò a far parte dell’“Orchestra del Momento”, diretta dal sassofonista Aldo Rossi, insieme a una ventina di solisti considerati tra i migliori dell’epoca. L’ensemble eseguiva partiture giunte direttamente da New York, firmate da leggende del jazz quali Duke Ellington, Count Basie, Woody Herman, Dizzy Gillespie, Benny Goodman, Glenn Miller e Stan Kenton.
Nel 1948, il compositore e direttore d’orchestra Pippo Barzizza lo invitò alla RAI di Torino, dove si esibì nel programma “Rosso e Nero”, condotto dal celebre Nunzio Filogamo, con concerti di venti minuti accompagnato da alcuni tra i più importanti jazzisti italiani del tempo. Nello stesso periodo, partecipò anche al programma “Kramer e la sua Orchestra”, trasmesso dalla RAI di Milano, e fondò il suo primo ensemble come leader, con Gil Cuppini alla batteria e Eraldo Volonté al sassofono. Con questa formazione si esibì nei primi festival jazz italiani, ricevendo da subito consensi positivi da parte della critica nazionale e internazionale, oltre a un notevole riscontro di pubblico.
Sempre nel 1948 incise i suoi primi dischi come leader. Dopo essersi diplomato al Conservatorio, fu ingaggiato come musicista di scena dalla compagnia del Teatro Eliseo di Roma. Negli anni Cinquanta iniziò una personale ricerca di sintesi tra jazz, musica classica e contemporanea, definita da lui stesso come “musica totale”.
La sua carriera conobbe uno sviluppo costante, portandolo a essere riconosciuto come uno dei più autorevoli pianisti e compositori italiani, non solo in ambito jazz. Si esibì in circa quattromila concerti in tutto il mondo, incise oltre novanta album e firmò numerose colonne sonore.
Questa mia opera, realizzata in “Computer Art” nel 2014, è un omaggio e un ricordo personale dedicato a lui.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








