Gianni Realini può vantare un percorso artistico molto articolato. Il suo cammino inizia, dopo la formazione in Ticino, con la forte fascinazione parigina e l’incontro con i grandi maestri; prosegue durante il boom economico degli anni Sessanta e dei moti del Sessantotto, che lo segnano profondamente e lo portano a registrare anche sulla tela la crisi intellettuale di quegli anni. Egli avvicina poi brevemente le modalità espressive della Pop Art e quindi dell’Informale, che declina in maniera molto personale, con un’adesione che raggiunge poi l’Espressionismo astratto in cui rimangono però desumibili la figura umana e il paesaggio.
La pittura di Gianni Realini si apre così a una gestualità più marcata, le sue opere diventano sempre più imponenti; dai colori chiari creati dalle nuances fra il bianco e il grigio si passa a un cromatismo più pronunciato, senza per questo trascurare i contenuti legati a una nuova figurazione. La sua ricerca continua anche nell’accentuare l’attenzione verso il cromatismo, i pigmenti marcati nei contrasti, i segni forti e decisi.
Con il finire degli anni Ottanta si registra il passaggio da un Espressionismo astratto sempre più indagato verso l’Action painting di Jackson Pollock e l’artista si apre alle riflessioni estetiche di un’arte ambientale. Dopo il viaggio americano sul finire degli anni Novanta, il gesto artistico di Gianni Realini diventa più dichiarato e coinvolgente, grazie a uno stile espressivo molto personale. Nel contempo le sue tele o grandi tavole costituiscono momenti di attese e di compimento, di azione e di sospensione. Nel colore, applicato con forza e abbondanza, lascia sovente colature che attribuiscono anche un valore temporale all’opera stessa.
Allo Spazio Officina sono esposte – sull’arco cronologico di cinque decenni di attività creativa e di ricerca concettuale – oltre un centinaio di opere, fra grafiche, tele materiche di piccolo e grande formato, realizzazioni plastiche, gouache. La mostra si apre con la produzione grafica più saliente, espressa in diverse tecniche, dalla xilografia all’’acquaforte, dall’acquatinta alla puntasecca, dal monotipo alla litografia (anche con acquarellature estemporanee). Il tutto di grande livello esecutivo.
Mostra a cura di Dalmazio Ambrosioni e Nicoletta Ossanna Cavadini.
periodo espositivo
3 marzo – 28 aprile 2024
martedì – domenica 10.00–12.00 e 14.00–18.00
lunedì chiuso










