Il 2 dicembre 1859, a Parigi, nacque il grande pittore Georges Seurat. Dopo aver appreso i primi rudimenti del disegno e della pittura dallo zio materno, un pittore dilettante, si iscrisse alla scuola municipale di disegno. Concluse i suoi studi all’École des Beaux-Arts e, dopo aver visitato con interesse e stupore la quarta mostra degli Impressionisti, intraprese approfonditi studi scientifici sul colore.
Fu attratto dalla “Scuola di Barbizon” e dalle opere di Camille Pissarro, e nel 1881 riuscì a superare la selezione per partecipare al Salon di Parigi. I suoi studi sul valore dei colori e sugli effetti della loro ricomposizione sulla retina lo condussero a sviluppare una tecnica pittorica basata sull’applicazione di punti di colore separati, una metodologia che definì inizialmente “cromo-luminarismo” e successivamente “divisionismo”. Questa tecnica, successivamente denominata “Neoimpressionismo” dal critico Félix Fénéon, è oggi comunemente nota come “Puntinismo”. Seurat divenne il massimo esponente di questa corrente artistica, insieme a Paul Signac.
Per tutta la sua breve vita, Seurat si dedicò con passione a studi teorici sul colore e sul segno, lasciando un segno indelebile nella storia dell’arte. Considerato uno dei più grandi pittori dell’Ottocento, morì prematuramente a soli 31 anni, il 29 marzo 1891, a Parigi.
Questa è una mia opera realizzata a sanguigna e seppia in suo omaggio e memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








