Il 29 Marzo del 1891, a soli 31 anni, moriva a Parigi il pittore Georges Seurat, noto per essere stato uno dei fondatori del Neoimpressionismo. Nato nella stessa città il 2 dicembre 1859, Seurat manifestò fin da giovane un profondo interesse per la pittura. Ricevette una prima educazione artistica dallo zio materno, ma fu all’École des Beaux-Arts, dove si iscrisse nel 1878, che approfondì seriamente i suoi studi artistici sotto la guida di Henri Lehmann.
La sua partecipazione alla mostra degli Impressionisti nel 1884, piuttosto che nel 1874 come suggerito erroneamente, fu un momento chiave nella sua carriera, segnando l’inizio del suo interesse per gli studi sul colore e sulla luce. Seurat non fu direttamente associato alla “Scuola di Barbizon”, sebbene fosse certamente influenzato da artisti come Camille Pissarro; la sua ricerca lo portò piuttosto a sviluppare un approccio unico alla pittura, basato sull’applicazione di piccoli punti di colore puro, che confluiscono in un’immagine complessiva solo a distanza. Questa tecnica, inizialmente chiamata da lui “cromo-luminarismo”, è più comunemente nota come Divisionismo o Puntinismo.
Il termine “Neoimpressionismo” fu coniato da Félix Fénéon nel 1886 per descrivere lo stile innovativo di Seurat, che cercava di applicare principi scientifici al colore e alla percezione visiva. Paul Signac fu, insieme a Seurat, uno dei principali esponenti di questa corrente, contribuendo significativamente alla sua teoria e pratica.
Georges Seurat è riconosciuto come una figura centrale nell’arte del XIX secolo, la cui breve vita fu segnata da un’intensa sperimentazione e da un profondo impegno teorico nei confronti della pittura.
Questa è una mia opera a carboncino in suo omaggio e memoria
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa









