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Georges Brassens: Maestro della canzone d’autore francese

Ricordo di un grande poeta, cantautore ed attore francese
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Georges Brassens: Maestro della canzone d’autore francese

Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci
Ricordo di un grande poeta, cantautore ed attore francese

Il 29 ottobre del 1981, a Saint-Gély-du-Fesc, in Francia, moriva il poeta, cantautore ed attore Georges Brassens, considerato uno dei maggiori maestri della canzone d’autore francese, ed ispiratore, insieme a Jacques Brel, della “scuola genovese”. Durante la sua carriera, oltre ai testi di propria produzione, ha musicato anche poesie di Victor Hugo, Paul Verlaine, Luis Aragon, Francois Villon, ed altri grandi e significativi poeti. Era nato nel 1921 a Sète, in Francia, e fin dall’infanzia respirò musica in quanto la madre Elvira Dagrosa (italiana di Marsico Nuovo, in provincia di Potenza), era appassionata di musica lirica e musica popolare, in particolare melodie accompagnate con il mandolino, primo strumento che Georges imparò a suonare, per poi dedicarsi compiutamente allo studio della chitarra, completando la sua vocazione con la scrittura di canzoni dall’età di 14 anni. Contemporaneamente si appassionò alla poesia francese, iniziando anche a scrivere poesie. A 18 anni si stabilì a Parigi, presso una zia, e pur lavorando come operaio alla Renault, continuò a studiare per conto proprio la grande poesia francese, con costanti visite in biblioteca. Nel 1942 pubblicò a proprie spese le sue prime raccolte poetiche, che misero in evidenza la sua forza satirica ed anticonformista. Fu collaboratore della rivista anarchica “Libertaire”, prendendo posizione in favore degli emarginati, degli ultimi e contro ogni tipo di potere costituito. Nel 1947 pubblicò il suo primo romanzo e contemporaneamente scrisse alcune delle sue più belle canzoni (tra le quali “Le gorille”, che fu censurata per molti anni e che in Italia divenne famosa per l’interpretazione che ne fece anni dopo Fabrizio De Andrè). Negli anni 50 si esibì nei cabaret parigini e nel 1952 partecipò ad un provino al famosissimo Cabaret di Montmartre “Chez Patachou” e la proprietaria, estasiata, volle cantare le sue canzoni nel locale, facendolo conoscere al grande pubblico. Nonostante i suoi testi suscitassero scalpore e scandalo, iniziò il grande successo anche con il riconoscimento della critica, ed arrivò l’opportunità d’incidere il suo primo album con la prestigiosa “Polydor”, “La mauvaise réputation”, che ebbe un gran successo. Nel 1953 debuttò al prestigioso music-hall “Olympia” di Parigi e nel 1954 vinse il “Gran Premio del Disco dell’Accademia Charles Cros”. Fece varie tournee in Europa ed in Africa del Nord e nel 1956 interpretò un ruolo quasi autobiografico nel film “Quartiere dei Lillà” del grande regista Renè Clair. Consacrato al successo, di lì in poi vinse premi importanti e pubblicò vari dischi. Malato da tempo di cancro intestinale, dopo l’ennesima intervento chirurgico, si spense a sessant’anni, ricevendo pubblici omaggi da tutta la Francia, incluso il Presidente Mitterrand. Rimase un punto di riferimento per le generazioni seguenti di molti cantautori.

Questa mia opera a grafite è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Bruno Pollacci
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Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.