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FRANCO e CICCIO: due nomi, una garanzia di comicità

Breve storia dei due comici siciliani che hanno dominato il cinema italiano degli anni Sessanta. Per anni bistrattati dalla critica (triste destino che già era toccato a Totò) i due comici sono stati rivalutati dopo la loro scomparsa.
fonte: wiki

FRANCO e CICCIO: due nomi, una garanzia di comicità

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Breve storia dei due comici siciliani che hanno dominato il cinema italiano degli anni Sessanta. Per anni bistrattati dalla critica (triste destino che già era toccato a Totò) i due comici sono stati rivalutati dopo la loro scomparsa.

Di coppie di comici nel cinema e nella televisione ce ne sono state molte. Dall’America erano già arrivati i film di Stanlio e Ollio e di Gianni e Pinotto. Nella televisione italiana ci sono stati Ric e Gian, Cochi e Renato, soltanto per citare i più noti ma, Franco e Ciccio, sono stati i primi in Italia a portare in televisione un tipo di comicità che fino ad allora era stata relegata alla rivista.

Franco Franchi (all’anagrafe Francesco Benenato, 1928-1992) e Ciccio Ingrassia (Francesco Ingrassia, 1922-2003) sono entrambi nati a Palermo e, come usava per gli artisti dell’epoca, non sono andati con gli studi oltre le scuole Elementari, facendo poi una dura gavetta per emergere nel mondo dello spettacolo. Si racconta, ad esempio, che, trasferitisi a Roma, avessero soltanto un paio di pantaloni che indossavano alternativamente e che un giorno Ciccio fosse distrattamente uscito in mutande e Franco, accortosene prima che il collega si allontanasse da casa, gli abbia lanciato i pantaloni dalla finestra.

Ciccio, dopo aver conseguito la Licenza Elementare e avere fatto i mestieri più disparati come il barbiere, il falegname, ecc. iniziò come attore dilettante divenendo imitatore di Totò. Nel 1944 iniziò l’attività artistica professionale come attore teatrale che lo portò ad esibirsi a Torino e a Milano a fianco di Gino Bramieri. All’inizio degli anni Cinquanta faceva parte di una compagnia teatrale di professionisti, quando, per caso, incontrò a Palermo Franco Franchi.

Franco, senza neppure aver terminato le Elementari, lavorò inizialmente come muratore e poi come facchino, ma anche come banditore di strada suonando la grancassa. In seguito a questa attività, entrò in un gruppo musicale. Dopo il servizio militare svolto a Bologna, tornò a Palermo e riprese ad esibirsi fino all’incontro con Ciccio.

All’inizio degli anni Sessanta la loro prima grande occasione fu la commedia teatrale “Rinaldo in campo” di Garinei e Giovannini, a fianco di Domenico Modugno, Paolo Panelli e Delia Scala. Dopo un’altra commedia “Tommaso d’Amalfi”, diretta niente meno che da Edoardo De Filippo, passarono alla televisione e al cinema.

In televisione, la trasmissione che nel 1967 li rivelò al grosso pubblico fu “Partitissima” condotta da Alberto Lupo. Si trattava dell’edizione di quell’anno della fortunata gara canora Canzonissima, nella quale erano ospiti fissi presentando ogni settimana uno schetch affiancati dal robot Calogero. In questa occasione inventarono la gag detta “Soprassediamo”, divenuta un tormentone dell’epoca, nella quale, dopo che Ciccio pronunciava la fatidica parola, Franco gli saltava in braccio.

In televisione Franco e Ciccio torneranno come conduttori negli anni Ottanta e Novanta, finita la loro fortunata stagione cinematografica.

Al cinema interpretarono insieme centotrentadue pellicole, soprattutto nella prima metà degli anni Sessanta, forse riempiendo nel cuore del pubblico quel vuoto che Totò stava lasciando. Si dice che riuscissero a girare due film contemporaneamente, uno di mattina e l’altro nel pomeriggio, cambiandosi i costumi di scena nella macchina della produzione durante gli spostamenti da un set all’altro.

Ma la loro produzione non fu soltanto di film comici o di parodia, che costituiscono comunque gran parte della loro lavoro. Recitarono anche con grandi registi del cinema italiano come Vittorio De Sica e i fratelli Taviani. Comencini li volle come interpreti del gatto e la volpe nel suo Pinocchio. Ciccio realizzò anche due film come regista: “L’Esorciccio” con Lino Banfi e “Paolo il freddo” con interprete lo stesso Franco. Franco, da solo, interpretò numerosi film, fra i quali “Ultimo tango a Zagarol” che riscosse l’ammirazione di Francis Ford Coppola, che lo vide mentre si trovava in Italia per girare “Il Padrino Parte II”.

Franco e Ciccio furono un duo comico molto amato dal pubblico, molto apprezzato dagli addetti ai lavori compresi registi di un certo livello, ma bistrattati dalla critica, che li riscoprirà soltanto quando per loro sarà troppo tardi.

 

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Raimondo Banchetti
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Raimondo Banchetti

Laureato in lettere ad indirizzo storico-artistico, appassionato di musica, ha studiato diversi strumenti, sia a fiato che a corda.