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Francesco Diluca. Agapanto

Per la prima volta gli spazi cinquecenteschi di Palazzo Nicolosio Lomellino accolgono l’intervento di un artista contemporaneo: Francesco Diluca presenta infatti circa trenta opere inedite, tra sculture e tele, che hanno come protagonista la bellezza sottomarina. Una Natura, la sua, non solo resiliente, ma che prevale sempre sull’uomo.
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Francesco Diluca. Agapanto

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Per la prima volta gli spazi cinquecenteschi di Palazzo Nicolosio Lomellino accolgono l’intervento di un artista contemporaneo: Francesco Diluca presenta infatti circa trenta opere inedite, tra sculture e tele, che hanno come protagonista la bellezza sottomarina. Una Natura, la sua, non solo resiliente, ma che prevale sempre sull’uomo.

Apre al pubblico venerdì 2 giugno 2023, la personale “Francesco Diluca. Agapanto” ospitata a Palazzo Nicolosio Lomellino, gioiello di proprietà privata tra i più affascinanti Palazzi dei Rolli di Genova. Per la prima volta tutti gli spazi del palazzo, dalle preziose sale cinquecentesche, al magnifico ninfeo e al lussureggiante giardino, accoglieranno l’intervento di un artista contemporaneo.

La mostra – curata da Ernesto Giuntini, sceneggiatore e scrittore – presenta al pubblico fino al 16 luglio una raccolta di circa trenta opere inedite, sculture e tele appositamente concepite come riflessione sui temi che riguardano l’uomo, la scienza, la natura ed in particolare il mare. Diluca, da sempre attento a queste tematiche, entra così in stretto rapporto con le stanze della nobile dimora, che si popolano di rappresentazioni di coralli e microrganismi, in un omaggio alla bellezza della vita sottomarina, ma anche alla storia del palazzo e della famiglia Lomellino, impegnata nel Cinquecento nel commercio dei coralli.

Il curatore della mostra sottolinea come: «Non tanto o non solo l’arte di Diluca ci costringe a riscoprire il nostro ruolo nell’ecosistema, quanto egli riesce, attraverso la grammatica visionaria delle opere, a darci una chiave di lettura profonda ed emozionante della vastità naturale che ci sarebbe preclusa in quanto limitatamente umani, e che invece qui sembra dischiudersi in tutte le sue possibilità.»

A tale proposito, assumono particolare significato le sculture in ferro e rame della serie Rusticles ispirate all’omonimo microrganismo – scoperto sul relitto del Titanic nel 1986 – che si nutre di ossido di ferro velocizzando il processo di corrosione: una creatura che aiuta a ripristinare l’ambiente naturale segnando inaspettatamente la prevalenza della Natura sull’uomo.

Con la sua capacità di combinare elementi diversi in una sintesi armonica, l’artista ci offre una visione sorprendente del mondo che ci circonda, aprendo nuove possibilità di esplorazione e di scoperta. Grazie al suo linguaggio che ibrida forme antropomorfe e biomorfe, Diluca modella creature fantastiche e surreali che rappresentano un’esplosione di colore e di bellezza.

Proprio incentrata sul colore è l’opera allestita nel giardino, dal titolo Agapanto, dedicata all’omonimo fiore, che sboccerà nel parco del Palazzo proprio nel periodo della mostra, noto per il suo inconfondibile blu: un’installazione site specific che, assumendo le diverse sfumature del colore della pianta, racconta il suo ciclo vitale fondendosi con il contesto, ma anche, in qualche modo, destabilizzandolo.

La presenza cromatica dei pannelli che compongono l’installazione potrà essere ammirata anche oltre il termine della mostra accompagnando così il tempo della fioritura e il decadimento del fiore dell’agapanto.

Completa la mostra un libro-catalogo che, ai temi cari all’artista, aggiunge il lavoro sulla parola condotto da Ernesto Giuntini. Il progetto editoriale a cura di Flavio Arensi è un viaggio nel viaggio, che anche nella struttura formale si richiama ai diari degli esploratori d’inizio secolo, congiungendo suggestioni e rimandi alla letteratura scientifica.

La mostra è realizzata in collaborazione con l’Associazione Palazzo Lomellino di Strada Nuova Onlus, che dal 2004 a Genova promuove e porta avanti l’impegnativo progetto di recupero e di studio legato al Palazzo e al ritrovamento degli affreschi di Bernardo Strozzi, partecipando attivamente alla vita culturale della città attraverso la fruizione e la valorizzazione degli eccezionali e unici spazi con iniziative originali e di alto contenuto artistico e culturale.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Eleonora Caracciolo
ID: 377950
Licenza di distribuzione:
Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.