FORGET AI – ISSUE 0. Nasce il primo Fashion Magazine generato interamente attraverso l’AI modellato con cura da mani, occhi e desideri umani

Tra editoria, moda e sperimentazione visiva, nasce a Milano FORGET AI: un nuovo progetto editoriale indipendente che segna un momento di rottura e riflessione. Un progetto editoriale ibrido, radicale e sofisticato, che non documenta la moda, ma la reinterpreta, la deforma, la sogna. Interamente generato attraverso l’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e la sensibilità di un team umano di editor, art director, designer e curatori, FORGET AI – Issue 0 esplora un territorio nuovo, ancora senza nome: lo spazio tra l’analogico, il digitale e l’intelligenza artificiale. Quel luogo “in between” in cui l’immagine smette di essere reale o artificiale, diventa semplicemente possibile ed evocazione pura.
fonte facebook
Photo credits: fonte facebook

FORGET AI – ISSUE 0. Nasce il primo Fashion Magazine generato interamente attraverso l’AI modellato con cura da mani, occhi e desideri umani

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Tra editoria, moda e sperimentazione visiva, nasce a Milano FORGET AI: un nuovo progetto editoriale indipendente che segna un momento di rottura e riflessione. Un progetto editoriale ibrido, radicale e sofisticato, che non documenta la moda, ma la reinterpreta, la deforma, la sogna. Interamente generato attraverso l’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale e la sensibilità di un team umano di editor, art director, designer e curatori, FORGET AI – Issue 0 esplora un territorio nuovo, ancora senza nome: lo spazio tra l’analogico, il digitale e l’intelligenza artificiale. Quel luogo “in between” in cui l’immagine smette di essere reale o artificiale, diventa semplicemente possibile ed evocazione pura.

Presentato in anteprima presso Domingo Building, spazio polifunzionale e sede della celebre agenzia-hub strategico Domingo Communication in Porta Venezia a Milano, il magazine si propone come un oggetto editoriale da collezione: stampato in tiratura limitata, sarà distribuito in selezionati concept store, musei e librerie internazionali, e accompagnato da una versione digitale interattiva. Ma FORGET AI è più di un magazine. È un esperimento visivo, un atto critico, una dichiarazione di poetica contemporanea.

Il suo titolo è una provocazione: dimenticare l’intelligenza artificiale non significa ignorarla, ma andare oltre il suo alone tecnologico e i preconcetti superficiali ad essa connessi, fino a renderla carne, corpo, immagine che tocca, e si tocca. Si sfoglia.

Il tema del numero pilota è “In Between – A Conversation Between Analog and AI”. Dodici editoriali esclusivi ad opera di dieci AI artist internazionali compongono un viaggio estetico inedito, fatto di corpi surreali, location impossibili, silhouette mutate, oggetti che sembrano memorie del futuro. I riferimenti vanno dalla couture di Thierry Mugler a Calvin Klein, dall’iconografia classica alla club culture berlinese, dalla mitologia marina a una visione utopica dell’Afghanistan del futuro. I titoli – Petal Worship, Impossible Mugler, Synthetic Sun, Rouge Sculptured, Post-Afghan Couture – sono già un glossario visivo di una nuova grammatica della moda.

Ogni editoriale è generato tramite modelli AI evoluti, combinati con prompted creativi, post-produzione umana, im-paginazione autoriale e testi poetici. Le immagini non simulano necessariamente reale: lo riscrivono. Il risultato è un mondo in cui l’interpretazione della moda torna ad essere visione prima ancora che documento.

La direzione editoriale del progetto è firmata da Carlo Domingo, con fashion direction di Luca Stefanelli (già Editor-in-Chief di Forget Them), creative direction di Francesco Sorrentino, art direction di GROUND Research, e direzione AI a cura di CREAITORS – The First Italian AI Creative Agency, la prima agenzia creativa specializzata in AI in Italia. Il progetto è sostenuto da Domingo Foundation e DMNG Corp e si inserisce in una più ampia visione culturale che lega comunicazione, innovazione e nuove narrazioni estetiche.

FORGET AI è il primo fashion magazine a essere interamente “prompted & produced by AI”, ma soprattutto è il primo a utilizzare l’intelligenza artificiale come mezzo espressivo, e non solo tecnico. Il suo obiettivo non è sosti- tuire l’umano, ma espanderne le possibilità.

Come recita uno dei virgolettati centrali del numero:
“We don’t live in the analog. We don’t live in the digital. We live in between – where the human meets the machine, where AI touches the body, and the impossible becomes clear.”

Nel panorama editoriale internazionale, FORGET AI si impone come un unicum: un’opera editoriale in equilibrio tra arte, moda, tecnologia e filosofia visiva. Non un prodotto da consumare in fretta, ma un oggetto da esplorare, pagina dopo pagina, strato dopo strato.

FORGET AI – ISSUE 0
Questo progetto non ha l’ambizione di dare risposte, ma di aprire domande – aperte, imperfette, necessarie. Attraverso ogni pagina, FORGET AI invita a un dialogo più profondo sul futuro della moda, dell’editoria e, inevita- bilmente, della società che le genera e da esse è plasmata. In un’epoca dove tutto tende alla velocità, alla replicazione e all’omologazione, FORGET AI si prende il lusso di essere lento, profondo, desiderante. Non è solo un magazine. È un nuovo modo di evolvere visioni e di guardare il presente.

FORGET AI BIO
FORGET AI esplora la soglia tra ciò che è analogico e ciò che è generato dall’intelligenza artificiale.
In questo spazio ibrido, la moda incontra l’intelligenza artificiale non come minaccia, ma come alleata creativa. Un oggetto stampato sospeso tra il tocco umano e la visione della macchina – due universi visivi ormai intrecciati in modo irreversibile. La moda, per sua natura, è analogica. Visceralmente analogica. Parla il linguaggio della pelle, del tessuto, del gesto dei corpi nel tempo. Eppure, la moda si nutre anche di novità. Di rottura. Di quel mantra modernista: Make it new! L’intelligenza artificiale è il nuovo. Ma per appartenere davvero alla moda, deve imparare l’antico. Deve diventare analogica. Deve dimenticare sé stessa.

Questo è il paradosso in cui abitiamo: l’IA può diventare moda solo quando smettiamo di vederla come IA. Quando le permettiamo di avvicinarsi ai nostri corpi desideranti. Le macchine non desiderano. Non arrossis- cono. Non sudano. Ma attraverso di noi, possono avvicinarsi a quell’urgenza. A quell’imperfezione. A quel calore. Dimenticare l’IA non significa cancellarla. Significa usarla in modo diverso immergerla nel desiderio, toccarla come fosse tessuto, plasmarla come una silhouette. Dobbiamo darle carne. La nostra. Solo allora potremo creare qualcosa di davvero nuovo ricordando cosa significa sentire.

CREAITORS BIO
L’AI sta Ridefinendo il Futuro della Creatività.
L’agenzia pioniera che fonde intelligenza artificiale, arte e innovazione nel fashion e nella comunicazione visiva. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando la creatività, CREAITORS emerge come la prima AI Agency italiana capace di trasformare il modo in cui arte, tecnologia e design si fondono per dare vita a progetti visionari. Fondata da Carlo Domingo e Francesco Sorrentino, Creaitors è un laboratorio di sperimentazione in cui AI e talento umano lavorano in sinergia, ridefinendo i confini dell’industria creativa.

Un modello unico tra tecnologia e visione artistica CREAITORS non è una semplice agenzia creativa, ma un ecosistema che integra avanguardia tecnologica e sensibilità artistica, operando su tre asset principali:

  • Creative Agency Interna – Un team di artisti e designer dirige l’intero processo creativo, dalla concept strategy alla produzione.
  • Tecnologia Proprietaria – Algoritmi e strumenti AI avanzati per generare immagini, video e contenuti digitali con un’estetica innovativa.
  • Network Globale di Artisti AI – Una rete internazionale di oltre 100 talenti specializzati nell’esplorazione delle nuove frontiere dell’arte generativa.

CREAITORS si distingue per la sua capacità di trasformare l’AI in un’estensione della creatività umana, rendendola uno strumento espressivo e non solo un mezzo tecnologico.

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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Photo credits: fonte facebook
Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

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