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Perù: Vigogna, la lana più pregiata al mondo

Storia, tradizione, folklore legati al prezioso tessuto.
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Perù: Vigogna, la lana più pregiata al mondo

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Storia, tradizione, folklore legati al prezioso tessuto.

Meravigliosi animali, appartenenti a una regale e minuta specie di camelide, che producono un vello così straordinario da essere tutt’ora considerato il tessuto naturale più raro al mondo. Sono creature timide e veloci, difficili da allevare. Il loro habitat naturale è quello della Cordigliera delle Ande, tra i 3.200 e i 4.800 metri s.l.m., ed il loro mantello è sorprendentemente fine, ma al contempo così caldo da proteggerle durante le gelide notti sugli altipiani. Anche la lavorazione della fibra di vigogna è estremamente complessa: si tratta della creazione di una vera e propria opera d’arte e coloro che partecipano a ciascuna delle diverse fasi devono possedere una grande destrezza manuale. Le sue fibre sono assai delicate, pertanto la maggior parte dei filati e dei prodotti di questo materiale non vengono tinti. Allo stesso tempo, però, si tratta anche di una lana estremamente resistente, che può resistere ad una trazione media che varia dai 40 ai 64 N/ ktex. Le iniziative volte alla tutela sia della vigogna e delle altre specie autoctone del Perù sia dell’arte tessile tradizionale sono davvero numerose. In prima istanza, il rituale attraverso il quale viene ottenuta la lana di vigogna – il Chakku – solitamente prevede la donazione del ricavato della vendita del vello a favore delle popolazioni alto-andine coinvolte. Aziende esportatrici, così come brand e stilisti peruviani, inoltre, creano abiti e collezioni sia con l’obiettivo di internazionalizzare l’industria della moda del Paese sia con la volontà di rendere i propri prodotti parte di una nuova rivoluzione “green”. Molti di questi designer, infatti, sono impegnati sul fronte della sostenibilità nella moda, promuovendo fibre come
quella di alpaca e rivalutando il lavoro e la tradizione delle donne delle comunità andine.

Raro tessuto dei Reali Inca
La leggenda di origine Inca narra che la vigogna abbia avuto origine dall’acqua e che proprio in acqua si rifugiasse per sfuggire a chiunque volesse tenerla in cattività. Sempre, secondo la leggenda, la vigogna era ritenuta la reincarnazione di una bella fanciulla che ricevette in dono un mantello d’oro come regalo di nozze dopo aver sposato un re molto più anziano. Proprio per questo motivo, al popolo non era concesso indossare il loro manto – privilegio riservato solo ai reali – né tanto meno ucciderle. In epoca Inca la raccolta della fibra avveniva ogni quattro anni a fine estate attraverso la cerimonia del Chakku, che in quechua significa “territorio di caccia”. Le comunità locali si organizzavano in schieramenti spingendo le vigogne in recinti nei quali avveniva la tosatura per liberarle subito dopo, il tutto sotto la costante supervisione del sovrano Inca.

Tosatura della Vigogna: antica tradizione viva sulle Ande Peruviane
Le vigogne sono sempre vissute selvagge, dominando gli aspri altipiani andini con grazia naturale. La raccolta del manto di vigogna in Perù avviene ancora oggi secondo l’antico rituale del Chakku e si realizza una volta all’anno. A fare da cornice, splendidi scenari montani come quelli che disegnano i profili del remoto villaggio di Picotani, nella Regione meridionale di Puno. La cerimonia vera e propria è preceduta dalla celebrazione del Pagapu, che avviene durante il mese di agosto: un rituale in cui le comunità Toma e Cambria – che compongono Picotani – intervengono per rendere grazie alla Madre Terra. Durante il successivo Chakku, le comunità andine si riuniscono con canti e danze tradizionali davvero suggestivi. In seguito, con una corda formata da stoffe colorate, le vigogne vengono riunite in appositi recinti di tosa, adagiate su un telo, delicatamente tosate e, immediatamente dopo, rispettosamente restituite alla natura. La celebrazione ancestrale si conclude con il pago a la tierra e con una festa in cui gli abitanti del villaggio indossano i costumi tipici della zona. Le Regioni in cui la vigogna vive e dove – con un po’ di intraprendenza e fortuna – poter assistere alla cerimonia sono svariate e si trovano sia a Nord sia a Sud del Perù e tra queste vi sono Ancash, Arequipa, Cajamarca, Cusco, Ica, La Libertad, Puno e molte altre.

Dalla Cordigliera al Design, un intreccio in Alpaca

Huacaya e Suri sono i nomi delle specie di alpaca più utilizzate per la produzione del filato. L’Huacaya possiede un manto corto e fitto, mentre quello dei Suri è lungo e lucente. Vengono normalmente tosate in primavera, con l’arrivo del caldo anche alle altitudini più elevate. Una volta ottenuto, il manto deve essere lavorato prima di essere pronto per l’uso. Il vello viene prima pulito e poi cardato, ossia districato in modo da rendere le fibre tessili parallele, eliminandone al tempo stesso le impurità. Successivamente le fibre possono essere filate in un filatoio o in un fuso a caduta. Alternativamente, si può ricavarne il feltro sovrapponendo il manto, versandovi una certa quantità d’acqua e unendo le fibre esercitando pressione. L’alpaca è utilizzata principalmente nella maglieria ma è impiegata anche per realizzare pregiati scialli, stole, tappeti e accessori. I produttori tessili talvolta lo mescolano con lana, cotone o seta per migliorarne ulteriormente la “texture”. Viene utilizzata anche nell’abbigliamento sportivo dedicato all’outdoor, grazie alla sua leggerezza e alle sue proprietà isolanti.

Alpaca: soffici proprietà naturali
Quando si parla ai alpaca ci si riferisce ad una lana naturale rara, estremamente fine, morbida e liscia. L’alta qualità di questa fibra possiede così tante proprietà da essere considerata eccezionale. Il vello, infatti, è particolarmente morbido e vellutato ed è disponibile in una gamma di splendidi colori naturali. Il fine crine di alpaca è rinomato per essere una delle fibre più resistenti al mondo. Un capo realizzato con questo tipo di filato, se trattato con le dovute cautele, può durare davvero una vita. I prodotti in lana di alpaca, col passare del tempo, non perdono la loro lucentezza, la loro resistenza o la loro forma. L’alpaca offre, inoltre, un maggiore isolamento termico rispetto ad altre varietà di lana. Le fibre dal un nucleo modulato, parzialmente o completamente cave, rendono il tessuto insolitamente caldo. Infine, a differenza della lana di pecora, questa fibra non contiene lanolina, una sostanza oleosa naturale che attira polvere e microrganismi: quindi è davvero molto semplice da pulire e da conservare. Grazie a queste qualità e alle straordinarie proprietà la lana d’alpaca è diventata un vero must per le collezioni di tutti i migliori designer.

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Testo inviato da Global Tourist
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Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.
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