La redazione è lieta di presentare un viaggio visivo nel cuore di una delle città più iconiche al mondo: Firenze. Attraverso gli occhi e l’obiettivo di Augusto De Luca, fotografo napoletano, vi invitiamo a scoprire un volto inedito della città, privo della presenza umana e pervaso da luci e ombre che ne esaltano la monumentalità. Questo progetto fotografico è una celebrazione della bellezza eterna di Firenze, raccontata in modo intimo e senza tempo. Seguiteci in questa esplorazione unica, dove l’arte incontra la magia di una città che non smette mai di incantare.
BIOGRAFIA ARTISTA
Augusto De Luca, (Napoli, 1 luglio 1955) è un fotografo e performer. Ha ritratto molti personaggi celebri. Studi classici, laureato in giurisprudenza. È diventato fotografo professionista nella metà degli anni ’70. Si è dedicato alla fotografia tradizionale e alla sperimentazione utilizzando diversi materiali fotografici . Il suo stile è caratterizzato da un’attenzione particolare per le inquadrature e per le minime unità espressive dell’oggetto inquadrato. Immagini di netto realismo sono affiancate da altre nelle quali forme e segni correlandosi ricordano la lezione della metafisica. E’ conosciuto a livello internazionale, ha esposto in molte gallerie italiane ed estere. Le sue fotografie compaiono in collezioni pubbliche e private come quelle della International Polaroid Collection (USA), della Biblioteca Nazionale di Parigi, dell’Archivio Fotografico Comunale di Roma, della Galleria Nazionale delle Arti Estetiche della Cina (Pechino), del Museo de la Photographie di Charleroi (Belgio).
IL PROGETTO FOTOGRAFICO RACCONTATO DALL’ARTISTA
Questo progetto fotografico non è solo un omaggio alla bellezza di Firenze, ma anche un’esplorazione profonda del suo spirito. È un viaggio visivo attraverso una città sospesa nel tempo, raccontata senza la presenza umana, solo attraverso le sue architetture, i suoi spazi e i giochi di luce che la attraversano.
Firenze, nell’immaginario collettivo, appare come un’isola di tesori inestimabili, dove città e arte si fondono in un’unica “idea”, dando vita a quello che può essere considerato il più grande museo a cielo aperto del mondo. Camminare per Firenze, prendere un caffè o mangiare un panino per strada rappresenta sempre una pausa, una sosta inconsapevole in uno straordinario viaggio nella storia.
Quando mi è stato chiesto di fotografarla e interpretarla, ho avvertito una grande responsabilità, il timore di non riuscire a cogliere l’essenza di questa città-capolavoro. Per affrontare il progetto con la giusta serenità, ho preso in affitto un appartamento nel cuore di uno dei crocevia culturali più vivi del Vecchio Continente, luogo di passaggio obbligato per ogni artista.
Questo mi ha dato la possibilità di visitare, in diverse ore del giorno, i luoghi che desideravo immortalare, scegliendo con cura la luce più adatta. Inoltre, ho potuto esplorare Firenze quando era deserta, soffermandomi su dettagli architettonici senza la presenza umana.
Camminando tra le sue vie affollate di turisti e studenti, infatti, è difficile cogliere certe atmosfere, certe vibrazioni nascoste, che emergono solo all’alba, quando la città è avvolta nel silenzio e nella monumentalità della sua bellezza. Questo volto di Firenze, lontano dalla frenesia, rappresenta un aspetto inedito che ho cercato di catturare, restituendo l’essenza più intima e forse più autentica della città attraverso frammenti d’anima, incontaminati ed eterni. Il gioco costante tra luci ed ombre crea una visione frammentaria ma al tempo stesso completa, con sottili richiami alla dimensione metafisica.
Ho lavorato seguendo un processo di sottrazione, ricercando elementi minimali e prediligendo inquadrature dal basso verso l’alto, alternando diversi piani spaziali. Ho giocato sugli ossimori visivi, creando disequilibri tra figura e sfondo per esaltare armonicamente il “tutto”. In questo modo, ho sviluppato un linguaggio personale, decodificabile a partire dall’osservazione del più piccolo dettaglio, capace di celebrare la magia di Firenze.








