Informazione creata ad arte (e cultura)

FESTIVAL DOLOMITES 2023. a Dobbiaco. Due tarde sinfonie di Haydn e opere di Franz Schubert e Alfred Schnittke

Un concerto unico e prezioso chiude il Festival con solisti d’eccezione: Gidon Kremer (violino) e Madara Petersone (violino).  Adam Fisher.dirige l’Orchestra da Camera Danese. Nella replica il quarto movimento, “Finale Spiritoso”, della Sinfonia n. 104. l’ultima di Joseph Haydn
Liquidarte - Immagine sostitutiva

FESTIVAL DOLOMITES 2023. a Dobbiaco. Due tarde sinfonie di Haydn e opere di Franz Schubert e Alfred Schnittke

Liquidarte - Immagine sostitutiva
Un concerto unico e prezioso chiude il Festival con solisti d’eccezione: Gidon Kremer (violino) e Madara Petersone (violino).  Adam Fisher.dirige l’Orchestra da Camera Danese. Nella replica il quarto movimento, “Finale Spiritoso”, della Sinfonia n. 104. l’ultima di Joseph Haydn

Un omaggio a Joseph Haydn chiude l’edizione 2023 del Dolomites Festival di Dobbiaco.
In programma la Sinfonia in si bemolle maggiore n. 102 , a seguire la Polacca per violino e orchestra in si bemolle maggiore di Franz Schubert, e “Moz-Art à la Haydn” di Alfred Schnitke. Per chiudere la Sinfonia in mi bemolle maggiore n. 103 di Haydn.

In relazione  a questo programma ed alla sua originalità, abbiamo chiesto a Adam Fisher, nell’intervista concessa con grande disponibilità e capacità di ascolto, se le due opere dell’ultimo Haydn, nella fase “londinese” , così piene di malinconia e depressione, con quelle tonnalità severe, ma anche congiunte ad ironia, fino ad un finale denso di timori e domande senza risposta, e se la composizione di Schnitke, il suo “Teatro/Opera”  che riporta la musica ad una posizione di linguaggio delle emozioni, possano essere considerato come un percorso, attraverso la purezza stilistica del primo ed il polistrumentismo del secondo, quasi circolare nel suo percorso di  due secoli, possano essere considerate come un percorso verso la ricerca della spiritualità.

La riflessione del maestro Adam Fischer:

“Tutto il nostro programma, qui e sempre, ha lo spirito della ricerca della spiritualità. Perchè questa ricerca è l’esperienza della vita, nella sua pienezza, originalità ed individualità. E questo vale sia per chi crede sia per i non-credenti. Resta il mistero della vita e della morte e la musica accompagna questo mistero.

Alla fine della vita l’individuo resta solo, come io resto al termine dell’opera di Schnitke.

Importante è che all’esperienza dell’ascolto, nella sua comunione, si accompagni l’esperienza della riflessione, che è sempre originale ed individuale. Questo è, da sempre, il nostro fine, lo scopo della musica.”

Apertura con la Sinfonia in si bemolle maggiore n. 102 (Largo, Allegro vivace –  Adagio – Menuet. Allegro – Finale. Presto)

Adam Fisher guida  con una energia ed una passione musicale grande la Dänisches Kammerorchester /Orchestra da Camera Danese, Orchestra di fama internazionale, una delle orchestre da camera più avvincenti del nostro tempo. La fama dell’orchestra da camera danese è dovuta al successo riscontrato con la recente registrazione completa di tutte le sinfonie di Beethoven ed alla collaborazione simbiotica con Adam Fischer, direttore principale dell’orchestra”..

A seguire la Polacca per violino e orchestra in si bemolle maggiore di Franz Schubert, danza in tempo moderato; la nostalgia per il passato ma anche una grande profondità interiore.

Violino solista Gidon Kremer: il violino in un accordo perfetto con il corpo, con il piede destro leggermente alzato ad accompagnare la musica, le corde del violino che diventano corde del corpo e dell’anima.

Nato nel 1947 a Riga in Lettonia, Kremer ha iniziato a studiare a quattro anni con suo padre e suo nonno, e già a sette anni si iscrisse alla Riga Music School: i suoi progressi furono così rapidi, da consentirgli di diventare allievo del grande David Oistrakh al Conservatorio di Mosca. Nel suo luminoso percorso ha suonato su tutti i più famosi palcoscenici, lavorando con i più grandi direttori. Come detto, il suo repertorio comprende l’intera gamma di capolavori per violino, inclusi i compositori del XX e XXI secolo come Berg, Henze e Stockhausen: il nome di Gidon Kremer si associa a figure come Alfred Schnittke, Arvo Pärt, Sofia Gubaidulina, Michael Nyman, Philip Glass, Astor Piazzolla, e Giya Kancheli

.Nel 1983 ha interpretato il ruolo di Paganini in due scene del film Frühlingssinfonie (Sinfonia di Primavera) del regista tedesco Peter Schamoni. Nel 1997 ha preso parte al documentario musicale Paganini’s Daemon. A most enduring legend, del regista Christopher Nupen.

“Nessun altro solista di paragonabile statura internazionale ha fatto di più per promuovere la causa dei compositori contemporanei e della musica moderna per violino”

Nella sua carriera ha utilizzato diversi violini: un G.B. Guadagnini, appartenuto a suo nonno; un Antonio Stradivari  del 1734, soprannominato Baron Feilitzsch-Heermann; un Giuseppe Guarneri del Gesù del 1730c, soprannominato David-Payne; dal 2006 suona su un violino Nicola Amati del 1641, soprannominato Hambourg.

Sala al buio per “Moz-Art à la Haydn” di Alfred Schnitke., per 2 violini (Gidon Kremer e Madara Petersone, e 2 piccole orchestre.

La straordinaria capacità di Alfred Schnittke di frammentare e riassemblare diverse componenti in modi nuovi e inaspettati è ampiamente dimostrata nel suo Moz-Art à la Haydn del 1977., composto per due violini solisti e piccolo ensemble. Gli elementi costitutivi storici provengono, tra gli altri, da una pantomima umoristica incompiuta scritta da Mozart nel 1783, di cui sono sopravvissuti solo la prima parte di violino e alcuni schizzi. Vengono menzionate fugacemente anche la Sinfonia n. 40 di Mozart e la Sinfonia d’addio di Haydn.

Sul palco della Gustav Mahler Hall di Dobbiaco l’opera si apre con gli artisti, seduti nell’oscurità più totale, che improvvisano sul materiale della pantomima di Mozart. Una volta accese le luci, un accordo diminuito prepara l’introduzione del materiale neoclassico. Il musicologo David Fanning aveva suggerito che “Schnittke tratta Mozart con la distaccata perplessità di un visitatore proveniente dallo spazio che si confronta con un manufatto di una civiltà morta”. Forme e colori riconoscibili si trasformano in allucinazioni caleidoscopiche, costringendo l’ascoltatore a rimettere insieme mentalmente tutti i pezzi. Gidon Kremer e Madara Petersone si contrappongono e poi dialogano, i musicisti cambiano freneticamente posto, il suono si alza e si abbassa, ci costringe ad una ri-costruzione…Alla fine del pezzo, proprio come nella Sinfonia d’addio di Hadyn, ogni musicista lascia il palco uno per uno, con solo il direttore d’orchestra che rimane a battere il tempo. E, allora, il maestro Adam Fisher si gira, solo e perplesso, verso il pubblico.

Infine, la  Sinfonia n. 103 “col rullo di timpani” in mi bemolle maggiore Hob. 1:103 (Adagio, Allegro con spirito – Andante – Menuetto – Allegro  con spirito).

Primo violino Madara Petersone oper la quale il Direttore costruisce  momenti brevi ma intensi da solista.

Madara Pētersone, nata in Lettonia, diplomata all’Accademia di musica lettone Jazeps Vitols (JVLMA) nel 2013,  è vincitore di numerosi concorsi lettoni e internazionali. Ha vinto il 1 °  premio al 19 °  concorso “Best Student Ansamble” in JVLMA nel 2011.

Ha avuto l’onore di suonare da solista con il pianista Reinis Zarins, l’orchestra da camera di Vidzemes (direttore d’orchestra A. Veismanis), nonché di esibirsi da solista al concerto Euroradio Europe Young Musicians Day, al Berlin Literaturfestival e alcuni altri. M. Petersone ha anche partecipato alla stagione 2013 con il quartetto d’archi danese, ha eseguito la Sonata per due violini di M. Weinberg con Gidon Kremer nella stagione 2014

A Dobbiaco  Madara è una felice scoperta, artista di grande preparazione e attenziione al particolare.

Fuori programma il maestro Adam Fisher presenta il quarto movimento, Finale Spiritoso” della Sinfonia n. 104. l’ultima di Joseph Haydn, una chiusura esuberante, in tempo veloce e in forma di sonata, che riassume e concentra tutta l’energia del concerto.

Fisher la presenta anche in italiano, perchè come lui stesso aveva dichiarato nel nostro incontro

“tutti i musicisti dovrebbero conoscere la lingua italiana”.

——————————————————————–

DOLOMITES FESTIVAL Dobbiaco / Toblach

Dänisches Kammerorchester /Orchestra da Camera Danese

Gidon Kremer (violino) e Madara Petersone (violino).

Direttore Adam Fisher.

Joseph Haydn: Sinfonia in si bemolle maggiore n.102
Franz Schubert: Polonaise per violino e orchestra in si bemolle maggiore
Alfred Schnittke: “Moz-Art” à la Haydn per 2 violini e 2 piccole orchestre
Joseph Haydn: Sinfonia in mi bemolle magg., Hob.I:103.

Direzione Artistica: Josef Feichter e Christoph Bosch.

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Giancarlo Garoia
ID: 383774
Licenza di distribuzione:
Picture of Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.