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Federico Zandomeneghi: tra i più grandi impressionisti italiani

Bio ed opera di Pollacci in ricordo del grande pittore veneziano che scelse Parigi per la sua espressione artistica
Bruno Pollacci
Photo credits: Bruno Pollacci

Federico Zandomeneghi: tra i più grandi impressionisti italiani

Bruno Pollacci
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Bio ed opera di Pollacci in ricordo del grande pittore veneziano che scelse Parigi per la sua espressione artistica

Il 2 giugno 1841 nasceva a Venezia il grande pittore Federico Zandomeneghi. Figlio d’arte, con il padre e il nonno scultori in stile neoclassico, si formò prima all’Accademia di Belle Arti di Venezia e poi a quella di Milano. Si trasferì a Firenze, dove soggiornò per quasi cinque anni, frequentando le riunioni artistiche al Caffè Michelangiolo e entrando in contatto con gli artisti macchiaioli Fattori, Lega, Segantini, Borrani, Banti e Cabianca. Grazie alla sua spiccata personalità, sviluppò presto uno stile individuale caratterizzato da una pennellata sintetica e un cromatismo acceso, senza lasciarsi influenzare eccessivamente dai suoi contemporanei.

Dal 1871 la critica iniziò a scrivere positivamente di lui, e la sua opera “Impressioni di Roma”, eseguita nel 1872, suscitò l’ammirazione di Édouard Manet, che ebbe l’occasione di ammirarla presso la Pinacoteca di Brera nel 1875. Nel 1874, Zandomeneghi partì improvvisamente per Parigi, proprio mentre nasceva l’Impressionismo con l’esposizione degli “indipendenti” rifiutati al Salon, che esposero nello studio del fotografo Nadar. Sebbene inizialmente il soggiorno dovesse essere temporaneo, Zandomeneghi, coinvolto dalla vivace scena artistica parigina, si stabilì definitivamente nella capitale francese e non fece più ritorno in Italia. Frequentò gli ambienti impressionisti e stabilì amicizie con Renoir e Degas in particolare.

Iniziò un’attività di disegnatore di moda e dal 1879 iniziò ad esporre regolarmente con il gruppo degli impressionisti, dedicandosi anche alla pittura en plein air, sebbene i suoi soggetti preferiti rimanessero sempre figure e ritratti femminili. Nel 1888 le sue opere entrarono a far parte della sezione italiana dell’Esposizione Universale di Parigi e, successivamente, nel 1914, la Biennale di Venezia gli allestì una esposizione personale, che però non riscosse successo presso la critica del momento.

Il suo corpo venne ritrovato esanime ai piedi del suo letto, nella casa di Montmartre nel 1917, dove aveva vissuto accanto a Toulouse-Lautrec, e le sue opere vennero vendute all’asta per pochi soldi. Fu solo in seguito che venne riconosciuto come uno dei più abili e talentuosi pittori impressionisti italiani.

Questa mia opera realizzata a sanguigna e seppia acquerellate ed acquerello, che è stata esposta nel 2017 nella mia mostra personale dedicata ai “Grandi Artisti Italiani tra ‘800 e ‘900” inserita nelle manifestazioni di “ITALIART” – Festival dell’Arte Italiana a Digione, in Francia, è in suo omaggio e memoria.

Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa

Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Bruno Pollacci
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Bruno Pollacci

Pittore. Nato a Lucca nel 1954, vive e lavora a Pisa. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale di Lucca ed ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Maestro Fernando Farulli. Ha iniziato l'attività artistica nel 1968. Nel 1978, con il pittore Marco Menghelli, ha fondato l'Accademia d'Arte di Pisa, che tutt'ora dirige e nella quale insegna Pittura e Disegno.