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La Pietra di Scone per l’incoronazione di Re Carlo

La Pietra di Scone lascerà Edimburgo per essere presente all’incoronazione di Carlo III d’Inghilterra, ma subito dopo farà ritorno a casa. L’approfondimento su questa preziosa pietra nell’articolo di Federico Motta Editore
La pietra di Scone

La Pietra di Scone per l’incoronazione di Re Carlo

La pietra di Scone
La Pietra di Scone lascerà Edimburgo per essere presente all’incoronazione di Carlo III d’Inghilterra, ma subito dopo farà ritorno a casa. L’approfondimento su questa preziosa pietra nell’articolo di Federico Motta Editore

Trascorso poco più di un mese dalla morte della regina d’Inghilterra Elisabetta II, l’attenzione si è spostata sul suo successore, Re Carlo III, e sui preparativi per l’incoronazione. In un recente articolo, Federico Motta Editore si sofferma su un dettaglio molto prezioso, nonché motivo di discordia nella storia del Regno Unito: la Pietra di Scone.

Cos’è la Pietra di Scone e perché se ne parla?

La Pietra di Scone, anche chiamata Pietra del Destino o – per rimanere in tema – Pietra dell’incoronazione, è una pietra in arenaria a forma di parallelepipedo che pesa circa 152 chili e che è attualmente conservata nella Cattedrale di Edimburgo. È tornata ad essere motivo di interesse perché, secondo indiscrezioni, Re Carlo III avrebbe richiesto la sua presenza alla cerimonia di incoronazione. La Pietra di Scone, spiega Federico Motta Editore , assume un’importanza particolare per i reali inglesi dato il suo grande valore storico e simbolico. Si tratta infatti della pietra che per secoli ha presieduto all’incoronazione dei re di Scozia. Inoltre, stando a una leggenda, sarebbe anche la pietra di cui si racconta nella Genesi e sulla quale si sarebbe trovato Giacobbe quando gli si palesò la scala per il paradiso. Per il suo viaggio dalla Palestina alla Scozia, la Pietra di Scone avrebbe poi attraversato l’Egitto, la Sicilia, la Spagna, l’Irlanda e sarebbe infine giunta in Scozia nell’VIII secolo.

La storia della Pietra di Scone nell’Età Moderna

Al di là delle intriganti leggende di cui è protagonista, la Pietra di Scone ha un valore storico inestimabile. Come raccontato nel saggio di Paolo Mariani dedicato all’Inghilterra del Seicento e pubblicato nell’Età Moderna di Federico Motta Editore, l’ultimo re di Scozia ad essere incoronato sulla pietra fu John Balliol nel 1292. Successivamente fu trasferita a Londra per ordine del re d’Inghilterra Edoardo I, che la fece installare a Westminster come simbolo della subordinazione del regno di Scozia alla corona inglese. Quando nel 1603 morì la regina Elisabetta I senza lasciare eredi diretti, gli succedette al trono il lontano cugino, nonché re di Scozia, Giacomo I. Fu sotto il suo regno quindi che furono unificate le corone di Scozia, Inghilterra e Irlanda. Da quel momento la pietra è sempre stata usata per le incoronazioni dei re di Scozia e Inghilterra, divenendo però motivo di discordia tra le due nazioni. Solo dopo lunghe trattative, nel 1996 fu consentito di riportare la pietra simbolo della Scozia a Edimburgo. Sebbene sia stato concesso a Re Carlo III di usarla per l’incoronazione, la Pietra di Scone dovrà infatti fare ritorno a Edimburgo subito dopo.

di Federico Motta Editore

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Informazioni sulla pubblicazione

Testo inviato da Edoardo Guerri
ID: 369269
Licenza di distribuzione:
Emiliano Cecchi

Emiliano Cecchi

Web Designer per la PuntoWeb.Net sas, mi occupo anche di editoria online sin dal lontano 1996. Già ideatore e curatore di vari portali, sono il co-founder di LiquidArte.it dove svolgo anche il ruolo di content manager. Sono appassionato di storia e di tutto quanto può accrescere la mia cultura.