Fai bei sogni, Roberto

Ci ha lasciato ieri Roberto Herlitzka, icona del Cinema e del Teatro italiano. Vediamo più da vicino questo straordinario interprete e la sua eredità artistica.
Foto di G. M. Ireneo Alessi (Sinix) from Roma, Italiaderivative work: RanZag (talk) – Roberto Herlitzka, CC BY-SA 2.0

Fai bei sogni, Roberto

Foto di G. M. Ireneo Alessi (Sinix) from Roma, Italiaderivative work: RanZag (talk) – Roberto Herlitzka, CC BY-SA 2.0
Ci ha lasciato ieri Roberto Herlitzka, icona del Cinema e del Teatro italiano. Vediamo più da vicino questo straordinario interprete e la sua eredità artistica.

Se n’è andato Roberto Herlitzka, lasciando un vuoto nel panorama teatrale e cinematografico italiano nel quale si è mosso con maestria per circa sei decadi. Era nato a Torino il 2 ottobre 1937, conosciuto e apprezzato per la sua versatilità, la profondità interpretativa e la capacità di portare in scena personaggi complessi e sfaccettati. Di origine ebraica per parte di padre – ebreo cecoslovacco nato a Brno – non ebbe un’infanzia delle più semplici. I suoi si separarono quando era ancora molto piccolo e il padre si risposò con la pittrice Giorgina Lattes per poi emigrare nel ’39 in Argentina a seguito delle leggi razziali. Anche Roberto e suo fratello maggiore Paolo, per sfuggire alle leggi fasciste del ’38 assumeranno, per un periodo di tempo, Berutti, il cognome della madre. Ma sarà a Roma che la sua vita avrà una svolta decisiva, quando vi si trasferirà da Torino, per studiare recitazione.

Dopo essersi diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico nel 1958, Herlitzka iniziò la sua carriera teatrale sotto la guida di maestri come Orazio Costa e Giorgio Strehler. La sua passione per il teatro lo portò a collaborare con alcune delle più prestigiose compagnie italiane, tra cui il Piccolo Teatro di Milano e il Teatro Stabile di Torino. Herlitzka ha interpretato una vasta gamma di ruoli, dai classici greci e shakespeariani ai drammaturghi moderni. La sua interpretazione di Amleto, sotto la direzione di Strehler, è considerata una delle più memorabili nella storia del teatro italiano. Nel corso degli anni, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Premio Ubu e il Premio Flaiano.

La carriera cinematografica di Herlitzka è stata altrettanto impressionante. Ha lavorato con alcuni dei più grandi registi italiani, come Lina Wertmüller – con la quale esordisce nel 1973 – Marco Bellocchio, Paolo Sorrentino e Nanni Moretti. La sua interpretazione in “Buongiorno, notte” di Bellocchio, dove ha interpretato il ruolo di Aldo Moro, è stata acclamata dalla critica e gli ha valso il David di Donatello come miglior attore non protagonista nel 2004.

Nonostante i numerosi successi, Herlitzka era noto per la sua umiltà e dedizione all’arte. Ha sempre preferito ruoli che gli permettessero di esplorare la psicologia umana e di mettere in luce le contraddizioni e le sfumature della condizione umana. La sua voce distintiva, la presenza scenica e la capacità di entrare in sintonia con il pubblico lo hanno reso un attore unico nel suo genere.

Poco meno di due mesi fa, il 2 giugno, Herlitzka aveva perduto l’amore della sua vita, l’adorata moglie Chiara Cajoli. Un colpo troppo duro per l’anziano attore. Chiara e Roberto si erano conosciuti all’Accademia d’Arte Drammatica, entrambi appassionati di recitazione. Da quel momento non si erano più lasciati. Coppia affiatata e unitissima per oltre cinquant’anni, fin da quel lontano ’68, non avevano avuto figli, ma vivevano l’uno per l’altra condividendo l’amore per il lavoro e le stesse passioni, anche se Chiara aveva abbandonato la carriera di attrice già a metà degli anni ’70. Da quel momento si era completamente dedicata a Herlitzka, continuando a coltivare la sua passione per il teatro. “Senza di lei sono perso” aveva dichiarato l’attore in un’intervista nel luglio 2019. Sono rimasti inseparabili fino alla fine.

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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di copertina – Foto di G. M. Ireneo Alessi (Sinix) from Roma, Italiaderivative work: RanZag (talk) – Roberto Herlitzka, CC BY-SA 2.0
Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

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