Tra i protagonisti della scena artistica torinese, Fabio Zanino si distingue per una ricerca scultorea che esplora i concetti di tempo, trasformazione e memoria materiale. Nato a Torino nel 1978, Zanino ha costruito un percorso originale nel panorama dell’arte contemporanea, fondendo pratiche di riciclo, astrazione e destrutturazione in opere che restituiscono dignità estetica agli oggetti dimenticati del quotidiano urbano.
Formazione e contesto
Formatosi come artista visivo e comunicatore culturale, Zanino ha operato per diversi anni anche nel campo del design e dell’identità visiva, collaborando con realtà professionali in ambito design e progettazione culturale come Cappelli Identity Design. Questo background ha influenzato profondamente la sua produzione plastica, contribuendo a una visione in cui l’oggetto — sia esso cartello, insegna o frammento di metallo — si carica di valore narrativo e simbolico.
La ricerca artistica
Il nucleo centrale della sua produzione è rappresentato dalla serie intitolata Decostruzioni, un corpus di opere in cui elementi urbani in disuso vengono smontati, riassemblati e ricollocati in una nuova grammatica visiva. Il processo creativo si fonda sulla sottrazione di oggetti dal loro contesto originario e sulla loro rielaborazione come forme astratte, attraverso tagli, sovrapposizioni e combinazioni che sfuggono alla funzione originaria del materiale.
L’artista recupera cartelli stradali, insegne luminose, segnali di pericolo e superfici metalliche segnate dal tempo, per poi trasformarli in sculture a parete o installazioni tridimensionali. Queste opere si presentano come strutture equilibrate, dove la materia urbana si carica di nuova energia formale, in un dialogo serrato tra entropia e geometria.
Temi e materiali
Zanino sviluppa una riflessione sottile sul tempo come agente scultoreo. Le abrasioni, le ossidazioni, i segni dell’usura diventano tracce di una memoria collettiva, un palinsesto urbano che l’artista isola e amplifica. Il concetto di “bellezza dell’imperfetto” attraversa tutta la sua opera, in sintonia con le poetiche del wabi-sabi giapponese e le estetiche postindustriali.
Nel progetto parallelo Contexture, l’artista si concentra sulla fotografia astratta di superfici urbane, mettendo in evidenza texture, pigmentazioni naturali e schemi compositivi generati dal degrado. Anche qui, il gesto artistico non è quello dell’intervento diretto, ma dell’osservazione e selezione, in cui l’oggetto del quotidiano diventa campo di indagine estetica.
Progetti secondari
Oltre alla scultura e alla fotografia, Zanino ha sperimentato linguaggi ibridi nel campo del design upcycled e delle installazioni ambientali. La sua ricerca si è sviluppata anche attraverso collaborazioni multidisciplinari e partecipazioni a rassegne culturali, consolidando la sua figura come artista visivo a tutto tondo.
Mostre e pubblicazioni
Le opere di Fabio Zanino sono state esposte in numerose mostre collettive e personali, soprattutto nel contesto torinese, ma con eco anche su scala internazionale. I suoi lavori sono apparsi su testate specialistiche come Widewalls, Bizarre Beyond Belief, Ecosalon e Apartment Therapy, oltre che in riviste italiane di design come Cose di Casa e Quaderni di Interni e gli articoli come contributo a i Quaderni de La Scaletta di Matera, per la rubrica Sotto stelle impassibili. Questa diffusione editoriale testimonia l’interesse crescente per una poetica che unisce rigore formale e sensibilità ecologica.
RIFERIMENTI E CONTATTI
Sito Web: https://zanino.com/
Instagram: @fabio.zanino
Linkedin: https://www.linkedin.com/in/zanino/
Profilo su Saatchi art gallery: https://www.saatchiart.com/en-it/zanino








