Enrico Rava & Fearless Five a Viva RiccioneJazz, la rassegna curata dal Comune di Riccione e dalla Associazione Gaspare Tirincanti

Con Rava i giovani Matteo Paggi al trombone, l’ultima scoperta di Siena Jazz, Francesco Ponticelli al contrabbasso, Evita Polidoro con voce e batteria e Francesco Diodati, da anni al fianco di Rava, alla chitarra.
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Enrico Rava & Fearless Five a Viva RiccioneJazz, la rassegna curata dal Comune di Riccione e dalla Associazione Gaspare Tirincanti

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Con Rava i giovani Matteo Paggi al trombone, l’ultima scoperta di Siena Jazz, Francesco Ponticelli al contrabbasso, Evita Polidoro con voce e batteria e Francesco Diodati, da anni al fianco di Rava, alla chitarra.

Viva RiccioneJazz, la rassegna curata dal Comune di Riccione e dalla Associazione Gaspare Tirincanti al suo terzo appuntamento alla Piramide del Cocoricò, con Enrico Rava Fearless Five, i cinque “senza paura”, nome sia della formazione sia dell’album di esordio.

Trombettista dallo stile rigoroso ma incurante delle convenzioni, aperto alle esperienze più diverse e stimolanti, Rava è apparso sulla scena musicale a metà degli anni Sessanta imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua è una poetica immediatamente riconoscibile, una sonorità lirica e struggente sempre sorretta dalla freschezza d’ispirazione. Fondamentali nella sua affermazione le esperienze in America, dove ha vissuto per diversi anni partecipando a molti gruppi e produzioni discografiche, al fianco di Gato Barbieri, Steve Lacy, Carla Bley, Cecil Taylor, Archie Shepp, Lee Konitz, Pat Metheny, John Scofield e Michel Petrucciani.

Il nuovo quintetto, che a luglio scorso ha pubblicato il suo primo album, Fearless Five, con Parco della Musica Records, registrato alla Casa del Jazz di Roma, è formato da Matteo Paggi al trombone, l’ultima scoperta di Siena Jazz, Francesco Ponticelli al contrabbasso, Evita Polidoro con voce e batteria e Francesco Diodati, da anni al fianco di Rava, alla chitarra.

«Con questo gruppo – racconta Rava – mi sento come su un’isola ideale, dove ognuno dà e ognuno riceve quello di cui ha bisogno. C’è grandissima libertà ma rispetto reciproco, ognuno è in ascolto dell’altro, come in una democrazia perfetta che solo il jazz può rappresentare. I musicisti hanno tutti questa grande capacità, quasi telepatica, di ascoltare e interagire agli input. Ma ci vuole anche coraggio per stare su quest’isola. Circondata a volte da un mare minaccioso, a volte meno, visti i tempi così difficili che stiamo vivendo, rimane pur sempre la mia isola ideale dove amo vivere e suonare».

In «Fearless Five» sul palcp del Cocoricò, ogni musicista si libera e si riunisce, in un dialogo continuo: ognuno è determinante, da Matteo Paggi al trombone, in dialogo continuo con Rava, a Francesco Diodati con la sua sei corde, artista giovane ma già da un decennio fedele collaboratore di Rava, in grado di proporre elementi e spunti originali come in “The Trial”, brano di grande presa dinamica. Così come in “Amnesia”, dove la tromba esce momentaneamente di scena, sostituita dalla voce della batterista Evita Polidoro, altra figura-chiave della band. E poi Francesco Ponticelli al contrabbasso che scandisce e misure tempi e note, in perfetta armonia.

Rava è autore di tutte le composizioni e i brani estesi e dinamici in cui l’improvvisazione domina la scena musicale (Lavori casalinghi, Spider Blues, Cornettology) si alternano a brevi ballate (Lady Orlando, Fragile). Finale con Le solite cose, con il tema esposto all’unisono dal leader e dal trombone del bravo Matteo Paggi.

Grande successo e, ora, la rassegna si prepara al suo programma estivo di Viva Riccione Jazz.

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Informazioni sulla pubblicazione

Immagine di Diana Millan

Diana Millan

Magistero in Scienze Religiose conseguito presso l'ISSR "Beato Niccolò Stenone" di Pisa, lavoro per comunicati-stampa.net e sono responsabile editoriale di LiquidArte.it. Appassionata di cinema e libri.

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