Il 16 agosto del 1977, a Memphis, nel Tennessee (U.S.A.), moriva il cantante Elvis Presley. Nato nel 1935 a Tupelo, nel Mississippi, con il nome completo di Elvis Aaron Presley, fu anche musicista e attore. È stato uno dei più celebri cantanti del Novecento e fonte d’ispirazione per molti musicisti in tutto il mondo.
Pur essendo considerato il “Re del Rock and Roll”, questo fu solo uno dei tanti linguaggi musicali da lui praticati: Elvis si espresse anche nel Gospel, nell’R&B, nel Blues, nello Spiritual, nel Country, nel Pop e nel repertorio melodico.
Trascorse l’adolescenza in povertà, in un quartiere popolare, e, a differenza di molta gente del Sud degli Stati Uniti, non faceva distinzione di razza: frequentava sia ambienti di bianchi che di afroamericani, ascoltandone le rispettive espressioni musicali, che influenzarono profondamente la sua formazione artistica.
Autodidatta alla chitarra, non sapeva leggere gli spartiti né conosceva la teoria musicale, ma possedeva un grande “orecchio” e iniziò la carriera sostenuto da esperti session men, che gli garantirono solidità musicale e professionale.
Già dalla metà degli anni Cinquanta cominciò a suscitare interesse e ad avere successo, dapprima a livello locale e poi nazionale, manifestando un carisma particolare che conquistò rapidamente il pubblico giovanile. Per la sua originalità non solo musicale e vocale, ma anche per la sua mimica scenica provocante e rivoluzionaria, divenne presto una star di successo internazionale e, in seguito, un vero e proprio mito capace di entusiasmare le folle in ogni parte del mondo.
Morì a causa di un’intossicazione da forti dosi di barbiturici.
Questa mia opera, realizzata ad acquerello, carboncino e tempera, è un omaggio alla sua memoria.
Bruno Pollacci
Direttore dell’Accademia d’Arte di Pisa








